Martedì 28 Giugno 2022 | 10:52

In Puglia e Basilicata

L'incontro

Valorizzare le ciliegie della Terra di Bari: l'oro rosso di Puglia

Valorizzare le ciliegie della Terra di Bari: l'oro rosso di Puglia

All'evento i sindaci dei Comuni di maggiore produzione cerasicola, come Turi (Tina Resta), Casamassima (Giuseppe Nitti), Putignano (Luciana Laera), Conversano (Giuseppe Lovascio) e Sammichele (Lorenzo Netti), i primi tre aderenti a "Cuore della Puglia"

25 Maggio 2022

Redazione online

BARI - Fare squadra per valorizzare le ciliegie della Terra di Bari. È questo che si propongono i sindaci dell'associazione Cuore della Puglia, dandosi appuntamento giovedì 26 maggio ad Acquaviva delle Fonti insieme ai promotori del progetto "Filiera 21", ai componenti del raggruppamento temporaneo di imprese di agricoltura sociale Naturaviva e ai produttori del territorio. Si incontreranno alle 18 nell'opificio Naturaviva, in via Molise, lotto 59, zona industriale di Acquaviva.

Un luogo scelto non a caso dal primo cittadino Davide Carlucci in quanto è nell'ex capannone confiscato (ristrutturato grazie a un finanziamento di Fondazione con il Sud) che tre cooperative sociali stanno per avviare, nel mese di giugno, la trasformazione di prodotti agricoli, a cominciare proprio dalla marmellata di ciliegie. 

Tra gli invitati dell'incontro "Il nostro oro rosso" ci sono i sindaci dei Comuni di maggiore produzione cerasicola, come Turi (Tina Resta), Casamassima (Giuseppe Nitti), Putignano (Luciana Laera), Conversano (Giuseppe Lovascio) e Sammichele (Lorenzo Netti), i primi tre aderenti a "Cuore della Puglia". 

I due giuristi Angela Fersini e Luigi Fino, invece, anticiperanno le finalità del progetto "Filiera 21", uno spin-off dell'Università di Bari nato per valorizzare il sistema agroalimentare incentivando lo sviluppo di aggregazioni territoriali per la produzione e la commercializzazione dei prodotti. Dante Leonardi e Taisyr Hasan, invece, spiegheranno come si è sviluppato e quali sono i prossimi step del progetto Naturaviva che, oltre all'opificio, dove saranno conferiti anche i prodotti coltivati in terreni strappati alla criminalità, avrà un punto vendita in un altro immobile confiscato in città.

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