una mela al giorno

Il dopo-feste, tra l'invito alla dieta antinfiammatoria e il fenomeno della pillola dimagrante

Nicola Simonetti

Accantonato il capitolo pranzi e cene a forchetta libera, ci si ritrova a fare i conti con la ciccia accumulata per surplus di cibo ingerito, spesso ipercalorico, ricco di prodotti ultraprocessati

Accantonato il capitolo feste, pranzi e cene a forchetta libera, ci si trova, ora, a fare i conti con la ciccia accumulata per surplus di cibo ingerito, spesso ipercalorico, ricco di prodotti ultraprocessati (in Italia, sono oltre il 50% di quanto ingerito, ricchi di rischiosi contenuti artificiali: additivi chimici, conservanti, coloranti, aromi artificiali, generose quantità di zucchero, sale, olio di semi ossidati: leggere bene le etichette e diffidare da messaggi tipo "light", "ricchi di fibre", "elevato contenuto proteico”, ecc. e conseguente lieve stato infiammatorio con stanchezza perdurante e covanti malattie cronico-degenerative (cardiovascolari, diabete tipo 2, neurologiche, oncologiche). Campanelli di allarme sono dolori cronici articolari, cefalea, difficoltà digestive e

del sonno. Correre ai ripari è ritenuto urgente per quasi 4 italiani su 10 (indagine Coldiretti).

Il consiglio degli esperti è alimentazione controllata ed esercizio fisico abituale (20-30 m’ di camminata. Marcia, bici al dì). Quindi l’assicurare alll’organismo una quota sufficiente di proteine preferendo il pesce (o, con parsimonia, carne magra, latticini e uova) fra quelle animali ed i legumi fra le vegetali aggiungendovi sempre olio extravergine di oliva, verdure crude o cotte e frutta anche secca (noci, mandorle, semi oleosi, di zucca, di melone ), nella loro forma naturale a km zero.

Non dimentichiamo i portentosi aglio, cipolla, spezie, erbe aromatiche, prezzemolo, curcuma, basilico, salvia, zenzero, peperoncino che sarà utile e bene coltivare sui nostri balconi). Il tutto assicurerà sostanze nutritive di prima qualità, sazietà e soddisfazione. Non stramangiare. Sia regola, rispettare gli orari e gli intervalli fra i 3 pasti principali. Non usare Tv, telefoni, e simili come contorni o adiuvanti. Meglio la convivialità: mangiare con altri, parlare, gustare: stomaco ed intestino ce ne saranno grati; il fegato sarà libero di trovare/eliminare pericolose tossine (causa prima della temuta infiammazione).

Sul campo farmaci, molti hanno intrapreso l’uso di dimagranti (della classe GLP-1 che “tagliano” il senso di fame e originano “avversione al cibo”) e, in Usa, ristoranti e pub si adeguano: menu con mini porzioni e costi ridotti tanto più che, già per i cittadini Usa, è elevato il costo del farmaco che resta tale e, quindi, su prescrizione medica (tante le truffe, anche da noi, via mail e collegati… attenzione) perché ci sono controindicazioni, dosi, tempi da rispettare.

Una delle promesse di Trump è di ridurre, quanto prima, il costo del farmaco che, limitando l’obesità della popolazione,
abbassa anche il numero di infarti, ictus, ipertensione ecc. con vantaggi anche per l’economia del Paese. Ma c’è un AAA. dei ricercatori (“se sospendi il farmaco, la fame torna… segui i consigli medici”).
Di conseguenza, quasi scomparse le "good" offerte, cioè, da molti ristoranti, di piatti scontati del 50% un'ora prima della chiusura: 10-15 volte meno i piatti residui che erano 30-40% del cibo lungo tutta la filiera alimentare, pari a circa 130 miliardi di chili all'anno; per i ristoranti, si tratta di 219 kg di cibo pro capite sprecato donde meno emissioni di metano dalle discariche (6%), evidenziando che il cibo è il materiale più abbondante nei rifiuti americani. Con la diffusione delle mini-porzioni la quota si ridurrà con beneficio anche per l’ecologia e gli Usa perderanno il primato di “terra di sogni, speranze... e rifiuti!”.
E infatti, almeno 30% in meno di spreco di risorse (acqua, terra, energia e lavoro) meno perdite economiche (miliardi di
dollari l'anno). 
Se, anche nelle abitazioni, la “pillola” avrà lo stesso effetto, sarà ridotto in Usa dal 48% al 28% il cibo casalingo buttato via
(ReFed) e crapule, addio. La salute ne guadagna anche in prospettiva.

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