Sindaco, come funzionerà la commissione tecnica?
«Abbiamo previsto un gruppo composto da tre professionisti esperti in diritto urbanistico, architettura e tutela del paesaggio, che affiancherà gli uffici nella valutazione delle osservazioni che arriveranno».
Quali saranno i criteri di scelta dei membri della commissione?
«Sulla base della competenza e della professionalità, non dell’età o di altre logiche. L’impegno è di decidere in conferenza dei capigruppo, illustrando i criteri di selezione e le persone prescelte».
E i tempi?
«Non sono ancora in grado di rispondere a questa domanda. Sicuramente abbiamo tutti gli interessi di stringere i tempi quanto possibile».
Qual è il fondamento della delibera?
«Gli uffici hanno stilato l’elenco rispettando la legge regionale del 2008, novellata nel 2011, che impone ai comuni di tutelare beni di architettura moderna e contemporanea con valore identitario. Da anni gli uffici lavoravano su questo, e con questa amministrazione abbiamo dato un impulso per evitare errori del passato, come quelli legati al Piano Casa. L’elenco originario prevedeva 200 immobili; oggi sono 198, perché quattro sono già stati demoliti».
Quali garanzie sono previste per consentire ai cittadini di presentare osservazioni sulla delibera?
«La legge prevede che dall’adozione fino all’approvazione definitiva della delibera ci siano 30 giorni di tempo dalla pubblicazione all’albo per consentire a chiunque abbia un interesse legittimo di presentare osservazioni. Mi aspetto, soprattutto sulle questioni urbanistiche, che emerga chiarezza. Non stiamo comprimendo diritti, né il diritto alla proprietà privata, sancito dalla Costituzione».
L’opposizione sostiene che il provvedimento arrivi prima del Pug. Cosa risponde?
«I tempi del Pug non sono immediati: nelle prossime settimane porteremo in Giunta l’atto di indirizzo, ma l’approvazione definitiva richiederà tempo. Non potevamo permettere che durante questo periodo gli immobili subissero la stessa sorte di altri beni storici della città. Non stiamo facendo un’operazione di mummificazione. Il vincolo impedisce la demolizione, ma interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, recupero e riqualificazione interna ed esterna saranno possibili».
E per il cambio di destinazione d’uso?
«In alcuni casi sarà possibile. Per esempio tornando all’uso originario dell’immobile».
Ci sono degli edifici dell’elenco che lei escluderebbe?
«L’elenco è stato stilato dagli uffici sulla base di criteri oggettivi. È assurdo, come sostenuto da alcuni consiglieri di minoranza, che il cosiddetto Palazzo delle Cento Finestre, realizzato dall’architetto Elena Guaccero, non venga considerato meritevole di vincolo. In ogni caso, queste valutazioni non possono e non devono avere un occhio politico, ma tecnico: né il consigliere né il sindaco hanno la competenza per stabilire quali immobili meritino tutela».
















