GAZZETTA TV Antiquariato in Puglia, qual è lo stato dell'arte? L'esperto: «Non è crisi di soldi, ma di cultura e gusto»
Domenico Iudice, antiquario di Conversano, denuncia il cambiamento del mercato: case più piccole, trend modernariato e svuotacantine minacciano la tradizione, ma cresce l’interesse dei collezionisti consapevoli
Sabato 14 Febbraio 2026, 07:00
Il mercato dell’antiquariato in Puglia nel 2025-2026 mostra segni di grande vitalità e trasformazione. La regione offre un mix tra alto antiquariato, modernariato, vintage e “brocantage” (ossia la compravendita di oggetti di seconda mano) sostenuto da un settore del restauro in crescita e da fiere storiche, botteghe specializzate e mercatini rionali.
Gli acquirenti non sono più solo collezionisti tradizionali: il pubblico include professionisti, giovani appassionati di design, investitori e chi cerca pezzi autentici con storia e identità. La domanda si concentra su qualità e valore culturale, più che sull’arredo decorativo.
Secondo Domenico Iudice, esperto di storia dell'arte e antiquario da generazioni a Conversano, il mercato non soffre per mancanza di risorse, ma per una questione culturale: «I soldi ci sono sempre stati e ci saranno – spiega – il vero nodo è il gusto. Oggi le case sono più piccole e spesso il collezionismo viene sostituito da arredamento standard o modernariato».
Iudice denuncia la crescita degli “svuotacantine”, commercianti che acquistano e rivendono senza conoscenza storica e artistica dei pezzi. «L’antiquario è chi studia, conosce uno stile, sa raccontare un’opera – sottolinea – mentre oggi molti operano solo come commercianti».
Nonostante le difficoltà, la Puglia sta riscoprendo il valore dei suoi oggetti e delle sue opere. «C’è ancora chi apprezza la bellezza autentica – dice – e compra quadri e mobili con passione, preservando memoria e identità». Per Iudice, la ricerca e la selezione dei pezzi restano al centro del mestiere: «A volte preferisco non vendere, perché voglio che un’opera finisca in mani che la apprezzino davvero».

