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Il cinema in puglia

Walter Chiari ad Altamura ne «La Bidonata»

Ermanno Porcelli racconta: fu ospite in casa nostra, per pranzare ci fece comprare posate pesanti

ALTAMURA - Quella volta di Walter Chiari ad Altamura. Nel 1976 il grande attore e popolarissimo comico girò nelle campagne alcune scene del film «La bidonata» con la regia di Luciano Ercoli e la produzione di Niccolò De Nora, industriale milanese originario di Altamura.

La pellicola uscì l’anno dopo ma fu travolta da un amaro destino, soprattutto per De Nora che venne rapito quando era pronto il lancio nelle sale, all’inizio del 1977, e rimase in prigionia quasi un anno e mezzo per poi abbandonare il mondo della celluloide.

La trama. Vittorio, interpretato da Chiari (nato a Verona nel 1924 da genitori pugliesi e morto a Milano nel 1991), è un giovane pugliese emigrato a Parigi dove vive di traffici illegali. Da una prostituta viene a sapere che sta per essere sequestrato il rampollo di una ricca famiglia. E così torna in Italia, adoperandosi e reclutando persone per far saltare il piano dei criminali e rapire lui il rapito. Nel cast presenti altri attori popolari del calibro di Maurizio Arena (per il quale «La bidonata» fu l’ultimo film), Marisa Merlini e Franca Valeri.

L’arrivo di Chiari fu indubbiamente un grande motivo di attrazione per gli altamurani, poco abituati a vedere la loro città come un set cinematografico. Era la seconda volta, alcuni mesi prima era stato girato «L’Italia in pigiama», il film scandalo, bloccato per mesi e poi censurato, con regia di Guido Guerrasio e primo film in cui investì i suoi capitali De Nora (con la Soat di Milano), in cui si raccontavano i costumi sessuali nascosti degli italiani, distinguendo l’Italia in Nord e Sud per differenze di comportamenti ma pari perversioni. De «L’Italia in pigiama» abbiamo detto nell’articolo pubblicato il 16 luglio scorso.

La città, comunque, fu limitatamente coinvolta sia per persone sia per luoghi. Non ci fu il grande numero di comparse scelte per esempio per «Anni ruggenti» di Luigi Zampa, nel 1962, con cui fu riempito il teatro Mercadante.

Ermanno Porcelli, grande appassionato di cinema (tanto da aver dato vita all’associazione «Cinetoscopio»), era un bambino in quei giorni e conserva nella sua mente alcune immagini o aneddoti. «In quel periodo - racconta alla Gazzetta - mia madre affittava un appartamento e Walter Chiari venne a soggiornare da noi. Un giorno andai con lui a piedi da casa al cinema Moderno (non esiste più, ndr) dove tenne uno spettacolo. Nel tragitto, alla Villa comunale, ci fermammo alla cabina delle foto tessera automatiche e le scattammo insieme», è l’amarcord.

Il nostro testimone spiega: «Mi ricordo che andai anche sul set. Girarono nella zona di Jesce. Fu un’esperienza particolare. Nei miei ricordi di Walter Chiari ci sono soprattutto due dettagli che mi sono rimasti impressi. Il primo - rivela Porcelli - riguarda l’abbigliamento che preferiva, e ricordo una maglietta a strisce bianche e rosse, in stile marinaresco. L’altro che non dimentico - aggiunge - l’ho scoperto a tavola. Walter Chiari voleva posate pesanti per mangiare. Me lo ricordo bene, infatti le voleva solo così e per questo andammo a comprare posate pesanti, in modo da poter accontentare questa sua richiesta».
«La bidonata» era in uscita a gennaio del 1977 quando avvenne una vicenda davvero beffarda.

Niccolò De Nora venne realmente rapito e per il suo riscatto furono chiesti otto miliardi di lire dell’epoca. De Nora, infatti, era un cognome pesante. Niccolò De Nora era figlio di Oronzio Denora (1899-1995), ingegnere elettrotecnico di Altamura e genio delle applicazioni della chimica nell’industria. Fece la storia dell’industria con le applicazioni del cloro. Celebre è l’invenzione dell’amuchina, nome dato da De Nora al brevetto di un disinfettante con ipoclorito di sodio diluito in acqua. Brevetto poi venduto. Iniziò la grande storia d’impresa da cui è nata una multinazionale.
Il film doveva segnare il salto di qualità per il produttore di origini altamurane. Dopo lo scandalo de «L’Italia in pigiama» era stata scelta una star del cinema e della televisione, con comprimari degni di altrettanta fama, per una commedia brillante da cui si attendeva un bel riscontro al botteghino.

Come inizialmente avvenne. Poi la lunga prigionia e il rilascio a Gela il 19 giugno del 1978 dopo ben 524 giorni. Fu un sequestro di persona molto lungo. Il treno del cinema era ormai andato quando De Nora tornò in sella e decise così di abbandonarlo del tutto, lasciando la sua firma di produttore solo su due titoli, con poca fortuna in entrambi i casi.
Ad Altamura più che del film si parlò tanto della vicenda del rapimento che fu una vicenda verissima ma all’epoca la finzione prese quasi il sopravvento mischiando la realtà fattuale con quella della celluloide (e gli equivoci de «La bidonata»).

Per i film girati ad Altamura Walter Chiari aggiunge il suo nome, tra gli interpreti di primo piano, a quello di Marcello Mastroianni la cui presenza fu comunque molto fugace per «Casanova ‘70» di Mario Monicelli (1965) e di Nino Manfredi per «Anni ruggenti» (1962) di Zampa.

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