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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Paisiello, consegna del premio
coi sindaci di Napoli e Taranto

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Una nuova serata dedicata ai concerti per pianoforte del «genius loci», con intriganti incursioni nel mondo del jazz. «Giovanni Paisiello Festival» domani alle 21 al nel Duomo di San Cataldo, mentre si avvicina l’assegnazione del Premio dedicato al compistore del ‘700 in occasione del bicentenario della sua scomparsa. La cerimonia di consegna si terrà venerdì alle 20, a Palazzo di Città, alla presenza di Ippazio Stefàno e Luigi de Magistris, i sindaci di Taranto e Napoli, città dove il compositore nacque nel 1740 e morì nel 1816.

Dopo aver proposto il primo e il terzo concerto, il festival presenta il secondo e quinto concerto per pianoforte, sempre attraverso il coinvolgimento dell’Orchestra dell’Istituto superiore di studi musicali «Paisiello», stavolta diretta da Nicola Locritani, con solisti Lorenzo Cossi e Antonella Margiotta, e l’utilizzo della copia manoscritta napoletana appartenuta alla collezione musicale del Tenbury College e conservata oggi alla Bodleian Library.La serata riserva anche l’ascolto di due estratti da «Il Barbiere di Siviglia», l’ouverture e l’aria «Ecco, l’ora s’avvicina», affidata alla voce del tenore Fabio Perillo, oltre a un paio di riscritture, una «Parafrasuite» per orchestra d’archi con “eclettiche citazioni” dallo stesso «Barbiere» firmate da Locritani, e una «Rapsody in Red&Blue» per pianoforte e orchestra per la quale il solista Massimiliano Conte si è ispirato all’aria «Nel cor più non mi sento» dall’opera «La Molinara», altro celebre titolo nella vasta produzione per il teatro del compositore tarantino.

Anche il secondo concerto per pianoforte rivela l’interesse prevalentemente didattico di Paisiello per la musica strumentale, alla quale il musicista riservò un’attenzione solo marginale se si pensa alla coeva produzione di Mozart, suo grande estimatore. Discorso a parte merita il quinto concerto, pagina decisamente più matura e composita, se si pensa al movimento lento, un delicato e trasognato «Largo», con la sua lunga melodia affidata al solista e sostenuta dai violini, o all’«Andantino», nel quale si prefigurano atmosfere d’impronta viennese.[de.picc.]

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