Lunedì 14 Ottobre 2019 | 12:57

NEWS DALLA SEZIONE

Il punto
La nevrosi continua per la Grande Riforma

La nevrosi continua per la Grande Riforma

 
Il caso
Il Guastafeste: scusi, lei conosce più di 300 parole?

Il Guastafeste: scusi, lei conosce più di 300 parole?

 
L'analisi
Non assegnare il Nobel a Greta: un aiuto all’ambiente

Non assegnare il Nobel a Greta: un aiuto all’ambiente

 
Il punto
L'Europa all’Italia «Non trattate così il Sud»

L'Europa all’Italia «Non trattate così il Sud»

 
L'analisi
I nominati per elezione e i nominati per sovvenzione

I nominati per elezione e i nominati per sovvenzione

 
Il commento
Dal Gargano a Matera in bici il futuro sulle «strade bianche»

Dal Gargano a Matera in bici: il futuro sulle «strade bianche»

 
L'analisi
Risparmio di quattrini o risparmio di democrazia?

Risparmio di quattrini o risparmio di democrazia?

 
Il punto
Ma la cultura fa crescere il Pil

Ma la cultura fa crescere il Pil

 
L'analisi
Contro i dazi la storia siamo noi (meridionali)

Contro i dazi la storia siamo noi (meridionali)

 
Il punto
Il «Movimento» in movimento: dieci anni dopo è post-populista

Il «Movimento» in movimento: dieci anni dopo è post-populista

 
L'opinione
Se Matteo si paragona alla Rabbit: «Non sono cattivo, mi disegnano così»

Se Matteo Renzi si paragona alla Rabbit: «Non sono cattivo, mi disegnano così»

 

Il Biancorosso

contro la ternana
Il Bari non sbaglia più: vittoria che sa di svolta

Il Bari non sbaglia più: vittoria che sa di svolta

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariL'intervista
Ezio Totorizzo, il manager barese che piace a Mtv

Ezio Totorizzo, il manager barese che piace a Mtv

 
BatNel Nordbarese
Canosa, nudo e ubriaco aggredisce per strada ex compagna: arrestato

Canosa, nudo e ubriaco aggredisce per strada ex compagna: arrestato

 
Leccenel salento
Nardò, 16enne cade facendo parkour: in coma

Nardò, 16enne cade facendo parkour: in coma

 
Brindisinel Brindisino
Erchie, tormenta l'ex moglie per convincerla a lasciare la casa coniugale: divieto di avvicinamento

Erchie, tormenta l'ex moglie per convincerla a lasciare la casa coniugale: divieto di avvicinamento

 
PotenzaI dati
Criminalità, per il Sole 24 Ore la Basilicata è «quasi tranquilla»

Criminalità, per il Sole 24 Ore la Basilicata è «quasi tranquilla»

 
Tarantol'indagine
Martina Franca, spaccio di droga, chiamata «Babà», era diventato un lavoro: 3 in carcere

Martina Franca, spaccio di droga, chiamata «Babà», era diventato un lavoro: 3 in carcere

 
Foggianel foggiano
Orta Nova, in 4 tentano colpo in banca: ferita una guardia giurata

Orta Nova, in 4 tentano colpo in banca: ferita una guardia giurata

 
MateraIl caso
Sparatoria nella notte a Policoro, due feriti: scatta un fermo

Mafia: duplice tentato omicidio a Policoro, fermato 49enne

 

i più letti

L'analisi

Tra spifferi e correnti terzo potere senza bussola

La magistratura ha fatto harakiri. Dove non sono riusciti nel corso degli anni Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e tanti altri, con le loro accuse di “giustizia ad orologeria”, è riuscito il CSM

Tra spifferi e correnti terzo potere senza bussola

E così la magistratura ha fatto harakiri. Dove non sono riusciti nel corso degli anni Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e tanti altri, con le loro accuse di “giustizia ad orologeria”, è riuscito il CSM – custode dell’autonomia e dell’indipendenza di giudici e pubblici ministeri – disarticolando il terzo potere dello Stato e svelandone impietosamente giochi di potere e trattative la cui merce di scambio sono gli incarichi apicali dei vari uffici giudiziari, con la fattiva collaborazione di esponenti politici (alcuni dei quali in “conflitto di interessi” per essere indagati da quelle procure di cui occorre individuare i capi).

