Cucinare a casa è un gesto tradizionale e quotidiano, ma dietro il profumo di un piatto pronto si nasconde un pericolo spesso ignorato. Numerosi studi evidenziano che molte cucine, soprattutto se dotate di fornelli a gas o poco ventilate, possono trasformarsi in vere e proprie fonti di inquinamento domestico con potenziali effetti seri sulla salute. L’uso del gas, la cottura ad alte temperature, la scarsa aerazione dell’ambiente e l’utilizzo di materiali inadeguati sono tutti elementi che aumentano l’esposizione a inquinanti dell’aria e sostanze chimiche.
Un recente studio su 54 persone di Pechino monitorate per un anno intero ha misurato come durante la cottura i livelli di particolato siano 2,2 e 3,4 volte superiori rispetto ai periodi senza cottura.
Questo significa che anche stare in cucina per poche decine di minuti può portare a concentrazioni di polveri fini simili o superiori a quelle considerate pericolose. Un altro lavoro italiano, realizzato da enti prestigiosi come ENEA e Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima ISACCNR, dimostra che l’inquinamento indoor, generato anche da cottura e attività domestiche, può causare infiammazione a livello bronchiale e alterazioni del metabolismo cellulare, con conseguenze che includono rischi polmonari, cardiaci e, in alcuni casi, tumorali. L’uso della cucina a gas è particolarmente critico, nel 72 % delle abitazioni italiane con fornelli a gas le misurazioni superano il valore guida giornaliero per il biossido di azoto NO2 stabilito dall’OMS. Questo eccesso non è innocuo, le linee guida dell’aria interna dell’OMS segnalano che l’esposizione cronica a NO2 aumenta il rischio di asma e disturbi respiratori, specie nei bambini. In alcune ricerche la probabilità di asma nei bambini che vivono in case con cucina a gas risulta aumentata del 3235 % rispetto a chi vive in ambienti con fornelli elettrici o cotture meno inquinanti.
Va poi considerato che le polveri sottili generate dalla cottura, o provenienti dall’esterno e filtrate all’interno, possono attivare risposte di infiammazione nei tessuti polmonari, aumentare la suscettibilità a infezioni, peggiorare la funzione respiratoria e, secondo alcune evidenze, incrementare il rischio di malattie croniche e cardiovascolari nel lungo termine. Accanto ai rischi fisici legati all’aria, la cucina può diventare per molti anche fonte di esposizione a sostanze chimiche nocive, pentole antiaderenti molto consumate, plastica non certificata a contatto con alimenti caldi, pellicole alimentari, contenitori deteriorati possono rilasciare composti PFAS, plastificanti o altri contaminanti potenzialmente dannosi per fegato, sistema endocrino e salute generale.
Anche se la ricerca su questi aspetti è ancora in evoluzione, le preoccupazioni restano, soprattutto in un contesto di esposizioni multiple e prolungate. Fortunatamente non tutto è negativo, esistono soluzioni pratiche ed efficaci che ciascuno può adottare per ridurre drasticamente i rischi. Prima di tutto la ventilazione, aprire le finestre durante e dopo la cottura, oppure utilizzare una cappa aspirante collegata all’esterno, riduce significativamente la concentrazione di polveri e gas nocivi. Studi con sensori domestici mostrano che una buona aereazione può riportare l’aria a livelli relativamente sicuri in meno di un’ora. Un altro passo importante è la scelta del metodo di cottura e degli strumenti, preferire piani elettrici o a induzione, pentole in vetro, ceramica o acciaio inox al posto di quelle antiaderenti usurate, limitare fritture o cotture molto lunghe, prediligere cotture al vapore o in forno ventilato.
Dove possibile, usare strumenti certificati per uso alimentare e contenitori sicuri al calore. Anche l’organizzazione della cucina gioca un ruolo fondamentale, evitare di cucinare cibi con forte fumo o odori in ambienti chiusi, arieggiare immediatamente dopo la cottura, ridurre l’uso di spray e detersivi aggressivi, mantenere puliti piani e cappe aspiranti per evitare accumuli di residui chimici. In ottica più ampia molte famiglie scelgono di passare a sistemi di cottura puliti e moderni, l’induzione, ad esempio, è più efficiente e può ridurre la carbon footprint di una famiglia, con benefici diretti anche per la salute. In questo modo ogni pasto diventa non solo un gesto di cura per se stessi ma un atto consapevole verso l’ambiente. La cucina, dunque, non dovrebbe essere vista semplicemente come un luogo di preparazione dei cibi, ma come un ambiente che merita attenzione e protezione.
Prendersi cura dell’aria che respiriamo in casa è un atto di responsabilità verso la propria salute, verso i più fragili, bambini e anziani, e verso il pianeta. Con poche scelte consapevoli e quotidiane, è possibile trasformare una delle stanze più importanti della casa in un luogo sicuro e salutare, dove il piacere di cucinare convive con il rispetto della vita.















