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In Puglia e Basilicata

il caso

Bari, aggressione omofoba: «Volevano uccidermi, ora ho paura»

Oggi dal presidio al Parco Rossani: «Vogliamo essere liberi». Il sindaco Decaro: «Alle vittime l'abbraccio della città»

04 Luglio 2022

Redazione online (video Donato Fasano)

BARI - «Ci hanno insultati, minacciati di morte, con frasi come "vi ammazzo, vi spacco la faccia", poi ci hanno accerchiati e hanno cominciato a lanciarci addosso sigarette accese, monetine accompagnate da frasi come "comprati la dignità", e poi calci, pugni fino a una pietra scagliata contro la mia testa. Volevano uccidermi». A parlare è una delle due persone che sarebbero state vittime di una aggressione omofoba, ieri sera nel parco Rossani di Bari. La coppia, un 19enne e una 23enne 'non binary', cioè che non si riconoscono nella identità di genere uomo-donna, ha denunciato di essere stata prima aggredita verbalmente e poi fisicamente, finendo in ospedale. Erano arrivati a Bari da Pescara e Foggia per festeggiare nel parco un compleanno con una decina di amici. «A un certo punto un gruppo di una ventina di persone - aggiunge - si è avvicinato e ha iniziato a insultarci e, nonostante i nostri tentativi di calmarli, offrendo loro anche cibo, sono passati alle vie di fatto e, dopo averci picchiati, sono scappati, minacciandoci di non tornare». Adesso sono tornati a Foggia, dove hanno formalizzato la denuncia. «A Bari non possiamo più metterci piede, abbiamo paura che questi ci cerchino, ci hanno detto di non farci più vedere. Torneremo quando non potranno più farci del male», concludono.

Iurlo (Bari Pride): «vogliamo sentirci libere»

«Quando usciamo di casa non vogliamo sentirci coraggiose ma vogliamo sentirci libere. Per questo oggi siamo qui a rivendicare che questo deve essere uno spazio sicuro, e per questo deve essere vissuto dalla cittadinanza senza paura e dalle associazioni del territorio». Lo ha detto Asia Iurlo, portavoce del Bari Pride, in occasione del presidio organizzato al Parco Rossani, nel capoluogo pugliese, dove ieri sera una coppia, un 19enne e una 23enne 'non binary', cioè che non si riconoscono nella identità di genere uomo-donna, ha denunciato di essere stata prima aggredita verbalmente e poi fisicamente, finendo in ospedale.
«Chiediamo all’amministrazione comunale - aggiunge Iurlo - di rafforzare quelle che sono le esperienze positive delle associazioni per riempire questi spazi sociali; chiediamo percorsi di formazione per le forze dell’ordine affinché siano in grado di accogliere appieno le denunce: chi subisce un’aggressione omolesbobitransfobica non può trovarsi nel momento in cui la riporta a subire ulteriori violenze perché la propria identità non viene riconosciuta, o perché non si hanno elementi per rapportarsi col linguaggio giusto a chi si dovrebbe difendere».

Sindaco Decaro: «Alle vittime l'abbraccio della città»

«Nel pomeriggio ho sentito al telefono le vittime di questo episodio. Ho dato loro l’abbraccio della città e le ho invitate a tornare a Bari. Senza paura. Perché nessuno a Bari deve avere paura di camminare per strada, di stare in un parco o di essere quello sente di essere». Lo dichiara il sindaco di Bari, Antonio Decaro, tornando sull'episodio della aggressione omofoba a una coppia, ieri sera nel parco Rossani dove questa sera si sono riunite in presidio alcune centinaia di persone. «Grazie alle immagini riprese dalle telecamere posizionate all’interno del parco - dice Decaro - , ho fiducia che il lavoro delle forze di polizia garantirà in tempi molto brevi alla giustizia gli autori della vile aggressione di ieri sera ai danni dei ragazzi all’interno del parco Rossani». «I ragazzi che ora affronteranno le conseguenze della giustizia - conclude il sindaco - , spero capiscano presto quello che hanno fatto e che questo episodio possa servire a tutti per capire che per i violenti non c'è futuro».

(le foto sono del profilo Facebook di Bari Pride)

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