Martedì 27 Gennaio 2026 | 06:36

Bari - Civitavecchia, è festa per il detenuto

 
Liborio Conca

Reporter:

Liborio Conca

Bari - Civitavecchia, è festa per il detenuto

Del resto, la pratica di far risuonare fuochi nei dintorni di un carcere, per occasioni «particolari» o per testimoniare una sorta di messaggio del genere «non ti abbiamo dimenticato» non è inedita

Mercoledì 24 Agosto 2022, 09:30

Qualche mese fa, scorrendo distrattamente la cronaca locale, mi sono imbattuto in una notizia che mi ha colpito; in un certo senso mi ha divertito, per quanto abbia un contesto in origine drammatico. La notizia era la seguente: una famiglia originaria di Bari (o meglio, come raccontava l’articolo, «proveniente da un paesino della provincia di Bari»), era giunta fino a Borgata Vecchia, il quartiere di Civitavecchia dove si trova il carcere della città sulla costa laziale, per far esplodere fuochi d’artificio in occasione del compleanno di un parente detenuto.

Due, stando all’articolo, piuttosto striminzito, sarebbero stati i tentativi inscenati nel corso del mese di febbraio per il rumoroso party. Entrambi, va da sé, notturni: altrimenti i fuochi come fai a farli risplendere in cielo con la luce del giorno. Al secondo tentativo di fiesta, i carabinieri e la polizia penitenziaria della zona sono intervenuti, interrompendo lo spettacolo e sequestrando quattordici scatole piene di materiale pirotecnico (ammazza oh! alla faccia del compleanno, devono aver pensato), denunciando la combriccola – immagino che non sia stato difficile rintracciarla, con il cerino in mano, è il caso di dire – e formulando l’accusa di «accensione ed esplosioni pericolose».

Ora, aumentando se possibile la premessa sul fatto che si tratti di un contesto drammatico (una persona è in carcere, non ho idea per quale reato, e certamente non è buona creanza esplodere quattordici scatole di fuochi di artificio), e insomma ricorrendo alla proverbiale formula «ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale», e perdipiù aggiungendo un doveroso non si fa e non fatelo, questa storia, a pensarci bene, oltre a essere in qualche modo divertente, contiene anche una punta di tenerezza. Non so come definire altrimenti l’idea di infilarsi in automobile nei dintorni di Bari e percorrere cinquecento chilometri fino a Civitavecchia, con il solo obiettivo di far esplodere quattordici scatole di fuochi d’artificio, immagino stipati nel bagagliaio di una vettura piuttosto spaziosa (o forse i parenti viaggiavano in più macchine? Era una carovana? L’articolo non lo specificava).

Del resto, la pratica di far risuonare fuochi nei dintorni di un carcere, per occasioni «particolari» o per testimoniare una sorta di messaggio del genere «non ti abbiamo dimenticato» non è inedita. In modalità meno roboanti, era d’uso a Roma che i parenti dei detenuti nel carcere trasteverino di Regina Coeli riuscissero a comunicare da un balcone posto poco più in alto, sul Gianicolo, semplicemente alzando il tono della voce.

Tornando alla combriccola in viaggio da Bari a Civitavecchia con tanto di ingombrante dotazione pirotecnica, ho pensato alle diverse modalità di racconto possibili, fosse una sceneggiatura cinematografica. Il neorealismo italiano ha costruito la sua leggenda su storie per certi versi non così distanti, ben prima, è vero, che il kitsch facesse il suo ingresso prorompente nella nostra società. Nanni Moretti avrebbe dato un taglio drammatico, amaro, e una bella canzone italiana anni Settanta in sottofondo durante il lungo viaggio in automobile. Sergio Rubini ci aggiungerebbe un tocco felliniano, più sognante, linguisticamente esatto e pieno di locuzioni dialettali. Ma forse quello che andrebbe più vicino a indovinare l’atmosfera giusta sarebbe Checco Zalone, pirotecnico quanto basta per coprire la distanza tra Bari e Civitavecchia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Liborio Conca

Roma, Sud

Biografia:

La Puglia è uno stato d'animo. La si ritrova ovunque anche nella Capitale: ed ecco che tra ulivi sempiterni e luoghi del cuore si possono scovare angoli pugliesi anche a Roma.

Liborio Conca

Calendario dei post

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)