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Legionella all'Oncologico di Bari, valori sotto la soglia di rischio

Legionella all'Oncologico di Bari, valori sotto la soglia di rischio

Legionella all'Oncologico di Bari, valori sotto la soglia di rischio

 
Redazione online

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Oncologico di Bari

In 5 dei 7 campioni analizzati batterio nei limiti consentiti

Mercoledì 07 Aprile 2021, 16:57

BARI -  Nel reparto di oncologia interventistica dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari è stato riscontrato il batterio della legionella in quantità superiori ai limiti consentiti per gli ambienti ospedalieri solo in due dei 7 campioni analizzati dal laboratorio di igiene dell’ambiente e degli alimenti dell’Università di Bari. Sono i primi risultati della ricerca richiesta dalla direzione strategica dell’Istituto dopo il decesso di una paziente a metà marzo.

Dall’iniziale monitoraggio erano emerse una serie di criticità che avevano fatto scattare i protocolli anti-legionella. I risultati completi, forniti nei giorni scorsi dal laboratorio di igiene dell’Università di Bari, «hanno restituito un quadro più confortante e rassicurante» dicono dall’Istituto oncologico. I risultati si riferiscono all’analisi su campioni di acqua prelevati il 18 marzo scorso in 7 diversi punti del reparto, le stanze di degenza e gli ambienti di servizio in uso al personale medico ed infermieristico. Solo in due punti è stato riscontrato il batterio in quantità superiori ai limiti consentiti per gli ambienti ospedalieri. Nei restanti 5 punti monitorati i valori sono al di sotto della soglia prescritta. Nei prossimi giorni, si attendono i risultati della ricerca nelle altre unità operative dell’Istituto, mentre ulteriori prelievi di campioni d’acqua saranno eseguiti a cadenza bisettimanale.

«Un dato che rinfranca - commenta il commissario straordinario Alessandro Delle Donne - e che, soprattutto, conferma l’opportunità di aver seguito, fin da subito, la linea della massima prudenza, a tutela dei nostri pazienti fragili». L'Istituto tumori ha infatti provveduto ad un intervento di manutenzione e sanificazione degli ambienti di oncologia interventistica e, successivamente, dell’intera rete idrica, trasferendo per 48 ore tutti i pazienti. «Gli interventi eseguiti ci permettono oggi di dire che l’Istituto Tumori è sicuro per pazienti e lavoratori. Più che mai in questo momento - conclude Delle Donne - , prevenzione, monitoraggio e sicurezza sono un dogma».

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