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Aveva 11 anni e mezzo

Addio a «Gino» il primo cane super poliziotto di Bari

L'esemplare di Labrador era in pensione da un paio di anni ma era stato adottato dal suo ex collega-conduttore, Aldo Dammacco

Se ne è andato lottando, come un vero poliziotto, quello che non molla mai. Lui, «Gino», il primo sbirro a quattro zampe che ha di fatto istituito la squadra cinofila della Polizia a Bari, ha chiuso gli occhi venerdì pomeriggio tra le braccia del suo ex conduttore, Aldo Dammacco, il 36enne assistente capo (per merito di servizio) della Polizia in servizio presso il Nucleo cinofili della Polizia e al tempo stesso figlio d'arte (il papà Tommaso è in congedo dalla Polizia). Un addio, quello di «Gino», un bellissimo esemplare di labrador irlandese con poco meno di 12 anni di età, accompagnato dal calore non solo del suo ex collega, ma di un vero e proprio «amico» inseparabile visto che Gino era stato adottato da Aldo dopo la sua riforma dal servizio avvenuta circa due anni fa.

Aldo e «Gino» sono cresciuti professionalmente insieme. Entrambi si sono incontrati nel gennaio 2009 a Nettuno, la scuola di addestramento della Polizia: Gino aveva poco più di un anno, mentre Aldo era un poliziotto con alle spalle 6 anni di servizio: insieme, pochi mesi dopo, sono stati trasferiti a Bari dove hanno «fondato» la squadra cinofila. Le loro gesta sono raccontate sul web e sui giornali: Gino era un cosiddetto cane da esplosivo (e armi), il suo fiuto ha consentito di trovare armi (tra cui un revolver impiegato per un omicidio all'esterno di una discoteca «H 25» al quartierino), di scovare ladri, di intervenire in caso di allarmi bomba. Ma era il coccolone di eserciti di bambini che lo acclamavano durante le lezioni di prevenzione contro il rischio di petardi nel periodo natalizio. A Gino si deve anche il salvataggio di una tartaruga sul litorale tra Palese e Santo Spirito, che gli ha fatto guadagnare un elogio del Wwf.

Due anni fa il pensionamento di «Gino» per raggiunti limiti di età (non superano i 10 anni di servizio i cani poliziotto) e la scelta del suo «collega» di portarselo a casa e continuare a vivere insieme. I due erano inseparabili e lo sono stati fino alla fine. La scoperta di una terribile malattia, un linfoma aggressivo, che non gli ha dato scampo nonostante il disperato tentativo di salvarlo con un intervento chirurgico. «Gino» se ne è andato felice perchè i suoi occhi, prima di chiudersi definitivamente nella clinica in cui era ricoverato, hanno visto il suo amico di sempre. Addio eroe a quattro zampe!

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