Martedì 20 Novembre 2018 | 06:55

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Tari notificata due volte

Bari, errori sulla tassa rifiuti: caos all'Ufficio tributi

Avvisi di mora a decine di contribuenti che hanno già pagato

Bari, errori sulla tassa rifiuti: caos all'Ufficio tributi

BARI - Forse non saranno cartelle pazze ma di sicuro «inseguono» il contribuente anche dopo il pagamento. È lo strano caso di alcuni avvisi bonari di pagamento, partiti nei giorni scorsi dall’Ufficio tributi del Comune di Bari. Oggetto del contendere, le tasse sui rifiuti i cui conti, pur essendo stati pagati, non risultano in ordine. L’errore, a quanto pare, è dovuto agli intermediari bancari o postali che, al momento dell’invio del modello F24, non hanno inserito il corretto codice catastale. Così, il Comune non è riuscito a incrociare i dati di chi ha pagato con quanto effettivamente versato e, in alcuni casi limite - magie della burocrazia - quanto versato sarebbe andato a finire nelle casse pubbliche, sì, ma di altri Comuni.
Ieri, dunque, pienone e giornata di superlavoro all’Ufficio tributi. Decine i casi segnalati, con cartelle contestate che risalgono anche al 2014, quando l’odierna Tari si chiamava ancora Tarsu. Secondo le indicazioni rese dal personale in servizio, gli avvisi bonari di pagamento sono stati inviati a tutti i contribuenti, in regola con il pagamento, il cui F24 riportava però un diverso codice catastale: un errore di digitazione da parte dell’impiegato di banca o della Posta che è costato una giornata di fila ai già tartassati onesti cittadini.
Per tutti, la stessa trafila: dimostrare l’avvenuto pagamento, così da permettere al Comune di incrociare tutti i dati e sistemare le situazioni «anomale». Nei casi più complicati, i contribuenti dovranno rivolgersi all’ufficio postale o alla banca e richiedere un nuovo F24.
Tranquillizza l’assessore al Bilancio Alessandro D’Adamo: «Si tratta di una piccola percentuale, meno del 10% di coloro che, in questi giorni, hanno ricevuto analoghi avvisi bonari di pagamento. Per questi contribuenti, la cosa più importante è che abbiano regolarmente pagato e che, dunque, possano attestare il pagamento. I soldi versati non sono persi, anzi. Anche in caso di codice catastale errato, anche se l’impiegato della banca o della Posta ha sbagliato a compilare il modello F24, i soldi risultano già versati sul conto corrente del Comune. Gli avvisi bonari che abbiamo mandato a questi contribuenti ci serviranno a sistemare le situazioni “anomale”, tutti i dati che il sistema telematico non riusciva a incrociare, proprio a causa di questi errori di digitazione o persino errori più banali, come un cambio di residenza che non ci è stato comunicato per tempo».
Continua, invece, il lavoro di recupero crediti per tutti i cittadini che non sono in regola con i pagamenti. «Quasi il 90% dell’utenza, invece, è composta da cittadini che non hanno potuto, o hanno dimenticato, di pagare la tassa rifiuti o altri tributi locali. Il comune provvede prima ad inviare avvisi bonari, poi un sollecito e infine l’avviso di accertamento. La maggior parte di loro si rivolge all’Ufficio tributi per chiedere dilazioni e rateizzazioni di pagamento, insomma per sanare la propria posizione contributiva».

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