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Bari, maxi sequestro di rifiuti speciali pericolosi in un'impresa artigiana

Bari, maxi sequestro di rifiuti speciali pericolosi in un'impresa artigiana

Bari, maxi sequestro di rifiuti speciali pericolosi in un'impresa artigiana

 
Redazione online

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Bari, maxi sequestro di rifiuti speciali pericolosi in un'impresa artigiana

Erano statti accatastati alla rinfusa bidoni metallici e in plastica contenenti residui di sostanze chimiche e diluenti utilizzati per la produzione di abrasivi e la levigazione di pavimenti

Venerdì 10 Febbraio 2023, 22:52

BARI - A seguito di una segnalazione telefonica, la scorsa mattina, il personale del Settore Polizia Giudiziaria - ecologia del Corpo di Polizia Locale di Bari ha ispezionato un’impresa artigiana, attiva nella gestione di abrasivi, mastici e levigatura su pietre. Al titolare dell'azienda che risultava avere rilevanti potenziali impatti sulla produzione di rifiuti pericolosi e speciali, è stata chiesta l’esibizione, tra gli altri documenti, del registro di carico e scarico dei rifiuti. Dalla consultazione del registro è emerso il mancato aggiornamento, con l’ultima annotazione risalente a novembre 2021.

Dalla successiva ispezione dei luoghi, effettuata dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria del Comando di Via Aquilino, è emerso che all’interno di un locale di circa 300 mq erano presenti rifiuti speciali e rifiuti pericolosi e non. Nello specifico, è stata accertato che erano statti accatastati alla rinfusa bidoni metallici e in plastica contenenti residui di sostanze chimiche e diluenti utilizzati per la produzione di abrasivi e la levigazione di pavimenti. In un cortile attiguo sono state scoperte due cisterne, occultate da griglie metalliche, colme di materiale fangoso, che si è proceduto a far analizzare da personale dell’ARPA Puglia.

Ravvisandosi gli estremi per la contestazione dell’abbandono e il deposito incontrollato di rifiuti, previsto dall’art. 192 del D.lgs. 152/06, Testo UnicoAmbientale, due persone sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, in concorso tra loro, per il reato previsto all’art. 256 comma 2, che sanziona con la pena dell’arresto da 3 mesi a 2 anni o con l’ammenda da 2.600,00 a 26.000,00 euro i titolari di imprese che abbandonano o depositano in modo incontrollato i rifiuti pericolosi.
Si è proceduto al contestuale sequestro dei rifiuti, provvedendo alla delimitazione delle aree interessate.

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