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La storia

Licenziata perché incinta: la barese Ilaria si inventa un nuovo lavoro

Licenziata perché incinta: la barese Ilaria si inventa un nuovo lavoro

Mandata a casa a gravidanza inoltrata, si è reinventata con libri itineranti per bambini

04 Ottobre 2020

Francesca Di Tommaso

BARI - «Mi dispiace ma siamo costretti a licenziarti perché ci rendiamo conto che non ti sarà possibile dedicarti al lavoro quando nascerà la bambina. Senza alcun aiuto, nemmeno i nonni, lontani chilometri da qui». Ilaria Amato, barese trasferitasi in Friuli Venezia Giulia, scopre con queste parole, al sesto mese di gravidanza, di essere licenziata dall'azienda dove è stata assunta a tempo indeterminato a gennaio 2017. «Un’azienda con 10 dipendenti - spiega Ilaria - ma che si era riconvertita nel campo del design dell’ottica mentre prima produceva macchinari in metalli. Stavo per organizzare per loro una fiera internazionale – racconta Ilaria – quando mi hanno convocata per l’amara notizia. Sono stata assunta in prova come impiegata per il commercio estero, ma di fatto ero export manager. Le mie esperienze lavorative precedenti avevano conquistato il mio datore di lavoro e a me piaceva molto quello che facevo, i contatti con i distributori di tutto il mondo: Singapore, Taiwan, Turchia, Asia. Quando sono rimasta incinta l'ho subito riferito – continua – e mi hanno detto che avrebbero trovato una soluzione. Non credevo certo quella di licenziarmi. D’altronde erano stati loro a propormi il contratto a tempo indeterminato». Ilaria è laureata in lingue e letteratura straniere,

Lavora da sempre nel campo del commerciale estero: come per una sostituzione maternità a Matera, in un'azienda produttrice di divani. Proprio nel periodo di Matera, conosce il suo compagno, che dall'età di 17 anni vive in Friuli, militare dell'Esercito. Ilaria lo segue per amore e dal 2012 si trasferisce a Fagagna. Contemporaneamente si muove nel suo campo: prima in un'azienda produttrice di sedie, poi arriva la proposta del contratto a tempo indeterminato dell'azienda che le dà il benservito con e per il pancione. La famiglia di Ilaria continua a vivere a Capurso, suo fratello avvocato le propone di procedere giudizialmente visto che si tratta comunque di un licenziamento ingiustificato, ma Ilaria preferisce di no. «Purtroppo qui ho visto ancora molti pregiudizi per chi arriva dal sud - sospira - e non solo verso le lavoratrici mamme, quasi che la maternità fosse una malattia».

A novembre 2017 nasce una splendida bambina. Ilaria si gode sorrisi e gridolini ma di stare con le mani in mano non ha nessuna intenzione. Cerca il modo di mettere a segno esperienze, competenze e nuovo ruolo: uno non esclude l’altro. Anzi. Si concede qualche mese di pausa nella sua Puglia mentre il compagno parte in missione per 6 mesi in Afghanistan. Girovagando su Facebook risponde ad un annuncio di una casa editrice inglese, la Usborne, che realizza libri per l'infanzia. «La “Usborne Books at Home” offre un'opportunità di business divertente, flessibile ed estremamente gratificante – spiega – entro a far parte della loro comunità di organizzatori indipendenti. Divento “Indipendent Usborne Organiser” sorride - «Ufficialmente ho cominciato il 30 gennaio e ho sfruttato in positivo anche lo stesso periodo di lockdown. Con il mio “Baule dei libri Incantati” consiglio libri in inglese ed attività creative per bambini con i libri Usborne. Organizzo book party, libromerende, come il “book picnic in the park” al parco del Cormor di Udine, e storytelling. Partecipo ai mercatini con la mia libreria itinerante. È la rivincita - conclude - per me, per tutte le donne, mamme, Arabe Fenici dalla forza unica. Risorgiamo sempre anche dalle ceneri più nere».

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