A 63 anni, molti appendono i sogni al chiodo e scelgono la comodità della poltrona. Mauro Trione, invece, ha deciso di rimettersi il casco. Non per nostalgia, ma per piacere di guidare. Quando la visiera si abbassa e il motore si accende, i numeri sulla carta d'identità si sciolgono nel calore dell'asfalto. Per un pilota vero, l’incedere degli anni sono solo una sosta ai box tra un traguardo e il prossimo, inaspettato, rettilineo da conquistare. Il pilota barese, che sul finire degli anni ‘90 creava più di un grattacapo agli ufficiali di Alfa Romeo, Audi e Bmw nel campionato italiano superturismo vincendo nel 1995, tra i privati, il Trofeo Omega al volante di una Peugeot 405 Mi 16, sarà al via del prossimo tricolore Gran Turismo Endurance al volante di una Porsche 992 GT3 Cup della scuderia Apex Competition del team principal Max Lanza e del direttore sportivo Alessio Lombardi, con la direzione tecnica di Caal Racing.
La stagione scatterà dal circuito «Marco Simoncelli» di Misano Adriatico nel weekend del 10 maggio e toccherà le prestigiose piste di Monza (19-21 giugno), Imola (4-6 settembre) prima dell’atto conclusivo al Mugello nel fine settimana dell’1 novembre. Ogni gara avrà la durata di tre ore e Mauro Trione si alternerà al volante della vettura con il figlio Giovanni e Pierluigi Veronesi, collaudatore Lamborghini, pronto a dare il suo contributo di esperienza nella gestione della gara, forte dell’istinto nell’affrontare alcuni frangenti della corsa migliorato negli anni.
Trione, cosa l’ha spinta a dire sì al richiamo della pista?
«La passione viscerale e la ricerca dell’adrenalina accanto al desiderio di sfidare i propri limiti, oltre i 60 anni. Ho sentito i responsabili del team Caal Racing, con cui avevo disputato il campionato Nascar qualche anno fa, per gli auguri di buon anno e mi hanno parlato del progetto di un impegno nel tricolore GT Endurance. Ho accettato di rimettermi in gioco: si vive una volta sola e il tempo non torna indietro. Una motivazione in più è legata alla possibilità di correre insieme con mio figlio con cui nel 2020 ho fatto un anno nella Nascar ma in categorie diverse. Dobbiamo fare strategia insieme. Si è avvicinato da poco all’automobilismo e sta facendo una nuova esperienza su un’auto con cambio sequenziale più moderna e diversa dalle Nascar. Un modo per tornare in pista insieme con delle macchine belle».
Si sente pronto al confronto in pista con Ferrari 488 e Lamborghini SuperTrofeo guidate da piloti esperti?
«Correremo in un campionato di altissimo livello. Ci sono team ufficiali con piloti di altissimo spessore tra cui ex F1. Le gare sono di durata per cui oltre a giocare sulla performance pura sul giro conta anche la strategia di gara. Siamo in tre e faremo dei turni minimo da 20 minuti. Un format che si adatta meglio alle mie caratteristiche di pilota da poco diventato nonno. Non abbiamo velleità di vittoria ma solo intenzione di divertirci. Io sono sempre competitivo e nel mio pensiero ci sarà sempre la voglia di salire sul podio anche se non avrò la pressione di 30 anni fa. Siamo consapevoli di poter dire la nostra nella GT Cup, classe in cui vorremmo primeggiare».
Trova differenze rispetto alle vetture che ha guidato negli anni ‘90?
«Abbiamo svolto i primi test a Misano e ne faremo altri ad aprile, prima del debutto in campionato. La macchina è stupenda. Le GT di oggi hanno raggiunto uno standard altissimo per cambio, freni ed elettronica. Il pilota deve essere molto più preparato rispetto a una volta. Faccio tanto sport, vado in mountain bike, e questo mi ha aiutato a dare subito del tu alla Porsche che mi è stata affidata. Avremo come coach Gimmi Bruni che con la Ferrari ha vinto quattro volte la 24 ore di Le Mans con le GT e la 24 ore di Daytona, e ha gareggiato in Formula 1 con Minardi nel 2004. Nei test ho apprezzato i suoi insegnamenti utili dopo 30 anni di assenza dalle piste».
Nell’album dei ricordi di Trione quali sono i fotogrammi più belli?
«Sono tre: la vittoria del campionato italiano turismo nel 1991 con la medaglia d’oro di Autosprint, la vittoria a Montecarlo nel GT nel 1993 e il titolo tra i gentleman nel Superturismo nel 1995. In mezzo, aver guidato la Ferrari F40 del Jolly Club, una macchina che era un sogno per tanti».
















