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TU NON CONOSCI IL SUD - CINEMA

Quei moschettieri
un po’ basilischi

Si ride con Favino, Mastandrea, Papaleo e Rubini

Paesaggi lucani per Giovanni Veronesi e la sua picaresca rilettura di Dumas

Tu non conosci il Sud

Oscar Iarussi

Oscar Iarussi

Un mondo nel verso di Bodini. Il Sud guardato da un altro verso.

Quei moschettieriun po’ basilischi

Castelli, distese di grano, boschi, dirupi. E poi mantelli e fioretti («cappa e spada» per convenzione), cavalli e duelli, intrighi di corte e belle fanciulle. Saremmo nella Francia di metà Seicento, orizzonte delle avventure dei Tre moschettieri, quattro con il protagonista D’Artagnan, nell’omonimo romanzo ottocentesco di Alexandre Dumas che inaugura la trilogia di cui fanno parte Vent’anni dopo e Il visconte di Bragelonne. Soltanto la spericolata fantasia di Giovanni Veronesi, già autore nel 1998 di una scorribanda ottocentesca in Il mio West da un romanzo di Vincenzo Pardini, poteva rinverdire le gesta del cadetto di Guascogna e dei suoi tre amici, trasportandone le gesta in un film ambientato quasi interamente in Basilicata.

Così, anche per merito della Lucana Film Commission diretta da Paride Leporace, Moschettieri del re riserva come scenografie i calanchi di Pisticci e Aliano cari a Carlo Levi, l’abbazia di Montescaglioso, i castelli di Matera, Grottole, Pietrapertosa, Melfi, la riserva naturale di San Giuliano, il Rifugio dei Pastori a Viggiano, il parco di Gallipoli Cognato, la località Sanzanella tra Venosa e Rapolla... Scenari magici restituiti nel loro fascino autentico, pre-moderno, grazie alle riprese fluidissime e spesso «aeree» di Veronesi, il quale alterna astuzie del canone western (la cinepresa che va incontro ai cavalli al galoppo) e motivi della commedia italiana in costume, per esempio L’armata Brancaleone di Monicelli. Ne risulta un film godibile al di là della matrice dumasiana che ha nutrito un genere sia hollywoodiano sia italiano con le pellicole di Campogalliani, Cottafavi o Capuano.


I nostri eroi sono colti sul viale del tramonto, trent’anni dopo le gesta che li resero celebri e temuti. Vengono chiamati a raccolta da Anna d’Asburgo o d’Austria, madre di Luigi XIV di Borbone che sarà detto il Re Sole (la regina è interpretata da una bravissima Buy, incline ad alzare il gomito più della voce). Favino-D’Artagnan, Mastandrea-Porthos, Papaleo-Athos e Rubini-Aramis dovranno difendere la Corona dai maneggi del cardinal Mazzarino e della sua favorita Milady, mentre impazza il conflitto religioso con gli Ugonotti, i protestanti in fuga dalle persecuzioni iniziate da Richelieu.

Stanchi, spaventati, malin-comici moschettieri... Chi bisessuale e sifilitico, chi in preda a un tardivo pentimento in un convento, chi rifugiatosi nel laudano per dimenticare il passato e chi finito a fare il porcaio con addosso una puzza più forte della leggenda. Riuniti da quest’ultimo, il guascone D’Artagnan dall’improbabile francese-giargianese, si daranno da fare cercando di schivare i colpi nemici e il malaugurio insito - dicono - nella formula «Tutti per uno, uno per tutti». Il vitalismo di Dumas è comunque salvo, custodito nelle maglie del disincanto quasi quasi da basilischi dei quattro attori principali. Già, i moschettieri si divertono e divertono con battute che sarà bene non «spoilerare», forti di una evidente complicità generazionale (son tutti tra i 50 e i 60 anni). E la cifra picaresca di Veronesi è ben corroborata dalla vivacissima colonna sonora dei Gratis Dinner (Luca Medici alias Checco Zalone, Giuseppe Saponari e Antonio Iammarino), col suggello di Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano e di Moschettieri al chiar di luna di Paolo Conte.

Finale a sorpresa al confine tra Spagna e Francia, ma anche tra tempi diversi, allorché Matilde Gioli e soprattutto il servo muto son lì a ricordarci lo straordinario potere della fantasia o... Suppergiù.


MOSCHETTIERI DEL RE - LA PENULTIMA MISSIONE di Giovanni Veronesi. Interpreti e personaggi principali: Pierfrancesco Favino (D’Artagnan), Valerio Mastandrea (Porthos), Rocco Papaleo (Athos), Sergio Rubini (Aramis), Margherita Buy (regina Anna), Alessandro Haber (cardinal Mazzarino), Matilde Gioli (ancella), Giulia Bevilacqua (Milady), Lele Vannoli (servo muto). Commedia, Italia, 2018. Durata: 109 minuti

Recensione apparsa sulla "Gazzetta del Mezzogiorno" del 29 dicembre 2018

 

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