Martedì 21 Aprile 2026 | 20:06

Ginecologia preventiva a Bari: nel 2025 eseguite 5739 colposcopie, oltre 300mila donne coinvolte dalla Asl

Ginecologia preventiva a Bari: nel 2025 eseguite 5739 colposcopie, oltre 300mila donne coinvolte dalla Asl

Ginecologia preventiva a Bari: nel 2025 eseguite 5739 colposcopie, oltre 300mila donne coinvolte dalla Asl

 
Redazione online

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Solo nel centro di Conversano eseguite 1546 colposcopie, il dato più alto tra tutti i centri aziendali, a cui si aggiungono 888 prestazioni ambulatoriali di ginecologia preventiva

Martedì 21 Aprile 2026, 16:55

Nel centro screening della cervice uterina ospitato all’interno del presidio territoriale di assistenza a Conversano, punto di riferimento della rete Asl Bari per l’approfondimento diagnostico nella prevenzione del tumore della cervice uterina, nel 2025 sono state eseguite 1.546 colposcopie, il dato più alto tra tutti i centri aziendali, a cui si aggiungono 888 prestazioni ambulatoriali di ginecologia preventiva, all’interno di un percorso strutturato che coinvolge 75mila donne, e complessivamente oltre 300mila sul territorio della Asl.

Il direttore generale della Asl Bari, Luigi Fruscio, ha effettuato questa mattina un sopralluogo nel centro. Accanto al Pta di Conversano, la rete aziendale dei centri di secondo livello è distribuita su tutto il territorio provinciale e comprende gli ambulatori di colposcopia degli ospedali Di Venere, San Paolo, Altamura e Corato e del Pta di Grumo Appula. Complessivamente, nel 2025 sono state effettuate 5.739 colposcopie.

Con riferimento allo screening hpv, il programma, rivolto alle donne tra i 25 e i 64 anni, ha raggiunto livelli di estensione degli inviti prossimi al 100% nella maggior parte dei comuni della provincia. In termini di partecipazione, l’adesione allo screening della cervice uterina ha toccato nel 2025 il 45,8%, un dato superiore alla media della macro area sud Italia e in linea con quella nazionale.

«L'obiettivo - ha detto il dg - è continuare a rafforzare la prossimità dei servizi e migliorare ulteriormente la partecipazione delle donne ai programmi di prevenzione, perché la diagnosi precoce resta lo strumento più efficace per salvare vite».

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