Martedì 14 Luglio 2020 | 17:40

NEWS DALLA SEZIONE

il ricordo
Ciao Maestro Morricone

Ciao Maestro Morricone

 

Il Biancorosso

calcio
Bari-Ternana 1-1 Biancorossi in semifinale play-off

Bari-Ternana 1-1 Biancorossi in semifinale play-off

 

NEWS DALLE PROVINCE

TarantoL'operazione dei cc
Taranto, bloccano strade con transenna per ripulire bancomat: il colpo fallisce

Taranto, bloccano strade con transenna per ripulire bancomat: il colpo fallisce

 
LecceIl caso
Lecce, «mio figlio positivo al Coronavirus»: caos al tribunale

Lecce, «mio figlio positivo al Coronavirus»: caos al tribunale

 
BrindisiIl caso
Brindisi, la denuncia della Lega: «In arrivo 100 migranti positivi al Covid»

Brindisi, la denuncia della Lega: «In arrivo 100 migranti, tra loro anche positivi al Covid»

 
Potenzain basilicata
Bella, bolletta Tim di 15 euro, la battaglia legale finisce in Cassazione

Per pagare la bolletta si spendono 15 euro: la battaglia legale di Bella finisce in Cassazione

 
Bariil sopralluogo
Bari, Decaro: «Entro fine anno ex caserma Rossani sarà biblioteca più grande del Sud»

Bari, Decaro: «Entro fine anno ex caserma Rossani sarà biblioteca più grande del Sud»

 
Foggiamedicina
Foggia, ai «Riuniti» primo intervento su un paziente sveglio

Foggia, al «Riuniti» primo intervento su un paziente sveglio in Neurochirurgia

 
Materain zona san pardo
Matera, gestiva un'officina di riparazioni auto e moto totalmente abusiva: scoperto dai cc

Matera, gestiva un'officina di riparazioni auto e moto totalmente abusiva: scoperto dai cc

 

i più letti

TU NON CONOSCI IL SUD

I film della Fiera

Tu non conosci il Sud

Oscar Iarussi

Oscar Iarussi

Un mondo nel verso di Bodini. Il Sud guardato da un altro verso.

I film della Fiera

«Solo per Bari e zone limitrofe». Era una promessa di esclusiva e un preludio di delizie meridiane (anzi, antimeridiane, vista l’ora) l’annuncio della Signorina Buonasera di turno, fosse Orsomando o Gambineri, che poco prima delle 10 del mattino annunciava la messa in onda del cosiddetto «film della Fiera». E tra le annunciatrici Rai c’era anche Gabriella Farinon, il «viso d’angelo» che avrebbe sposato in seconde nozze l’imprenditore barese Stefano Romanazzi, presidente della Campionaria pugliese nel suo decennio più espansivo verso l’Europa orientale e l’Africa mediterranea, dal 1976 all’85. Già, la Fiera del Levante era una cosa seria, un appuntamento da non perdere sul calendario della pre-globalizzazione, in cui internet era ancora all’orizzonte e le merci e le idee avevano bisogno di luoghi fisici per gli scambi. Del resto, «Civiltà degli scambi» si chiamava la rivista-laboratorio del meridionalismo, edita dalla Fiera dalla metà dei Cinquanta alla metà dei Sessanta, animata, tra gli altri, da Vittore Fiore, Mario Dilio, Giuseppe Giacovelli, Pasquale Satalino, con la grafica di Mimmo Castellano e la direzione di Baldassarre Guzzardo e del prof. Nicola Tridente cui sarebbe stata intitolata la sala del palazzo del Mezzogiorno a lungo cornice delle inaugurazioni nei decenni successivi (oggi quel palazzo è destinato alla Apulia Film House). Correvano gli anni Settanta, anni turbolenti e persino tragici, ma ancora propulsivi per un Paese lungi dal deprimersi, e la Fiera del Levante costituiva l’occasione settembrina per fare il punto sulle questioni economiche dell’imminente autunno, «caldo» per definizione. Il presidente del Consiglio - Andreotti o Rumor, Moro o Colombo - veniva in Puglia per un rito tra i più duraturi e tetragoni della Prima Repubblica.

Ma tutto questo non poteva saperlo chi era un ragazzo nei Settanta, come chi scrive. Per noi la Fiera era una «festa mobile» casereccia, con tappe all’Aida per le leggendarie merendine e al padiglione della Germania Ovest per il panino con il würstel e la senape, prima di intraprendere la lenta «maratona» nella Galleria delle Nazioni, variopinta rassegna di simboli manufatti alimenti dall’universo mondo. Là, defilato in un angolo, non mancava lo stand dell’arcigna dirimpettaia adriatica, l’Albania ultracomunista di Enver Hoxha - satrapo al potere dal 1944 al 1985! -, le cui opere venivano vendute insieme a quelle dell’alleato cinese Mao Tse-tung e ai distintivi del condottiero Giorgio Castriota Scanderbeg, il quattrocentesco eroe schipetaro che aveva fermato i turchi. Ma la visita alla Fiera, con la famiglia o gli amici, durava un giorno (a volte con un bis), mentre i film coprivano l’intero arco della Campionaria, una decina di mattine di vacanza, giacché all’epoca la scuola cominciava il 1° ottobre. Dunque le case si trasformavano in salette cinematografiche, con le tapparelle già o ancora chiuse alle 10, subito dopo la colazione a base di marmellata di fichi o di friselle con i pomodori, a parte le occasionali «Aida» di cui sopra (l’olio di palma delle merendine odierne, se pure c’era, risultava ignoto ai più).

Il gusto stava tutto in quell’annuncio paradisiaco: «Solo per Bari e zone limitrofe» o forse era «zone collegate». Un territorio che non coincideva esattamente con la provincia del capoluogo regionale e che, probabilmente, dipendeva dal raggio di copertura del ripetitore Rai di Monte Caccia, nei pressi di Spinazzola. A Termoli, per dire, nisba. L’unico canale televisivo, Raiuno, che allora dava il via alle trasmissioni soltanto nel pomeriggio con la mitica «Tv dei ragazzi» (non proprio roba da Ps4, sebbene Topo Gigio fosse un genio), accendeva visioni e fantasie in pieno giorno. Invero quei matinée, come avremmo scoperto in seguito, non erano così rari, giacché anche le fiere di Milano e di Roma ne usufruivano. Ma per i ragazzi di Bari e zone limitrofe erano una pasqua di maggio, un’occasione preziosa. Quali film davano? Noi ricordiamo, per esempio, La vacca e il prigioniero (1959), un’amarissima commedia francese ambientata durante la seconda guerra mondiale, con il superlativo Fernandel (morto nel 1971), che nei «film della Fiera» era anche molto presente nei panni di don Camillo, al fianco di Peppone / Gino Cervi.

Ma chiunque interroghiate in proposito, vi citerà uno o più titoli sempre diversi, o si terrà sul vago, forse perché quelle proiezioni - ché tali erano in ogni appartamento - custodivano l’essenza stessa del cinema, la sua magia infantile, lo stupore che non si nutre di acribia, citazioni, date, cast, men che meno di regie e sceneggiature. Nella luce, buio. E dal buio, luce: oh!

----

Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno dell'8 settembre 2018  

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie