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IL CINEMA IN PUGLIA

Gloria Guida «Infermiera di notte» fa girare la testa al dentista Lino Banfi

Il dietro le quinte della commedia sexy girata nel ‘79 a Polignano e a Martina Franca

Impazzava la commedia sexy all’italiana, sottogenere nato da una costola della commedia all’italiana eppure popolarissimo e capace dei «tutto esaurito» in serie al botteghino.

Era la seconda metà degli anni ‘70. Lino Banfi, Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Carlo Giuffrè, giusto per citare alcuni dei protagonisti. Si tratta di un prodotto del cinema made in Italy in modo esclusivo. Oggi molti lo rivalutano dopo averlo demonizzato per anni.

Un esempio classico è «L’infermiera di notte» per la regia di Mariano Laurenti con la seducente Gloria Guida, oltre ai nomi già citati e a un comprimario di lusso come il martinese Lucio Montanaro.

Che cosa ha di peculiare il genere della commedia sexy? Riproduce molte delle buone e cattive abitudini nostrane, è una commedia degli equivoci, delle astuzie in cui l’italiano medio spesso è maestro. È un po’ un guardare se stessi allo specchio e accettarsi per ciò che si è in molte situazioni anche grottesche.

Questo si mescola in chiave erotica negli anni in cui esplodeva sugli schermi la libertà sessuale. Dunque le pose ammiccanti, corpi femminili seminudi, battute forti per film decisamente buffi. È un po’ l’Italia in camera da letto vista dal buco della serratura. Molte attrici hanno cominciato a salire la scala di una carriera luminosa con questi film, da Gloria Guida a Edwige Fenech.

Il «sottogenere» cinematografico ha aperto la strada anche a diversi attori di teatro e a registi come Sergio Martino, Nando Cicero, Mariano Laurenti, Michele Massimo Tarantini e Nello Rossati.

Veniamo all’«Infermiera di notte», dunque. La trama è semplice. Un dentista, Nicola Pischella (Lino Banfi), ha lo studio privato in una cittadina del Salento. Il suo collaboratore in ambulatorio è Peppino (Alvaro Vitali, il famosissimo Pierino a sua volta protagonista di una lunga serie di pellicole esilaranti). La moglie dell’odontoiatra, Lucia (impersonata da Francesca Romana Coluzzi), è sempre molto presente per evitare che suo marito resti attratto dalle belle clienti. La coppia ha un figlio, Carlo (Leo Colonna), che è studente universitario. Il giovane è tutto preso dai libri e non si interessa alle bellezze femminili. Un giorno giunge in famiglia Saverio Baghetti (Mario Carotenuto), «zio miliardario» di Lucia. Nessuno sa, però, che sotto mentite spoglie il miliardario altri non è che un ladro, Alfredo. L’anziano arriva in barella e viene subito messo a letto per le sue cattive condizioni di salute. Tutti sono interessati all’eredità del presunto zio e cercano di accudirlo con un’infermiera che faccia i turni notturni, la bellissima Angela Della Torre (Gloria Guida). Il paziente a letto si ridesta e tenta di conquistare la paramedica ma sarà proprio il giovane studente Carlo a divenirne amante. Alfredo è venuto a conoscenza del fatto che un gioiello è nascosto nel lampadario della sua camera da letto e tenta di rubarlo ma l’assistente del dentista (appunto, Vitali) si veste da infermiera generando equivoci comici. Alla fine colui che era ritenuto perdente inizialmente, lo studente Carlo, avrà l’infermiera in sposa e anche il monile.

Il film fu girato per la gran parte in Puglia (a parte alcuni interni a Roma) e in particolare a Polignano a Mare, Martina Franca, ma anche all’interno di una discoteca di Ceglie Messapica e a Taranto. Racconta Montanaro: «In quel lungometraggio recitavo la parte di un disc jockey che ha il compito di promuovere Gloria Guida, che è ancora oggi una mia carissima amica». In pratica, c’è una gara di ballo nel locale e la Guida aspira a essere premiata. «Il dentista che assume questa infermiera è Lino Banfi. C’era anche il compianto Mario Carotenuto, nella trama - continua il nostro testimone - vuole appropriarsi di un diamante. Tutte queste pellicole hanno avuto un ruolo importantissimo nella società italiana di allora. Erano destinate a rallegrare il pubblico delle famiglie con leggerezza e tanta ironia. Tuttora questi lavori continuano a intrattenere gli italiani perché vengono riproposti continuamente in televisione».

L’interprete tarantino prosegue: «Questo genere cinematografico fu nobilitato dalla firma di registi di notevolissima preparazione, di grande mestiere. Basti pensare a Mariano Laurenti o a Nando Cicero. A Martina Franca venne Laurenti per realizzare questo divertentissimo film». Ne ricorda un altro, di cineasta preparatissimo: «Anche Marino Girolami in “La liceale al mare con l’amica di papà”, con la grande Marisa Mell, ha lasciato una traccia importante in questo ambito della commedia sexy. Io sono stato spesso chiamato per queste produzioni. Eravamo una grande famiglia nella quale stavamo tutti molto bene».
Quindi cita un prestigioso critico e storico della Settima Arte: «Questi film sono stati definiti dal grande Marco Giusti “cult movie”. Non credo esista una definizione più bella e appropriata di questa».

Riusciamo a contattare al telefono Alvaro Vitali: «Con Mario Carotenuto - confessa con un pizzico di rimpianto percepibile nella voce - su quel set ci siamo divertiti un mondo. Nel film mi sono vestito da donna, da infermiera, e il personaggio di Mario mi faceva la manomorta non pensando che ero in realtà un maschio. Carotenuto nel film recitava il ruolo di un impostore, fingeva di essere un parente di questa famiglia. Il problema era che su un lampadario c’era nascosto un brillante e lui cercava di rubarlo». Allora pensa a un escamotage: «Finge di ammalarsi per cui deve per forza stare a letto. Se fosse riuscito a stare solo, avrebbe preso il brillante. Invece, io mi travesto da infermiera di notte e quindi lo accudisco senza sosta. Lui cerca di mandarmi via, a un certo punto sbrocca perché non sa come fare».

A sentire «Pierino», la gente di Puglia accoglie il cast con il consueto calore del popolo meridionale: «Molti cittadini comuni venivano a vederci mentre giravamo le scene. Siamo stati accolti con affetto dai martinesi e non solo. Abbiamo alloggiato all’hotel Dell’Erba. Sono state necessarie quattro settimane per completarei ciak». A proposito di Gloria Guida, Vitali afferma: «È una donna meravigliosa, simpaticissima, che non si offende mai e accetta tutti gli scherzi. L’idea di questo film fu di Laurenti che ci fece leggere il soggetto, la trama ci divertiva molto».

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