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Covid 19

Se andate a Polignano mettete la mascherina

Polignano a Mare - Bari

Polignano a Mare

Boom di casi nel Barese. E questa settimana altro balzo: +67,8%

02 Luglio 2022

G. Flavio Campanella

Se andate a Polignano mettetevi la mascherina. Nella città di Domenico Modugno, assaltata in questi giorni dai turisti (si è pure votato), si è registrato nella settimana tra il 20 e il 26 giugno il tasso più alto di nuovi casi Covid rispetto agli abitanti: il report della Asl certifica 223 nuove infezioni, rispetto alle 132 del 13-19 giugno (tasso 1.269,7 ogni 100mila abitanti da 751,6 del periodo precedente). Peraltro, è ormai acclarato che le positività (c’è chi non si testa o chi fa da sé con i kit acquistati in farmacia) sono almeno quattro volte in più rispetto ai riscontri ufficiali. Per il momento, nei comuni del Barese il tasso medio accertato è di 567,2 (complessivamente 6.978 infetti), con diversi centri, oltre Polignano, che lo superano abbondantemente: è il caso di Gioia del Colle (tasso 818,8 da 527,4; 222 positivi da 143), Conversano (745,7 da 409,5; 193 da 106), Cassano (726,4 da 294,7; 106 da 43) e Monopoli (713,1 da 488,6; 343 da 235), tutti in netta risalita. L’eccezione è Giovinazzo, in leggera regressione, ma partendo da un livello elevato (737,6 da 829,7; 144 da 162). Anche Bari, sede di eventi nella prima parte di giugno, oltrepassa la media con un tasso di 634,3 ogni 100mila abitanti (da 388,9) e 2.000 nuovi casi (da 1.226).

ACCELERAZIONE La curva epidemiologica, però, fotografa sostanzialmente il passato, visto che da una elaborazione dei dati diffusi mediante i bollettini regionali emerge come dal 27 giugno a ieri ci sia stato un ulteriore incremento delle positività del 67,8%, un balzo che, associato al crollo delle quarte dosi (in una settimana soltanto 814 per un totale di 25.072, pari a un quarto della platea eleggibile), ha fatto uscire nuovamente allo scoperto chi si occupa di sanità pubblica. «Che qualcuno batta un colpo - ha affermato l’igienista ed epidemiologa Maria Chironna -. Era stata già annunciata qualche settimana fa questa ulteriore ondata di Covid. Chi si occupa di questa epidemia dall’inizio, e studia come il virus muta, aveva messo in guardia sulla imminente ulteriore recrudescenza. Omicron 2 e ora Omicron 4 e Omicron 5 non perdonano. Possibile che nessuno abbia più il coraggio di dire come stanno i fatti e cosa fare per limitare i danni? Possibile che sia tutto ineluttabile e che non si possa più di tanto agire sulle libertà personali? È diventato un tabù ricordare che esistono le misure non farmacologiche di prevenzione da usare insieme ai vaccini per evitare le forme più gravi? Con il liberi tutti stanno aumentando non solo i contagi, ma anche i ricoveri. Tra qualche giorno comincerà a salire anche la curva dei decessi. Morti evitabili. E per Covid, non con Covid. Tra un po’, se non già ora, cominceranno a rallentare i servizi ai cittadini, perché è ovvio che se migliaia di persone si ammalano contemporaneamente è come un domino: non c’è personale a sufficienza per garantirli. Si è consapevoli del fatto che non esistono praticamente più le forme asintomatiche, ma che tutti i positivi hanno sintomi, più o meno rilevanti, almeno i primi giorni, e che quindi hanno necessità di stare a casa? Ora: è difficile chiedere ai cittadini di continuare a usare una mascherina FFP2 entrando in un luogo pubblico chiuso o sui mezzi pubblici? È proprio catastrofico limitare la capienza di eventi che producono raduni di migliaia di persone, anche all’aperto visto che il virus si trasmette per via aerea se si sta ammassati? È impensabile contingentare ancora gli ingressi in luoghi a rischio di contagio? Insomma: si vuole tornare a “come era prima” della pandemia? La risposta è che non si può, non completamente, se si ha a cuore la salute dei più fragili e di quelli meno fortunati che potrebbero rischiare di morire. O è il prezzo da pagare che qualcuno ha messo nel conto? La salute viene prima. È ora di ricominciare a ricordarlo».

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