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I mestieri di una volta
vincenti in Capitanata

Foggia è prima in Italia per il numero delle aziende attive tra gli artigiani

artigiano

Lattai, sarti, panettieri, calzolai, ma anche corniciai, ricamatrici, vetrai, spazzacamini: sono loro il passato e il futuro dell’economia foggiana, che grazie a questi ed altri mestieri considerati (a torto) in estinzione, guida la classifica nazionale del lavoro che tira.

I numeri parlano chiaro: Foggia e la sua provincia mettono insieme 26mila imprese di “mestieri di una volta” (25.956 per la precisione), con 19 mila addetti (18.578). La Capitanata è in testa, insieme alla provincia di Bari, nella speciale classifica nazionale elaborata dalla Camera di Commercio di Milano, partendo dal registro delle imprese degli anni 2012, 2016 e 2017. Risulta pertanto che i lavori considerati a rischio di scomparsa non lo sono affatto: a Foggia e in provincia rivestono, come detto, un ruolo fondamentale. Primi fra tutti agricoltori ed allevatori, che tra città e territorio della provincia assommano 24.993 aziende. Seguono le attività alimentari, fra le quali produzione di pane e pasticceria, che sono 361. Molto presenti le lavanderie, 150 tra capoluogo e provincia.
L’altro mestiere “antico” ma molto attivo dalle nostre parti? Il commerciante ambulante: vende fiori, pesce, tessuti, ma anche pane e latticini e in cifre fa 275 aziende al lavoro in Capitanata.

Malgrado e con l’assalto degli stranieri, cinesi in testa, tengono anche le sartorie: sono 56 in Capitanata. Falegnami e corniciai, molto insidiati dal progresso, mantengono solide radici nel Foggiano: le aziende attive nell’artigianato del legno sono 20. Una piccola sorpresa, in quanto a numeri, arriva da orologiai e calzolai: si fatica sempre di più a trovarli, ma tra Foggia e provincia sono ancora 53 le aziende attive, magari costrette a cambiate spesso sede perché le spese di affitto, per locali piccoli e il più possibile centrali, non sono abbordabili. Altri artigiani del lavoro che svolgono un’attività sempre richiesta sono gli addetti alle pulizie: le loro aziende sono 14 tra città capoluogo e provincia. Non mancano, in questa classifica, le aziende di riparazione e manutenzione di oggetti in metallo (quindi idraulici, fabbri ecc), che sono 9, come le ditte che si occupano di stampa e riproduzione di supporti registrati e le legatorie. Sono invece 11 le aziende presenti in Capitanata nel settore della tessitura e della fabbricazione di ricami e merletti, mentre le ditte di trasporto, cioè facchinaggio e servizio traslochi, risultano 4. Una soltanto l’attività registrata in Capitanata per la lavorazione del vetro a mano e a soffio artistico.

Fin qui le attività legali, è evidente il sommerso non censibile (si pensi ai venditori ambulanti) aumenterebbe di molto le cifre.

I dati raccolti dalla Cdc di Milano, aggiornati al secondo semestre dell’anno in corso, rivelano che attività ritenute “superate” continuano invece a dare opportunità di lavoro a circa un milione di addetti. Non soltanto persone oltre gli “anta”, ma anche giovani, visto sono 60 mila nel Paese a scegliere proprio un mestiere tradizionale per affacciarsi al lavoro: in Capitanata i giovani rappresentano il 6,7% della forza lavoro ed è importante anche la presenza degli stranieri, pari all’1,2% (più 5,2% in un anno). [a.lang.]

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