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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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scienza

Cittadella di Brindisi
candidata a studio su energia
da fusione termonucleare

cittadella della ricerca Brindisi

BARI - Lo studio sulla generazione di energia elettrica mediante fusione termonucleare potrà svolgersi in Puglia, in forza della candidatura decisa oggi dalla Giunta regionale ad un avviso pubblico bandito dall’Enea. La Giunta ha deciso di candidare la Cittadella della Ricerca di Brindisi approvando, oltre alla candidatura, anche lo schema di protocollo di intesa con Provincia e Comune. In ballo ci sono 500 milioni di euro per la costruzione del sito, da ripartire tra diversi attori istituzionali.
«Si tratta - è detto in una nota dell’Ente regionale - di un’infrastruttura strategica di ricerca che svilupperà anche tecnologie innovative per la competitività del tessuto imprenditoriale, con ricadute scientifiche, tecnologiche ed economiche di grande interesse per il sistema produttivo italiano e regionale. Previsti 1.600 nuovi posti di lavoro ed una ricaduta economica complessiva di 2 miliardi».

Nel candidarsi ad ospitare la sede dell’esperimento Dtt (Divertor Tokamak Test) la Regione Puglia dovrà garantire finanziariamente alla realizzazione del sito con un co-finanziamento nella misura minima di 25 milioni di euro. Da Fabiano Amati, consigliere regionale del Pd, tra i primi ad aver seguito la possibile candidatura, il ringraziamento al Presidente Emiliano, all’assessore Mazzarano ed alla Giunta regionale per l’occasione data alla Puglia.
«La fusione nucleare è il progetto di ricerca più innovativo al mondo per raggiungere l’opzione energetica più sicura e pulita. Il progetto di ricerca che speriamo sia realizzato a Brindisi si pone come anello di congiunzione scientifica tra i progetti ITER, reattore in costruzione a Cadrache in Francia, e DEMO, reattore in fase di studio in grado di realizzare energia per fusione entro il 2050».

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Commenti all'articolo

  • gioacchino

    19 Gennaio 2018 - 11:34

    Era ora che anche l'Italia si dava una mossa sul termonucleare, io che ho lavorato 10 anni in Francia alla costruzione delle centrali nucleari, so l'errore che facemmo a dire no al nucleare. Come se ci fosse un incidente oltrefrontiera ci salviamo. Ora bisogna lavorare sulla fusione dell'atomo che fà meno scorie e rende di più; certo non è facile arrivarci, a Gadarache hanno fatto già un passo.

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