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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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A taranto

Il Cardinale Parolin, segretario di Stato del Papa, in visita all'ex Ilva

Il segretario di Stato Vaticano è in queste ore nello stabilimento ArcelorMittal

LE PAROLE DI IERI RICORDANDO PAPA PAOLO VI - «Vorrei dire due parole che sgorgano del cuore. Sono colpito e commosso da questa accoglienza riservata a me e attraverso di me a papa Francesco che io rappresento e del quale intendo portare vicinanza, saluto, affetto e benedizione». Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, intervenendo a Taranto in occasione del 50esimo anniversario della visita di San Paolo VI al Centro Siderurgico Italsider la notte di Natale del 1968. Il Segretario di Stato vaticano ha ricordato «il grande impatto» che ebbe la visita del Papa che per la prima volta celebrò la messa di Natale non a San Pietro ma in una fabbrica.

Parolin ha benedetto il luogo in cui sorgerà un monumento dedicato a Papa Paolo VI, in piazza Suor Maria Mazzarrello nel quartiere intitolato al Santo Papa, pronunciando un breve discorso dopo il saluto del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e dell’arcivescovo Filippo Santoro. «Sono davvero molto contento - ha osservato il cardinale, accolto da centinaia di fedeli - di essere qui con voi in questa circostanza per celebrare i 50 anni dalla storica visita di Paolo VI, oggi san Paolo VI, compiuto all’Italsider e in altri luoghi di questa città. Io ero piccolo allora. Qui ci sono bambini e ragazzi che avranno più o meno l'età che avevo io. All’epoca non c'erano i mezzi di comunicazione di oggi. Ma ricordo il grande impatto che ebbe la visita del Papa che per la prima volta celebrava la messa di Natale non in Basilica vaticana per viverlo invece in una fabbrica, con tutto quello che poteva significare e la difficoltà di intendersi tra chiesa e mondo del lavoro». 

In quel momento «non avrei mai pensato - ha puntualizzato Parolin - che a distanza di 50 anni mi sarei trovato io a celebrare questo evento con voi. Vorrei dire qui che vogliamo fare memoria del passato. Un monumento ricorda qualcosa che è successo nel passato, ma questo radicamento nel passato è necessario per vivere bene il presente e proiettarsi verso il futuro prendendo lezione da quelli che possono essere stati gli errori. Le difficoltà ci sono state e ce ne saranno: è importante guardare avanti con sguardo aperto e cuore largo di speranza». «Vorrei che la mia visita - ha concluso Parolin - servisse proprio a questo. Chi visita viene, se ne va e i problemi restano. Abbiamo bisogno di coraggio ed entusiasmo per affrontare la realtà ogni giorno. Spero che la visita serva e che questi siano momenti lieti in vista del Natale. Grazie per l’invito all’arcivescovo Santoro e a tutti voi». 

(FOTO TODARO)

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