Uno spaccato sincero dei piccoli e grandi inconvenienti della vita quotidiana e la sottile, ricorrente sensazione di sentirsi fuori posto. È «Che fastidio!», brano con cui Ditonellapiaga torna in gara al Festival di Sanremo, canzone energica, diretta e pungente con cui la cantante trova una bella dimensione personale, mai giudicante ma allo stesso tempo tagliente e acuta. Il brano anticipa «Miss Italia», nuovo progetto discografico in uscita venerdì 10 aprile per BMG/Dischi Belli, un album nato dal desiderio di restare fedele a se stessa pur vivendo all’interno di un sistema che spesso chiede l’esatto contrario. Nell’autunno 2026 la cantautrice tornerà live in due speciali appuntamenti, il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 al Fabrique di Milano (biglietti già disponibili su TicketOne). «Sono molto concentrata ma anche tranquilla, ed è inaspettato - racconta alla «Gazzetta» - così come non pensavo che questo brano potesse essere accolto così bene dalla critica che lo ha già ascoltato».
È un brano elettronico, la sua direttrice d'orchestra, la salentina Carolina Bubbico, ha dovuto fare un gran lavoro...
«La sua opera è stata magistrale, non avrei mai immaginato di poter vedere quella canzone in una veste così. Carolina ha preso il pezzo e lo ha elevato, mi dà carica, costruire una partitura d'orchestra su un brano così elettronico era un lavoraccio, e lei l'ha eseguito in maniera egregia. La canzone nasce da uno sfogo con i miei discografici sul senso di alienazione e costrizione nei confronti di rituali sociali e formalità che a volte ci stanno stretti. È un brano autoironico, io stessa mi riconosco nelle cose che dico, parla del mondo che ci circonda. E questo mio non essere "etichettabile", che io vedo come una virtù e un tesoro da custodire, a volte è un problema. Ho deciso allora di essere chiara nei miei intenti, rispettare la mia identità e le idee, questo brano mi rispecchia al 100%».
L'ultima volta in gara era insieme a Donatella Rettore, cantavate «Chimica»...
«Ha ascoltato il brano, ha detto che le ricordava "Nuntereggae più" di Rino Gaetano, ma è bellissimo che sia una versione 2.0. In realtà il fatto che sia piaciuto mi ha stupito, pensavo fosse molto divisivo. Poi dopo l'esibizione magari qualcuno dirà "che schifo", la prima impressione non è sempre veritiera, quindi comunque ho un po' di ansietta».
Per la serata delle cover si esibirà con Tony Pitony su «The Lady Is a Tramp»...
«Il mio percorso a Sanremo è all'insegna dell'irriverenza, della follia, della teatralità, e Tony è un maestro innanzitutto perchè è anche un attore, poi ha una vocalità incredibile. Sarà un'esibizione molto diversa dal brano in gara, ci siamo trovati complici nell'approccio alle cose, ha padronanza vocale e gusto musicale».
Domanda di rito: Eurovision, sì o no?
«Intanto il più grande obiettivo del 2026 era prendere la patente: ci siamo riusciti un paio di giorni fa, quindi questo è andato. Ora c'è Sanremo, onestamente al dopo non ci penso, forse porta anche un po' sfiga, secondo me non entrerò nemmeno nella cinquina».
















