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MarTa, museo 3.0
Boom di visite

museo archeologico di Taranto

TARANTO - Un percorso alla scoperta di 6500 anni di storia. Anche a Ferragosto il Museo archeologico (MarTa) di Taranto ha confermato il trend positivo con un migliaio di visite e un incremento rispetto allo scorso anno. Alla fine di luglio la struttura ha aperto al pubblico anche il secondo piano con un testimonial d’eccezione: il premier Matteo Renzi. La direttrice Eva degl'Innocenti, 40 anni, toscana come il presidente del Consiglio, si è insediata il primo dicembre del 2015 (dopo l’esperienza lavorativa al Centro di Interpretazione del patrimonio Coriosolis, in Francia) per dirigere uno dei 30 musei autonomi nati dalla riforma Franceschini. Ha subito avviato un progetto di rilancio parlando di primavera dell’arte, di occasione di rinascita per una terra bella e dolente, quella di Taranto, che ha le credenziali per affrancarsi dalla monocultura siderurgica.

Il bilancio della nuova gestione offre numeri confortanti. "C'è grande interesse - spiega la direttrice - da parte del pubblico, come dimostra l’Open day della prima domenica del mese con 3511 visitatori. Avevamo registrato prima dell’apertura del secondo piano un incremento del 60% dei visitatori e degli introiti senza poter attuare un grande piano di comunicazione perché eravamo in una fase di pre-approvazione di bilancio. Questo fa promettere risultati positivi per il futuro». Il Museo di Taranto custodisce gelosamente diverse decine di migliaia di reperti che vanno dal quinto millennio avanti Cristo all’età Bizantina. I reperti sono di assoluto rilievo: ad esempio il restaurato Zeus di Ugento, ritrovato nel 1961 in Salento, la copia della 'Persefone Gaia' o 'Dea in trono', il cui originale è conservato a Berlino, la Kore di Montegranaro.

«Abbiamo poi - osserva la direttrice - le Veneri di Parabita di 20mila anni fa, che rappresentano un elemento archeologico di grande importanza a livello europeo, e c'è tutta la parte che parla della fondazione spartana della città: il rapporto tra Taranto, il suo territorio e le culture indigene. La grande star è senz'altro l'Atleta di Taranto, un unicum archeologico a livello mondiale che ha un grande interesse storico non solo per la città ma per l'archeologia a livello internazionale».

La direttrice Degl'Innocenti ha fortemente voluto il progetto 'Fab Lab', un luogo didattico dove scoprire l’archeologia in modo accessibile a tutti. Il passo successivo sarà quello della digitalizzazione, che prenderà forma tra qualche settimana, seguendo la tempistica del progetto europeo dedicato a questo tema presentato dal museo (il MarTa 3.0) e basato anche sulla stampa 3D. Altra idea da consolidare è quella del biglietto unico per tutti i musei di Taranto (quello archeologico, quello diocesano e l’etnografico). Il MarTa, commenta infine Degl'Innocenti, «può essere un motore di sviluppo, ma si deve creare un progetto di territorio. Ci deve essere un coordinamento e si deve avere il coraggio di essere ambiziosi. Il museo può contribuire a creare un’immagine diversa, soprattutto un modello di sviluppo altro fondato sulla cultura perché questo territorio è una miniera d’oro, probabilmente in questo momento sottostimata e sottoutilizzata, ma che ha un potenziale enorme». (di Giacomo Rizzo, ANSA) 

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