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Sabato 23 Settembre 2017 | 23:53

Altamura ricorda l'apparizione della Madonna de La Salette

Si celebra il centenario della morte di Melania Calvat, la pastorella a cui la Vergine affidò un messaggio religioso ed un segreto. Le sue spoglie riposano ad Altamura • Il programma delle manifestazioni
Melania Madonna de La Salette ALTAMURA - Era il 19 settembre 1846 quando a La Salette, sulle Alpi francesi, la Madonna apparve a due pastorelli consegnando un messaggio religioso ed un segreto. Ne fu depositaria Melania Calvat, una religiosa francese che nel 1904 morì ad Altamura, in Puglia, dopo aver girato l'Italia per fare apostolato su invito di padre Annibale Maria Di Francia, quest'anno diventato santo. Cent'anni dopo la città pugliese ricorda la figura della religiosa con un programma di manifestazioni internazionali, al via domani e fino a sabato.
Negli ultimi mesi della sua esistenza Melania Calvat (1831-1904) si legò ad Altamura. Arrivò in anonimato, per gli altamurani era solo un'anziana signora francese. Andava a messa tutte le mattine, in Cattedrale. La sua identità fu resa nota alla città solo dopo la morte avvenuta il 15 dicembre del 1904. Era Melania Calvat, la pastorella di La Salette, figura controversa e finora poco studiata ma significativa per la storia della Chiesa e per lo scenario politico europeo tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, oltre che per i legami con il filosofo francese Jacques Maritain, che conobbe la vicenda de La Salette e la figura di Melania attraverso Leon Bloy e si convertì.

L'apparizione della Madonna di La Salette

L'apparizione della Vergine de La Salette è senz'altro meno nota di quella di Lourdes ma la precede (La Salette, 1846; Lourdes, 1858). La «bella signora» era apparsa a Melania Calvat e a Maximine Giraud. Piangeva e recava sul petto un crocifisso, il martello e le tenaglie, i simboli della Passione. Affidò ai due pastorelli innanzitutto un messaggio che conteneva un rimprovero all'umanità e ammoniva gli uomini a non bestemmiare e a non lavorare nei giorni di festa. Quindi un segreto con un appello al Papa e al clero e un apostrofe a Napoleone III. La Chiesa nel 1851 riconobbe l'autenticità dell'apparizione de La Salette e del Messaggio della Madonna.
Dopo una serie di accertamenti, l´apparizione fu infatti riconosciuta autentica dal vescovo di Grenoble, Philibert de Bruillard. Quello che è controverso è invece il segreto, ricco di riferimenti apocalittici, di cui la pastorella scrisse, nel corso degli anni, più di una versione. Nel segreto si annunciavano castighi della giustizia divina, grandi calamità per la Francia e l'Europa e la rovina di Parigi, veniva condannata la corruzione del clero e si puntava il dito contro Napoleone III, accusato di cesaropapismo. Per queste ragioni fu addirittura minacciato uno scisma dalla Chiesa di Roma.
A cento anni di distanza l'Archivio Biblioteca Museo Civico (Abmc) in collaborazione con la Diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti, la Congregazione dei Padri Rogazionisti, le Figlie del Divino Zelo dell'Istituto Antoniano di Altamura, con il contributo dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Altamura e il patrocinio del presidente della giunta Regionale della Puglia, del presidente della giunta della Provincia di Bari e del Comune di Galatina, dedica un ricco programma.

L'incontro con Sant'Annibale Maria di Francia

Il maggiore studioso della vita e dell'opera di Melania è padre Angelo Sardone. «Il mio interesse per Melania Calvat non è legato alla vita o al segreto, tra l´altro controverso, ma ai suoi rapporti con il fondatore della congregazione dei Padri Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo, Sant'Annibale Maria di Francia», spiega il consultore rogazionista.
«Padre Annibale, che non entra nel merito delle diatribe sul segreto ma accoglie il messaggio de La Salette, aveva cercato Melania Calvat perché in quegli anni la sua congregazione femminile era stata sospesa dall'Arcivescovo a Messina e Melania aveva esperienza nella formazione e educazione delle giovanette e delle comunità religiose - aggiunge -. Sant'Annibale andò in cerca di Melania e andò a trovarla personalmente a Galatina nel 1897. Fu con lei per tre giorni cercando di convincerla ad andare a Messina. Lei sulle prime non volle seguirlo, ma poi andò a Messina e rimase lì un anno e diciotto giorni, rimettendo in sesto la congregazione femminile delle Figlie del Divino Zelo. Sempre a Messina, per ubbidienza a Padre Annibale che riteneva suo superiore, scrisse la sua autobiografia in italiano».
L´incontro tra Altamura e Melania Calvat fu anche l'occasione dell'incontro tra la città e padre Annibale Maria di Francia. Il 14 dicembre 1905 il padre messinese, fondatore dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo, celebrò la solenne commemorazione funebre in Cattedrale ad un anno dalla scomparsa. Nel 1916 fondò un orfanotrofio per i figli dei soldati morti in guerra. Il 19 dicembre del 1918 compì l´esumazione del corpo di Melania dal cimitero di Altamura per trasportarlo e tumularlo nella chiesa dell'Immacolata (oggi Sant'Antonio) e per affidarlo alle Figlie del Divino Zelo. Molti anni prima, sei mesi dopo la morte, il corpo di Melania Calvat era stato trovato intatto, come risulta da alcuni documenti.
Onofrio Bruno

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