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L'intervista

Il Canzoniere Grecanico Salentino: nel nuovo disco «Meridiana» le radici del passato incontrano il «tempo sospeso»

Il Canzoniere Grecanico Salentino: nel nuovo disco «Meridiana» le radici del passato incontrano il «tempo sospeso»

foto Francesco Sambati

Fuori il 21 maggio, anticipato dal singolo 'Balla Nina'

07 Maggio 2021

Bianca Chiriatti

Il tempo: un concetto non oggettivo, a volte solo una convenzione, ma necessaria per vivere. Lo sosteneva già Sant’Agostino, lo riprende «Meridiana», il nuovo disco del Canzoniere Grecanico Salentino, co-prodotto da Mauro Durante, guida e anima del gruppo, e Justin Adams (storico braccio destro di Robert Plant), in uscita il 21 maggio per Ponderosa, con il sostegno di Puglia Sounds, e anticipato dal singolo «Balla Nina», da oggi su tutte le piattaforme (qui il link per ascoltarlo). 

Dodici tracce come dodici sono le ore segnate dalla meridiana, passato e presente che si incontrano, violini, organetto, pizzica e tamburi che si intrecciano alla modernità di synth e suoni elettronici, grazie anche alla mano di Giacomo Greco (Inude) che si è unito agli otto componenti della formazione (Durante, Giulio Bianco, Alessia Tondo, Emanuele Licci, Silvia Perrone, Giancarlo Paglialunga, Massimiliano Morabito e il fonico Francesco Aiello).


Non solo un disco: «Meridiana» sarà anche un portale online, con video, immagini, approfondimenti scientifici sul tema del tempo, un libretto del cd in «versione 2.0». Un progetto corale, che intriga anche i meno appassionati al genere, e che vanta ospiti di spessore (da Justin Adams alla band dei Red Baraat, Enzo Avitabile e tanti altri). Imperdibili, su tutti, i ritmi di «Balla Nina» e «Vulìa», e la magica delicatezza di «Meridiana», ultima traccia dell’album.

Ed è lo stesso Mauro Durante, che intercettiamo in studio prima delle prove, a raccontare questo viaggio musicale, in un momento storico in cui il concetto di «tempo» è più importante che mai. «Nel 2019, a fine tour, dopo il concerto alla Royal Albert Hall di Londra, probabilmente il punto più alto della nostra carriera finora – svela – ci chiedevamo quale direzione intraprendere per un nuovo disco. Mettere insieme otto anime non è semplice, ma abbiamo capito che ciò che facciamo ogni giorno con il Canzoniere è tradurre le nostre radici, il passato, in chiave moderna, nella contemporaneità. Da qui l'idea di affrontare il tema del tempo: mi sono documentato, ho letto trattati di fisica e filosofia, spinto da una grande curiosità per capire cos'è che ci tiene vivi. E poi la Meridiana, che rileva la posizione del Sole, che fa luce sul nostro Sud e anche sulle sue ombre».

Questo «tempo sospeso» che stiamo vivendo ha influito sulla genesi dell'album?

«Molto. Il tema lo avevamo individuato prima, ma la pandemia ha amplificato tutto, siamo diventati un orologio creativo che ha lavorato a distanza, e non simultaneamente. Un'operazione complessa, ma quando c'è il desiderio di fare musica insieme tutto diventa possibile. Abbiamo scelto di non passare questo tempo a deprimerci, ma di riempirlo di musica. Senza tempo non esiste musica, e la Meridiana è perfetta in questo caso, perché non utilizza numeri o convenzioni»

Tante collaborazioni nel disco. Partiamo da Justin Adams

«Ci conosciamo da anni, dalla Notte della Taranta 2011, venne qui con il suo “Progetto Speciale” insieme a Juldeh Camara. È un musicista di grande esperienza, c’è stima reciproca e dopo quell’incontro siamo rimasti amici, è stato ospite del Canzoniere in diverse occasioni. Aspettavamo l’album giusto in cui potesse fare la sua presenza, e in «Meridiana» non c’è stata l’esigenza di canzoni con durata radiofonica o stilemi pop, era perfetto. Abbiamo lavorato a distanza per buona parte del 2020, alla fine è riuscito a venire nel Salento per la registrazione».

Poi Enzo Avitabile, i Red Baraat…

«Avitabile è un punto di riferimento, lo conosco da tanti anni e nonostante la differenza d’età c’è rispetto e stima, avevamo da sempre il desiderio di fare qualcosa insieme. A febbraio 2020 gli mandai un’idea iniziale di quello che poteva essere il pezzo, uno spunto sulla società contemporanea, lui l’ha apprezzato e nel giro di due o tre giorni l’ha completato, ed è poi diventato “Tic e Tac”. I Red Baraat invece (ospiti in “Pizzica Bhangra”) sono di origine indiana, del Punjab: ci eravamo conosciuti nel giro dei festival ed era rimasta la promessa di collaborare. Con il leader abbiamo scritto il pezzo a distanza: in questo caso il desiderio di fare musica ha superato i confini geografici ma anche di tempo e ritmo: ho sempre pensato che il bhangra e la pizzica avessero gli stessi bpm».

A quando il ritorno sul palco?

«Compatibilmente con le nuove normative, stiamo già fissando alcune date per l’estate, anche all’estero. Dopodiché in autunno speriamo di poter fare un tour più consistente e corposo. Magari nei primi spettacoli la gente non potrà ancora ballare, ma torneremo a farlo presto».

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