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Tuffi a Polignano, azzurri con la paura ma felicissimi di «stare lassù»

tuffi estremi a Polignano

Volano nel blu dipinto di blu di Polignano a mare i meravigliosi 24 atleti dell’high diving, i tuffatori dalle grandi altezze che fino a domani sono nella città di Domenico Modugno per la tappa italiana della Red Bull Cliff Diving World Series

17 Settembre 2022

Patrizia Nettis

Cosa ci vuole per tuffarsi da una piattaforma di 27 metri (gli uomini) o di 21 metri (le donne)? Incoscienza? Coraggio? Spregiudicatezza? Ci vuole paura. Non è una contraddizione, perché, come dicono gli stessi tuffatori è proprio la paura il fuoco che alimenta la passione. E allora davvero Jovanotti ha ragione quando canta che la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare. E volano nel blu dipinto di blu di Polignano a mare i meravigliosi 24 atleti dell’high diving, i tuffatori dalle grandi altezze che fino a domani sono nella città di Domenico Modugno per la tappa italiana della Red Bull Cliff Diving World Series.

Le previsioni del tempo che per domani prevedono forte vento di maestrale e temperature in picchiata hanno costretto gli organizzatori a cambiare i programmi.

Si è partiti ieri pomeriggio con il primo e secondo round, oggi alle 13 si replica con il terzo round (ore 13) e domani si chiude con il quarto (ore 14 e alle 15.30 la cerimonia di premiazione).

Non c’è Alessandro De Rose, l’alfiere azzurro che proprio a Polignano vinse nel 2017, ci sono però gli azzurri compagni della Nazionale protagonista degli Europei di Roma. Meglio tuffarsi da una piattaforma che ti fa arrivare in piscina come agli Europei di Roma o lanciarsi in mare? «Dipende – dice Barnaba – se il mare è calmo e non c’è vento è incantevole, altrimenti meglio la piscina».

A Polignano c’è anche l’azzurro Davide Baraldi che è arrivato ai 27 metri dopo una vita di tuffi da un metro. Un cambio radicale. «L’adrenalina mi è sempre piaciuto e questo progetto mi coinvolge molto. Per fare questa disciplina ci vuole innanzitutto passione perché per tuffarsi bene bisogna avere grande controllo. Che effetto fa essere qui? Difficile da spiegare. È un misto di emozioni uniche: paura, ansia, felicità divertimento».

E il momento più difficile qual è? «Certamente la partenza – dice Elisa Cosetti, giovane triestina bronzo europeo a Roma, – anche se la paura rimane sempre fino alla fine». Fino all’impatto con l’acqua quando sei al sicuro e allo stesso tempo stai ancora volando. Nel blu dipinto di blu. Felice di stare lassù.

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