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Spinazzola, ecco Lorenzo Carulli: il «giudice ragazzino» che ha colpito Glionna

«Ho voluto mettermi alla prova» racconta il 13nne notato dal regista mentre giocava a pallone con gli amici

SPINAZZOLA - Lorenzo Carulli, 13 anni di Spinazzola, notato per strada mentre giocava a pallone con i suoi amici, è il piccolo Rosario Livatino protagonista del cortometraggio «Un giudice ragazzino» che giovedì 19 dicembre (ore 10) sarà presentato presso il Cineporto di Bari. E, tra gli ospiti, oltre al regista Pierluigi Glionna, alla sceneggiatrice Marika Carolla e a tutti i protagonisti, ci sarà proprio il piccolo Lorenzo che, insieme a mamma e papà (Vera Maria Di Giulio e Egidio Carulli) festeggerà questa prima esperienza cinematografica.

«E' stata una esperienza bellissima che ho voluto affrontare per mettermi alla prova» dice Lorenzo con un'espressione candida e innocente. Lo stesso viso che colpì il regista Pierluigi Glionna quando era alla ricerca del protagonista principale del suo corto: Rosaraio Livatino da piccolo. E Lorenzo, intento a giocare con i suoi amici per strada, era il «ragazzino» perfetto. Un viso dolce ma deciso. Un ragazzino che spicca tra i compagni per il piglio e per il modo di porsi. Lorenzo, selezionato dal cast di produzione, ha preso l’impegno con una «seria giocosità», studiando il copione durante l’estate senza rinunciare al gioco. 

Frequenta la terza media presso la scuola secondaria di primo grado di Spinazzola. Ragazzo studioso, curioso e impegnato su diversi fronti, il «Livatino ragazzino», ci racconta, frequenta il gruppo scout, gioca a calcio come attaccante nei «giovanissimi» della categoria provinciale. I giorni di lavorazione sul set lo hanno assorbito completamente e non si è risparmiato anche quando era stanco. Ha continuato docilmente a «tenere il pezzo» fino all’ultimo giorno di riprese quando, ci confida la mamma, si è sciolto in un pianto. «Mi raccomanso però, non fategli sapere che ve l'ho detto!»

Farai l'attore da grande? «Non lo so - ci dice - Ho sempre sognato di fare il notaio o il magistrato. Sì proprio come Rosario Livatino».  Ci confida che non sa ancora a quale scuola scuola superiore si iscriverà dopo gli esami di terza media. Il senso del dovere e della giustizia rimangono comunque due note dominanti del suo modo di fare sorridente ma impegnato. 

Il cortometraggio che lo vede prortagonista racconta la storia del giudice Livatino di cui si è concluso da poco il percorso diocesano di beatificazione, ucciso dalla Stidda agrigentina il 21 settembre 1990. Così Papa Francesco lo ha ricordato: «Quando Rosario fu ucciso dalla mafia non lo conosceva nessuno. Si occupava di sequestri e confische dei beni con grande professionalità e con risultati concreti: per questo la mafia decise di eliminarlo». 

Tratto dall’omonimo romanzo di Salvatore Renna, alla presentazione della pellicola presenzieranno anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, Loredana Capone, assessore alla Cultura e al turismo, Simonetta Dellomonaco, presidente di «Apulia Film Commision» e  Antonio Parente, direttore generale di «Apulia Film Commision». La prima nazionale è invece prevista domenica 22 dicembre a Spinazzola, ore 16, presso il Cineteatro Buccomino, ingresso gratuito.

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