Venerdì 07 Ottobre 2022 | 13:55

In Puglia e Basilicata

L'intervista

Malika Ayane oggi a Matera tra i Sassi sotto le stelle. Bagno di folla tra i fan

Malika Ayane oggi a Matera tra i Sassi sotto le stelle

«Spero di donare emozioni in un contesto che è già un’emozione»

10 Agosto 2022

Massimo Brancati

Classe ed eleganza. La sua inconfondibile voce fa da collante in un repertorio frutto di evoluzione stilistica e compositiva, mantenendo intatto quel fluido magico (come lo chiama Peter Gabriel) che ammalia e coinvolge il pubblico. Malika Ayane - reduce dal suo ultimo successo dal titolo Una ragazza, pop dalle venature retrò - è tornata a calcare i palchi di tutta Italia con il suo nuovo tour. Ieri avrebbe dovuto esibirsi alla Cava del Sole di Matera, ma il concerto è stato annullato in extremis per non meglio precisati motivi tecnici. I possessori dei biglietti già acquistati potranno richiedere il rimborso fino all’8 settembre (la procedura è sul sito di Ticketone). La tappa lucana è stata sostituita da una nuova data a Taranto, l’11 settembre. L’artista milanese, però, canterà lo stesso a Matera. E lo farà stasera. Non più sul palco dell’arena concerti intitolata a David Sassoli ma all’interno dei Sassi. Un concerto più «intimo», emozionale, inserito nell’ambito dell’evento «Matera Cielo Stellato. A riveder le stelle», organizzato dalla Fondazione Basilicata Matera 2019. La città spegnerà le luci in occasione della notte di San Lorenzo per sensibilizzare ai temi dell’inquinamento luminoso, del risparmio energetico, della protezione e valorizzazione del cielo notturno. Accompagnata da chitarra e violoncello, Malika Ayane omaggerà la città con una performance inedita che farà da sottofondo allo spettacolo della Murgia illuminata da centinaia di lumi a led. Dalla rupe della Chiesa di Santa Maria de Idris, la sua voce dal timbro caratteristico e raffinato si diffonderà in tutto il Sasso Caveoso fra le 21.30 e le 22.15, dove all’imbrunire verrà spenta parzialmente la pubblica illuminazione. In meno di un’ora l’artista interpreterà alcuni suoi brani di successo in chiave acustica, vestendo di nuovo anche brani di vecchia produzione: «Ogni volta che ci esibiamo – dice Malika Ayane – le canzoni acquisiscono qualcosa di unico. Non è mai la stessa cosa, c’è sempre quel tocco di diversità che nasce al momento».

In tour, dunque, comporre viene più naturale?

«È sempre il momento giusto per scrivere canzoni. Certo, durante la tournée suoniamo sempre ed è più facile addentrarsi nelle melodie».

Rispetto agli esordi ha cambiato il modo di approcciarsi alla composizione?

«In realtà sono co-autrice e chi scrive i miei brani è con me da sempre. Quello che è cambiato è che dopo i primi due album ho cominciato a produrre in prima persona».

Sta preparando il musical «Cats» che dovrebbe andare in scena a dicembre. È reduce da un altro musical in cui ha interpretato il ruolo di Evita Peron riscuotendo un grande successo. È stato difficile calarsi in questa nuova dimensione artistica?

«Il musical è molto impegnativo, ma mi piace. Cantare aiuta ad immedesimarsi nel personaggio e interpretare una canzone non è troppo diverso da interpretare un ruolo sul palcoscenico. Anche l’emozione e l’ansia da prestazione sono le stesse».

Che emozioni le ha suscitato il dover interpretare un mito come Evita?

«Fortissime. Lei è un grande simbolo dell'emancipazione, ha incarnato una sfida che nella sua epoca sembrava impossibile senza mai abbassare la posta. Non servono grandi drammi personali per comprendere lo slancio e la passione che muovevano la donna».

C’è qualcosa di Evita in cui si riconosce?

«Credo di condividere con lei forza ed energia».

Magari il prossimo passo sarà quello di recitare in un film…

«Mai dire mai. Mi piacerebbe, non lo nego, ma nulla può essere lasciato al caso, occorre studiare. Seriamente. Per il momento preferisco concentrarmi sulla musica e lasciare spazio agli attori, a chi fa questo di mestiere. Ce ne sono tanti di bravi».

Questa sera si esibirà nello scenario dei Sassi. Cosa dovranno aspettarsi i suoi fan e chi verrà a vederla?

«Spero di donare emozioni in un contesto che è già un’emozione».

Dopo due anni di paralisi a causa del Covid il ritorno a suonare dal vivo. Tanti suoi colleghi in tour segnalano un pubblico mai così partecipativo e caloroso. C’è grande voglia di musica live…

«Proprio così. Gli appassionati di musica hanno voglia di esibizioni live dove si può captare tutta l’energia dal palco. In genere si alza il livello di attenzione della platea quando si propongono canzoni di successo, quelle più conosciute, ma ho visto che anche i nuovi brani registrano entusiasmo. Ne sono felice».

Lo stesso entusiasmo con cui lei continua a praticare boxe quando non calca il palco?

«Ah, quella è una mia grande passione. Mi ritempra, mi aiuta a scaricare la tensione, ma direi che è utile in tutto ciò che faccio. È una di quelle cose che mi hanno sempre affascinato fin da ragazzina, da quando studiavo al Conservatorio. Avrei voluto cimentarmi in questa disciplina sportiva, ma non potevo farlo perché temevo di rompermi il naso, eventualità che avrebbe potuto cambiare la mia voce».

Ora si allena con costanza?

«Sì, riesco a ritagliarmi uno spazio durante la settimana per andare in palestra».

Una di quelle super accessoriate per i vip?

«No, l’ho trovata per caso. Appena mi sono trasferita nella nuova casa, dopo la mia separazione (dal regista Federico Brugia, ndr), mentre camminavo nel quartiere alla ricerca di una palestra per mia figlia Mia, mi sono imbattuta in un impianto che sa di sudore, nel sottoscala di un palazzo, dove ci si va non per esser guardati, ma per fare sul serio. Dovevo iscrivere mia figlia e invece mi sono iscritta io».

Diceva della boxe che si rivela utile in tutto ciò che fa. Anche nella musica?

«Sì, canalizza energia e grinta, fattori che mi aiutano quando devo esibirmi. La boxe è una scuola di vita, è proprio vero».

Nello star system lei ha la fama di essere una grande sportiva. Oltre alla boxe fa altro?

«Pratico lo yoga grazie al quale riesco a seguire il mio respiro. Ho imparato a gestirlo, a superare il limite, restando immobili in una certa posizione, in un certo stato mentale cercando di andare sempre oltre».

È vero che da ragazzina giocava a pallone?

«Sì, con altre mie amiche dell’epoca giocavamo con i ragazzi del quartiere. Ma quando ho iniziato a studiare musica ho dovuto smettere perché non avevo più tanto tempo libero».

A proposito di Mia, dobbiamo aspettarci una figlia d’arte? Farà anche lei la cantante?

«Non penso proprio. Suona il basso, ma non credo abbia voglia di intraprendere questa carriera. È comunque una ragazza che ascolta buona musica e con gusti ben definiti».

Magari, visto che suona il basso, potrebbe accompagnarla in tour...

«No, i figli devono andare per la loro strada».

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