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In Prefettura

Di Maio a Foggia per incontro su caporalato. Coldiretti: «Occorre riformare reati alimentari»

Agrinsieme: «La legge 199 va rivista, ha avuto scarsi risultati»

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è intervenuto oggi a Foggia, nella sede della Prefettura alla riunione del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura che si terrà alla presenza del vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. All’appuntamento sono stati invitati i rappresentanti delle parti sociali e degli enti che si occupano delle problematiche legate al fenomeno del caporalato.

«Occorre riformare i reati alimentari, agendo anche sulle leve economiche per spezzare la catena dello sfruttamento che cresce dalle distorsioni lungo la filiera, dalla distribuzione all’industria fino alle campagne dove i prodotti agricoli pagati sottocosto pochi centesimi spingono all’illegalità». Lo afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, in occasione del vertice sul caporalato con il ministro Luigi Di Maio in Prefettura a Foggia, nel sottolineare «la necessità di una grande azione di responsabilizzazione dal campo allo scaffale, per garantire che dietro tutti gli alimenti in vendita italiani e stranieri, ci sia un percorso di qualità che riguarda ambiente, salute e lavoro, con una equa distribuzione del valore».
«A quasi due anni dall’approvazione della legge sul caporalato - sottolinea Moncalvo - l’esperienza dimostra che la necessaria repressione da sola non basta, ma occorre affiancare alle norme sul caporalato le proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti». A pesare, denuncia Moncalvo, sono le pratiche commerciali sleali dagli acquisti sottocosto alle aste capestro al doppio ribasso che strozzano a cascata industriali e agricoltori. I lavoratori stranieri, conclude Coldiretti, contribuiscono in modo determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo.

«A Di Maio chiediamo di non arretrare di un millimetro sulla legge 199, che va anzi applicata in toto». Così in una nota il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, in occasione del vertice per il contrasto al caporalato convocato per oggi pomeriggio in prefettura a Foggia dal ministro del Lavoro.
«Se c'è una cosa di cui non ha bisogno questo territorio e allo stesso modo un tema così delicato come il caporalato - rileva Gesmundo - sono le passerelle politiche». «È passato un mese dalla visita a Foggia del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno - sottolinea Gesmundo - e cosa è cambiato in Capitanata? Servivano forse sedici morti per intensificare i controlli sulle strade?».
Per il segretario della Cgil Puglia, «servono risposte certe a lavoratori che contribuiscono a sostenere il più importante settore economico della Regione e della stessa Capitanata» e "certo non va in questa direzione l’idea di reintrodurre i voucher in agricoltura, che abbiamo conosciuto come strumento che ha favorito il nero e il grigio». «Alla politica - sottolinea il sindacalista - compete in primis affrontare e risolvere il rapporto con trasformatori e Gdo».
Gesmundo ritiene che le «imprese sanno solo reiterare la richiesta di modifica alla legge 199, lo hanno fatto anche ieri in previsione della visita del ministro Di Maio. Non lo dicono ma intendono in quella parte che colpisce patrimoni e aziende lì dove si accerta lo sfruttamento e la collaborazione con i caporali». «I segnali che abbiamo dal Governo - conclude - non sono positivi, in quanto dopo la visita di Salvini e Conte non è stato rinnovato l’incarico al prefetto Rolli, chiamata a coordinare in Capitanata gli attori sociali e istituzionali per l'applicazione delle azioni operative di contrasto al caporalato»

La Legge 199 sul caporalato, «a causa della mancanza di chiarezza in alcune sue disposizioni, in alcune casi assolutamente inapplicabili, ha determinato sinora scarsi risultati concreti, e necessita pertanto di essere rivista. È ad esempio necessario intervenire per una maggiore e più chiara distinzione tra reati gravi/gravissimi e violazioni, anche solo meramente formali, agire sulla riduzione degli oneri burocratici e produttivi, accompagnare la revisione normativa con un profondo impegno politico e istituzionale per incentivare le assunzioni e mettere le aziende agricole nelle condizioni di consolidare gli importanti e positivi trend occupazionali del settore». Lo afferma in una nota Franco Verrascina, coordinatore di Agrinsieme, il coordinamento che riunisce le organizzazioni professionali Cia, Confagricoltura e Copagri e le centrali cooperative Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital. Verrascina ha partecipato nella prefettura di Foggia al Tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura convocato dal ministro dello sviluppo Economico, Luigi Di Maio.
«Agrinsieme ha sempre appoggiato e continuerà a sostenere ogni iniziativa finalizzata a combattere qualsiasi fenomeno di lavoro irregolare e di sfruttamento della manodopera, in agricoltura così come in altri settori produttivi, ed è al fianco delle imprese che si comportano in maniera etica», ha detto Verrascina che ha espresso soddisfazione per la riunione.
«L'incontro - ha detto - rappresenta per noi il punto di partenza per un contrasto più incisivo ad un fenomeno che, pur interessando aree circoscritte del Paese, danneggia l’immagine e il lavoro onesto della maggioranza delle imprese e cooperative agricole, andando anche a incidere sul loro reddito». Nel corso dell’incontro Verrascina ha consegnato al Ministro un documento contenente le proposte del coordinamento in materia.

(Foto Maizzi)

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