«Libertà da un amore che si impara dentro i baci Perugina»: la ribellione di un giovane Baglioni racconta di uno dei più italici cliché romantici, oltre che di una formidabile strategia di marketing. Di fatto, ben prima dei bigliettini nascosti nei biscotti cinesi di fine pasto, con quella frase letta sgranocchiando cioccolato, gianduia e nocciola, siamo cresciuti tutti affidandoci alla cabala emozionale dei cartigli d’amore. Da un’esperienza così intensamente pop non poteva non nascere la produzione altrettanto pop di Luigi Billi, artista fiorentino le cui opere sono in allestimento da domani, 14 febbraio, giorno di San Valentino, nella pinacoteca Corrado Giaquinto, all’interno del palazzo della Città Metropolitana.
«Untitled kisses» ( baci senza titolo o baci senza nome) è la mostra di alcune delle più significative opere dell’artista scomparso dieci anni fa. «San Nicola», «Hombres» e, appunto, «Untitled Kisses» sono alcune delle celebri rielaborazioni fotografiche dei messaggini contenuti nei Baci Perugina. Lavori iconici che oltre tutto confermano il profondo legame con Bari e con la Puglia, terra d’origine della madre di Luigi Billi e luogo in cui l’artista ha vissuto e lavorato nel corso della sua carriera.
Lo «stropicciamento» o l’«accartocciamento» la sua tecnica: le immagini ingrandite e rielaborate vengono in un secondo momento accartocciate e ri-distese in una metafora di «rifiuto e recupero». Lo aveva spiegato lo stesso Billi in uno scritto eloquente: «Stampate in bianco e nero le immagini vengono colorate e incerate, quindi fisicamente accartocciate come un foglio da gettare via. Riaperte su tela, conservano quell’ambiguità di segno caratteristica di chi e di cosa abbia subito un rifiuto a cui sia seguito un recupero: mantengono in sé la memoria di un danno e di un riscatto. Quindi, vita».
«Celebrare la giornata di San Valentino con Untitled Kisses - spiega Micaela Paparella, consigliera metropolitana delegata alla valorizzazione e tutela del patrimonio della Pinacoteca - significa richiamare la storia di una delle icone più riconoscibili dell’immaginario amoroso italiano: i Baci Perugina, ideati oltre un secolo fa da Luisa Spagnoli e resi celebri dall’immagine firmata da Federico Seneca, ispirata al dipinto Il bacio di Francesco Hayez. Nella celebre serie di Luigi Billi, questo linguaggio popolare viene rielaborato e trasformato in una forma artistica contemporanea, capace di dialogare con la memoria collettiva e con il presente».
L’evento si svolge in collaborazione con l’Associazione Puglia in Rosé. L’ingresso è libero. Domani inaugurazione alle 11 con Vito Leccese, Micaela Paparella, Anna Gambatesa della Galleria Misia Arte e la critica d’arte Marilena Di Tursi.
















