Ai Yarákä si deve, soprattutto, la riscoperta del dialetto tarantino, cifra stilistica che rende unico la proposta musicale del trio formato da Gianni Sciambarruto (chitarra, berimbau), Virginia Pavone (voce e percussioni) e Simone Carrino (percussioni etniche). La loro musica multietnica, invece, ha come matrice l’Africa che si «sporca» con le sonorità mediterranee e del Sud Italia. Dopo la pubblicazione del disco d’esordio Invocação (2018) e il singolo Maletímbe (2021), viene pubblicato Nastya (live in Taranto) un reportage prodotto da Zero Nove Nove con il sostegno di Puglia Sounds, che racconta e anticipa il nuovo progetto discografico del trio intitolato La Curannera (la guaritrice). Il titolo dell’album, prodotto dalla Zero Nove Nove e da qualche giorno distribuito da Self e Believe, è lo stesso della figura popolare femminile di guaritrice che, nelle pratiche rituali, utilizzava elementi della natura per attenuare i mali del corpo e della mente. Ispirandosi a questa figura, il nuovo lavoro dei Yarákä risulta un ideale ponte tra sacro, profano e tra le culture apparentemente lontane. Il disco, composto da otto brani tra inediti e composizioni della tradizione ri-arrangiati, si presenta come un viaggio musicale che si snoda in tutto il Sud Italia partendo dalla città vecchia di Taranto per poi spaziare in altri luoghi del Sud della Penisola, con testi tratti dal repertorio tradizionale tarantino, lucano, siciliano e rumeno.
Per la realizzazione dell’album di grande ricerca, i tre musicisti di Taranto si avvalgono anche della collaborazione di Anna Vozza (voce narrante nel brano Tuppe tuppe), Cristina Ciura (violino), Sabrina Di Maggio (violino), Arianna Latartara (viola) Mirko Sciambarruto (violoncello). Il disco si apre con A Sand’Ánne, una preghiera a Sant’Anna protettrice delle partorienti. Maletímbe, invece, racconta l’antico e mistico rituale di protezione dei campi e del raccolto. Segue Fronni d’Alia, nelle zone tra Puglia e Basilicata, e Canto all’alie, cantato dai braccianti per comunicare tra di loro messaggi d’amore o di scherno nei confronti del padrone. Tuppe Tuppe (Laude drammatica), canto in dialetto tarantino legato ai riti della Settimana Santa, anticipa Affàscene, una raccolta di scongiuri usati dalle masciare durante i riti di sfascinazione. Draunara, serie di preghiere e invocazioni recitate per il rito della Cura di Dragu che in Sicilia indicava la tromba marina, e Chiuviti, scongiuri per i periodi di siccità in Sicilia, ritualità che troviamo anche al Paparuda in Romania, concludono l’ottima prova del trio.
















