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In Puglia e Basilicata

Per l'Oversound Music Festival

L'Exuvia Tour di Caparezza arriva a Lecce: «Il pubblico cresce e cambia insieme a me»

L'Exuvia Tour di Caparezza arriva a Lecce: «Il pubblico cresce e cambia insieme a me»

Sul palco «ci sono degli "oggettoni", che rappresentano gli animali, gli abitanti di questa foresta mentale, la mia selva di capelli. Tutto il disco ha questa ambientazione, e gli animali sono veicolo per trasmettere meglio il contenuto dei miei testi»

27 Luglio 2022

Bianca Chiriatti

L'Exuvia Tour del pugliese doc. Caparezza fa tappa nel Salento, il 3 agosto a Lecce (PalaLive / Piazza Palio) nell'ambito del ricchissimo cartellone dell'Oversound Music Festival. Il rapper, produttore e cantautore di Molfetta è pronto a far entrare tutti nel suo mondo, nel suo "Exuvia", letteralmente "ciò che rimane dopo un cambiamento".

Com'è stato tornare davanti a un pubblico dopo tanto tempo?

«Sorprendente. Erano quattro anni che non facevo un tour, e in un periodo così lungo la musica è cambiata parecchio, faccio fatica a riconoscermi nello stato attuale delle cose. Non pensavo avrei trovato ancora qualcuno disposto ad ascoltarmi è un plebiscito che fa sempre molto piacere».

Lo spettacolo che porta sul palco è molto complesso, compresa la scenografia...

«Ci sono degli "oggettoni", che rappresentano gli animali, gli abitanti di questa foresta mentale, la mia selva di capelli. Tutto il disco ha questa ambientazione, e gli animali sono veicolo per trasmettere meglio il contenuto dei miei testi... Mi rapporto con una mantide religiosa alta 3 metri, serpenti lunghissimi, venero il dio cicala, dio del cambiamento. Da grande amante dei fumetti tendo molto a mescolare realtà e fantasia».

E Caparezza che animale è?

«In questo momento mi sento molto vicino a una cicala, un po' perché canta, anche se è una melodia fastidiosa, e a volte anche la mia voce mi fa questo effetto. E poi rappresenta il fatto che guardandomi indietro la pelle è sempre quella ma non sempre io sono lo stesso. Il cambiamento procede».

In che senso, nella musica, non si riconosce nello stato attuale delle cose?

«Ma è giusto che sia così. Ho 48 anni, quasi 49, è giusto che non mi riconosca nella musica di oggi, che comunque apprezzo. Crescendo è normale che si faccia più fatica a comprendere quello che accade, sono concentrato sulla mia visione, e certamente non mi comporto come se avessi 20 anni. Il pubblico ha seguito me, io a 20 anni non avrei mai seguito un 50enne che giocava a fare il giovane. Ascoltavo Battiato perché parlava come uno della sua età, adesso quando vedo i ragazzi sotto il palco, anche molto giovani, sono felice, perché mi vedono come un fratello maggiore, non come un coetaneo».

Serena Brancale qualche giorno fa ha pubblicato una sua versione di "Vieni a ballare in Puglia", molto personale. L'ha ascoltata?

«Sì. In quanto omaggio ne sono stato lusingato. Ed è bello che sia stata stravolta, in genere quando si fa una cover lo preferisco».

È consapevole di aver scritto canzoni che resteranno immortali?

«Tutto quello che ho fatto mi sopravviverà, avrà vita più lunga della mia. In qualsiasi futuro se qualcuno attingerà dalla mia discografia porterà fuori una parte di me. C'è della magia in questo, ma non è la cosa che mi attira di più della musica. È che mi piace farla».

Suonare in Puglia ha un sapore diverso rispetto ad altri posti?

«È il mio ambiente, vivo ancora qui. È una sorta di rimpatriata, ho tantissimi amici in ogni città, mi sembra sempre di suonare davanti a loro».

E dopo l'estate?

«Pausa. Poi si vede».

Caparezza tornerà in Puglia ancora il 7 agosto a Fasano (Br) per la data (sold out) nell'ambito del Locus Festival.

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