Venerdì 23 Gennaio 2026 | 14:27

«L'amore non ha cuore»: Checco Curci, sentimenti senza filtri

«L'amore non ha cuore»: Checco Curci, sentimenti senza filtri

 
Bianca Chiriatti

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Bianca Chiriatti

«L'amore non ha cuore»: Checco Curci, sentimenti senza filtri

foto Léa Ghyselinck

Esce oggi per Dischi Uappissimi il nuovo disco del cantautore registrato durante una residenza a Noci. Prodotto da Francesco Piro, edito da Riccardo Sinigallia, è un lavoro che offre una visione a 360 gradi partendo dall'esperienza personale

Venerdì 23 Gennaio 2026, 05:00

«L’amore non ha cuore»: questo il titolo del nuovo disco del cantautore pugliese Checco Curci, originario di Noci, uscito oggi 23 gennaio per Dischi Uappissimi, un lavoro che guarda i sentimenti senza filtri, né indulgenza o retorica. Otto brani come otto capitoli che attraversano l’amore nelle sue forme più tossiche e più luminose, provando non tanto a spiegarlo quanto a perdonarlo, accettarlo, riconoscerlo come forza che non promette salvezza, ma trasformazione. Milanese d'adozione, Curci firma un album maturo e registrato tutto a Noci durante una residenza artistica, con la produzione di Francesco Piro e la supervisione artistica di Riccardo Sinigallia, che torna a «battezzare» il lavoro anche come editore.

Curci, quali sono le sensazioni sull’amore che vuole trasmettere con queste canzoni?

«Sicuramente volevo raccontare i tanti volti e accezioni dell'amore, la stessa copertina svela un artwork con due estremi all'interno dei quali esistono una serie di sfumature, come in tutte le cose. Quello dell’amore che arriva come essere esterno a noi e ci va a dominare, a controllare, ci rende vulnerabili, poi c’è quello che viene da dentro, che dobbiamo rispettare e comprendere e ci fa crescere. Non pretende di essere un manuale, ma una visione che nasce dalla mia esperienza e prova a diventare in qualche modo non dico universale, ma condivisa».

Il titolo gioca con due parole molto comuni legate fra loro: l’amore, il cuore, ma con una negazione in mezzo...

«Mi piaceva un po’ questa piccola trappola: amore e cuore nella stessa frase, invece «L’amore non ha cuore» riesce a esprimere senza banalità un concetto in maniera sintetica. Con la copertina è un impatto anche un po’ straniante. La fotografia è di Léa Ghyselinck, ed è un’immagine contemporanea che fa capire che non si sta andando in quella direzione sdolcinata. L'affermazione del titolo è potente, dichiara che è qualcosa che dobbiamo in qualche modo riportare a noi, non possiamo subirla soltanto passivamente».

Si sente che siamo davanti a un lavoro molto suonato, con arrangiamenti ben costruiti. Come avete sviluppato il tutto dal punto di vista del suono, per renderlo così autentico?

«Produzione e registrazione sono di Francesco Piro, ci siamo incontrati alla fine del 2024, avevo già sentito dei suoi lavori e mi aveva incuriosito. L’ho scoperto ascoltando un piano e voce nel quale io sentivo qualcosa e che ho riconosciuto poi nel metodo di Francesco: l’uso di suoni che provengono da oggetti ritrovati, mai casuali. È un disco molto "microfonico", lo definisco così: anche dove sembrano esserci dei campioni, non sono mai campioni, sono registrazioni microfonate di oggetti. I riverberi sono tutti naturali, dello spazio in cui abbiamo registrato».

E lo avete registrato durante questa residenza a Noci...

«Abbiamo fatto tutte le pre-produzioni a Milano, poi è stata programmata questa full immersion nel centro di Noci, in una ex sala convegni del Gruppo Putignano. Isolati dal mondo esterno abbiamo fatto le registrazioni finali e dato il suono definitivo».

Lei vive da anni a Milano, ma di Noci non ha neanche perso l’accento...

«Reputo la mia zona una delle più fortunate del Sud Italia. Nel disco tutti i musicisti sono amici con cui suoniamo da sempre. È stata una scelta che Riccardo Sinigallia ha assecondato. Quando è venuto a Noci ha capito subito l’importanza di questa comunità. È stato fondamentale nella sua lucidità e precisione. Poi per me la musica è uno spazio di assoluta libertà e indipendenza. In primavera faremo presentazioni e poi mi piacerebbe fare una seconda residenza artistica in estate per preparare il live per l’autunno».

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