Lunedì 08 Agosto 2022 | 20:54

In Puglia e Basilicata

La riflessione

Giovani talenti di questa terra quanti rimpianti senza impianti

tennis

La Puglia è terra di talenti da svezzare, di piccoli fenomeni da coltivare e magari da trattenere

29 Settembre 2020

Fabrizio Nitti

Il fatto che un manipolo di giovanissime tenniste, tutte nate e cresciute in Puglia sui campi del Circolo Tennis Bari, abbiano messo assieme in breve tempo una serie impressionante di risultati, sfociati poi nella conquista dello scudetto Under 14, suscita un più che legittimo interesse. È chiaro che l’atleta adolescente è una galassia tutta ancora da esplorare, un giovane pianeta da studiare e conquistare. La storia dello sport in generale è densa di fuoriclasse divenuti meteore e di meteore trasformatesi in fuoriclasse.
Ma le «quattro piccole canaglie» baresi che rispondono al nome di Vittoria Paganetti, Daria Raimondo, Greta Bucaria e Rebecca Di Giovannantonio rappresentano un po’ quelle potenzialità nascoste che animano il mondo dello sport pugliese. Da queste parti, insomma, non siamo brutti, sporchi e cattivi come qualcuno vuol dipingerci e in realtà non lo siamo mai stati. La Puglia, al contrario, è un concentrato di potenzialità non ancora espresse in maniera totale. È terra di talenti da svezzare, di piccoli fenomeni da coltivare e magari da trattenere. Nel tennis così come nel nuoto, nel calcio, nella pallavolo e in chissà in quante altre discipline sportive.

Questo piccolo grande risultato è il riassunto a lieto fine della voglia di andare avanti, di non arrendersi davanti alla pandemia.
Ma il tennis ha una fortuna e cioé i circoli. Una struttura, degli impianti. Il che spesso fa la differenza. Il calcio ha la valvola di sfogo nei campi dove allenarsi (non troppi e spesso sovraffolati). Il nuoto, che un po’ ha vissuto il tema della fuga dei talenti (qualcuno, però, continua ad allenarsi qui anche se tesserato per altre società, ma è il male minore) e attende la costruzione di un Centro Federale, se la cava aggrappandosi a piscine che registrano uno storico calo di iscritti.
E poi? L’attacco alla normalità portato avanti con crudeltà dal Coronavirus, ha rivoltato il mondo, anche quello sportivo. Facendo venire alla luce problemi di strutture, problemi di palestre, problemi di rapporti fra il mondo della scuola e lo stesso mondo sportivo. Sono trascorsi tanti mesi, è il momento di compiere dei concreti passi in avanti. Ovviamente con la solita attenzione, ma con lo scopo comune di aiutare il talento a crescere e a migliorarsi. A divertirsi. Se poi arriverà un altro scudettino, di tennis, calcio o altro che sia, la soddisfazione sarà raddoppiata.

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