Un fenomeno di autoconsunzione di un’istituzione che a partire da Mani pulite ha conservato la leadership nel sentire sociale come antidoto alle nefandezze della politica, alla corruzione endemica della classe dirigente e, in definitiva, alla loro debolezza. Sentire nelle intercettazioni che tra indaganti e indagati vi fosse un “tavolo di concertazione” sulle nomine è a dir poco scioccante. Chi conosce le reali dinamiche del CSM è un po’ meno stupito (escludendo le presunte dazioni di denaro e le incursioni dei politici), perché tutto ciò è la naturale conseguenza della strutturazione dell’ANM in correnti, che la dominano così come governano di fatto il CSM.

Nate per rappresentare differenti orientamenti di pensiero (nel congresso di Gardone del 1965 dell’ANM), e dunque riferibili a forze politiche di destra, centro o sinistra, con il tramonto della dimensione ideologica di quest’ultime si sono trasformate in comitati d’affari il cui unico compito è, per l’appunto, la gestione dell’attribuzione degli incarichi. Con criteri che hanno a che fare con tutto tranne che con il merito. Non dimentichiamo, del resto, che i più acerrimi nemici di Giovanni Falcone prima della sua postuma beatificazione, i suoi più spietati detrattori, gli occulti delatori, furono proprio i colleghi magistrati e, in particolare, quelli che sedevano sugli scranni del CSM (definiti “Giuda” da Paolo Borsellino): emblematiche le vicende della nomina a Procuratore della Repubblica di Palermo (1988) e a Superprocuratore antimafia (1992), la cui istituzione fu avversata con tanto di sciopero dall’ANM.
Come dire, niente di nuovo sotto il sole.
Questo non vuol dire, naturalmente, che tutti i magistrati siano privi di rettitudine e di moralità. Alcuni, fuori dal giro associativo e delle correnti, sol per questo si vedono preclusi – nonostante i loro meriti e le loro qualità – l’accesso alle posizioni più elevate e prestigiose. Molti, loro malgrado, sono costretti ad arrendersi a questo meccanismo abnorme e distorto per vedere soddisfatte le loro legittime aspirazioni.
Il vizio, insomma, è strutturale.

Non è sostituendo il Presidente dell’ANM, reo di far parte della corrente nell’occhio del ciclone, o indicendo le elezioni per la sostituzione dei componenti del CSM coinvolti nella vicenda, che la questione potrà essere risolta. Vedremo se la convocazione del plenum dell’organo di autogoverno per venerdì prossimo sarà l’occasione per ascoltare parole nette e dure da parte di Sergio Mattarella.
Quali i rimedi?

Si potrebbe ridisegnare la geografia del CSM, attribuendo al Presidente della Repubblica il potere di nominare un terzo dei suoi componenti (come accade per la Corte costituzionale). Ne uscirebbe rafforzato il ruolo del Capo dello Stato, che nel CSM è presente in funzione di garanzia, e correlativamente ridimensionato quello dei magistrati (che non avrebbero più la maggioranza), con evidenti ricadute in termini di autoreferenzialità e di difesa degli interessi corporativi. Certo, potrebbe eccepire qualcuno, in presenza di un Presidente interventista – alla Cossiga, per intenderci – ciò potrebbe essere pericoloso.

C’è poi l’ipotesi sorteggio per le nomine dei vertici, sulla base di una rosa predeterminata con criteri di merito. Soluzione sulla carta molto interessante, sempre che la prima fase si svolga utilizzando effettivamente tali criteri e non sia nelle mani delle famigerate correnti. In quest’ultimo caso il rischio di mercanteggiamenti – ferma restando l’alea dell’estrazione a sorte – risulterebbe attenuato ma non escluso del tutto. Inutile dire che, come sempre accade, è anche questione di uomini, piuttosto che di regole. Il CSM, in fondo, è un organo “politico” – nell’accezione alta del termine – e compie pertanto scelte che sono il frutto di maggioranze costruite a seguito di intese. Non a caso, nel linguaggio corrente il direttivo dell’ANM, il cui peso sulle decisioni del CSM è determinante, viene definito il “parlamentino” dei giudici.

Sta di fatto che una magistratura attraversata da spifferi e correnti non fa bene al Paese, lede la credibilità di un potere cui ci si è affidati – forse in maniera eccessivamente fideistica – per oltre un quarto di secolo. Vedere le toghe alla deriva, travolte da una tormenta al momento inarrestabile che in pochi avrebbero potuto prevedere, genera sfiducia e preoccupazione. Se l’Italia fosse riuscita a realizzare un vero bilanciamento tra i poteri, quel sistema di pesi e contrappesi che è l’abc della democrazia, tutto questo probabilmente non sarebbe successo. E mai avremmo potuto sentire un politico contrattare la propria immunità con la scelta del capo della più importante procura del Paese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie