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Cinema in Puglia

Sofia, diva contesa tra Polignano e Trani nel film «Sabato, domenica e lunedì»

Nel 1990 Lina Wertmüller diresse la Loren nella rivisitazione della commedia di Eduardo

«In quei giorni di luglio del 1990, il centro storico della mia Polignano a Mare si trasformò in un luogo d’attrazione: paparazzi mai visti prima, curiosi e aspiranti comparse nel film con Sofia Loren, una diva inarrivabile che io stesso, ai primi passi nel mondo del cinema, non riuscii ad avvicinare».

Vito Facciolla non dimenticherà facilmente quei «torridi giorni» dell’estate di trent’anni fa quando l’arrivo dell’attrice Premio Oscar (nel 1962 con «La Ciociara» diretto da Vittorio De Sica) stravolse la vita del piccolo centro marinaro a Sud di Bari, che di lì a poco, anche grazie alla pellicola «Sabato, domenica e lunedì» di Lina Wertmüller, cominciò a conoscere la notorietà che presto avrebbe trasformato Polignano in luogo di grande interesse turistico e, oggi, location preferita da cineasti, celebri registi, produzioni televisive e piattaforme web.

«Quella volta - ricorda Facciolla, attore di Polignano ora impegnato in teatro con “I soliti ignoti” tratto dal capolavoro di C e nelle seguitissime fiction “La guerra è finita” sulle reti Rai e “94” di Sky - la produzione scelse le nostre scogliere e il centro storico di Trani per riprodurre i panorami mozzafiato di Amalfi e la Pozzuoli agli inizi del Novecento».
Per una settimana il borgo antico di Polignano fu trasformato in set, richiamando l’attenzione di curiosi e fans della diva napoletana, «attrice che però non riuscirono mai a incontrare - ricorda Facciolla - perché la Loren rimase tutto il tempo in albergo. Le sue rare apparizioni in pubblico riguardarono i trasferimenti dall’hotel alla balconata dell’abitazione di largo Grotta Ardito dove registrò la scena del ragù, tra le più importanti del film».

Il lungometraggio era l’adattamento cinematografico di una commedia di Eduardo De Filippo.
La sequenza del ragù consiste nel presunto tradimento «gastronomico» del marito Peppino (interpretato dal compianto Luca De Filippo) che, dopo aver fatto eccessivi complimenti alla nuora Maria Carolina (Isabelle Illiers) per come aveva cucinato dei maccheroni, scatena la reazione di donna Rosa (la Loren) che da allora diventa meno amorevole nei suoi confronti.

Tra gli attori che i polignanesi ebbero la possibilità di incrociare nei viali del centro, c’erano appunto Luca De Filippo (figlio di Eduardo), Luciano De Crescenzo, Mario Scarpetta, una ventottenne Alessandra Mussolini all’ultimo film della sua carriera (poi si dedicherà alla politica), Enzo Cannavale, Pupella Maggio. Tantissimi i cittadini che seguirono da vicino le riprese del film, sia per conquistarsi un posto da comparsa, sia per ammirare da vicino l’incantevole Sophia Loren. Vito Facciolla, allora ragazzo che sognava di diventare attore, era tra i tanti: «Personalmente ritengo quella esperienza decisamente importante - confessa -. Vedevo il mio sogno materializzarsi. Su quel set, nella mia città, ebbi la possibilità di respirare l’aria del grande cinema e mi convinsi sempre più che la strada migliore per il mio futuro fosse quella di intraprendere gli studi e la carriera artistici».

Dall’album dei ricordi, l’attore di Polignano estrae una serie di aneddoti.
«Ricordo una Wertmüller fantastica con tutti noi. Quella volta ebbi il privilegio di conoscere De Crescenzo e De Filippo, mentre la Loren come ogni diva era davvero inarrivabile. Di quel set rammento, tra gli altri, due episodi. Il primo riguarda una doccia imprevista in abiti d’epoca. Ci trovavamo sulla balconata di Grotta Ardito dove era stato allestito il set della scena della pistola, col marito di donna Rosa che aveva deciso di ammazzarsi. Ma sul più bello le riprese vennero interrotte da un temporale estivo. Una bomba d’acqua simile a quelle dei giorni scorsi scatenò il fuggi fuggi. La troupe sparì anche per mettere al sicuro le attrezzature e noi, comparse, tutti vestiti con abiti anni Venti, fummo abbandonati al nostro destino e costretti a rifugiarci nei bar e nei locali del centro storico prima che le nuvole si diradassero».

L’altro episodio? «Riguarda i residenti. Per consentire le riprese aeree, la produzione chiese al Comune di Polignano la rimozione delle antenne televisive dai terrazzi delle abitazioni. Era necessario ricostruire un caseggiato simile alla Pozzuoli antica. Ricordo che non fu semplice convincere i polignanesi, restii a privarsi della tv per alcuni giorni e poco disposti anche ad accollarsi le spese per la rimozione e il rimontaggio delle antenne. Non mancarono le polemiche».

Analoghi sacrifici furono chiesti ai negozianti di Trani, precisamente di via Mario Pagano, nel centro dell’altra città pugliese scelta dalla produzione come location: «Per diversi giorni i negozi rimasero chiusi - ricorda il regista e vignettista tranese Giuseppe Del Curatolo -. Non solo. Capitò che, dovendo ricostruire la Pozzuoli dei primi anni del ‘900, gli scenografi dovettero far sostituire le insegne dei locali. Gran parte delle sequenze furono girate in via Pagano, il corso centrale con il basolato in pietra che meglio si prestava all’ambientazione. Sollecitate dalla produzione, tutte le attività commerciali cambiarono volentieri le insegne, che furono sostituite con altre in legno, ornate e dipinte in stile primo Novecento. Di alcune vi è ancora traccia. C’è un corniciaio in via Pagano che ha gelosamente conservato quella insegna».

Del Curatolo - in questi giorni alle prese col montaggio di «Famoso nel web e nel mondo», la docufiction dedicata a un cantautore tranese, Domenico Bini, star del web - ha rivissuto quei momenti nel corso dell’edizione 2001 del Trani Film Festival del quale era direttore artistico. «Invitammo Lina Wertmüller - ricorda il cineasta - e dopo la proiezione di “Sabato, domenica e lunedì” commentammo le scene, compresi gli aneddoti che avevano tutte un comune denominatore: la simbiosi tra gli attori e la città. Allora, nel 1990, ero studente liceale e ricordo Sophia Loren sul set della vicina Villa comunale. Ricordo che fu un’impresa avvicinarla. Fu semplice invece coinvolgere Luciano De Crescenzo in un’assemblea d’istituto. L’attore e scrittore napoletano accettò di incontrarci e di raccontarci tutti gli aneddoti di quel film, in seguito in buona parte riportati in uno dei suoi libri legati ai suoi ricordi della Settima Arte.

Per noi studenti - aggiunge Del Curatolo - quell’incontro fu un’esperienza straordinaria. Per esempio, l’ingegnere-filosofo ci aiutò a capire che cosa fossero i campi e i controcampi, tecniche utilizzate nelle fasi di montaggio dei film. Ricordo che personaggi molto noti come la regista, gli attori De Filippo e Cannavale erano molto disponibili e nei momenti di pausa visitavano volentieri i monumenti cittadini. Erano tutti stregati della nostra Cattedrale sul mare. Lo scorso anno la Loren, tornata in Puglia per girare il film “La vita davanti a sé”, ha rammentato con piacere quel suo periodo in Puglia».

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