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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 01:31

Tafferugli davanti al cantiere

Tap, Polizia carica manifestanti
Coinvolti due consiglieri regionali

Ieri la sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto gli appelli della Regione confermando la correttezza delle procedure

Tap, polizia carica manifestanticontro espianto degli ulivi

MELENDUGNO (LECCE) - I manganelli della polizia, le cariche, a più riprese. E poi i sassi dei manifestanti, i malori della gente, gli spintoni. Otto i feriti, tutti in maniera lieve, tra agenti e attivisti: è stata una giornata di tensione quella trascorsa davanti ai cancelli del cantiere Tap di Melendugno dove sono ricominciati i lavori di espianto di circa 200 ulivi dal tracciato del microtunnel del gasdotto che porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan e dove da giorni protestano gli attivisti 'No Tap': chiedono la sospensione delle operazioni di eradicazione degli alberi e sono contrari al progetto di Trans-Adriatic Pipeline.

Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno cinturato il cantiere in località San Basilio, a San Foca di Melendugno, e forzato per tre volte i sit-in messi in atto da un centinaio di manifestanti, mentre un elicottero della polizia sorvolava la zona, presidiata da circa 300 persone, tra cui anche una cinquantina di studenti di scuole medie superiori, accompagnati da docenti. «E' una giornata triste per la democrazia», dice il sindaco di Melendugno, Marco Potì. «Quando sono avvenute le cariche - racconta - sono stato allontanato insieme a sei sindaci con la fascia, a consiglieri regionali, a donne e bambini: il capo di una società privata ha chiesto e ottenuto la protezione dello Stato italiano per fare la sua attività e lo Stato italiano ha inteso assecondarlo malgrado il parere negativo di istituzioni e cittadini».

Ancora più duro il governatore della Puglia: «Il Governo - attacca Michele Emiliano - dà la misura della sua incapacità di ascoltare e elaborare politicamente le richieste di una regione». La Puglia - ricorda il governatore - non ha mai detto no al gasdotto Tap, ma vuole favorirne la realizzazione attraverso una sua diversa localizzazione. La Regione ha annunciato che sarà impugnata davanti al Tar la nota del ministero dell’Ambiente con la quale ieri ha 'autorizzatò Tap ad effettuare le attività preparatorie alla effettiva fase di inizio dei lavori dell’approdo. Una nota - dice il ministro Gian Luca Galletti - emanata nel rispetto delle normative vigenti. «La Commissione VIA, organismo di valutazione indipendente dal ministero e da ogni indirizzo politico, - precisa infatti il ministro - ha prima valutato per mesi con il massimo rigore scientifico e poi dato parere favorevole con prescrizioni al progetto Tap: ciò significa che questo, ottemperate le prescrizioni della VIA, rispetta in pieno le normative vigenti a tutela dell’ambiente».

Intanto mentre fuori avvenivano i tafferugli, nel cantiere continuavano - intervallati da sospensioni rese necessarie da motivi di sicurezza - i lavori di espianto degli ulivi (che successivamente saranno nuovamente piantati nella stessa area), trasportati con camion scortati da mezzi delle forze di polizia nel sito di stoccaggio 'Masseria del Capitanò. Ed è stato proprio quando uno dei camion ha varcato i cancelli, dopo che la polizia aveva caricato già un paio di volte, che i manifestanti hanno cominciato a lanciare sassi, colpendo due agenti, rimasti leggermente contusi. Al tentativo dei manifestanti di forzare il cordone, le forze dell’ordine hanno reagito con una nuova e breve carica. Sei complessivamente i contusi tra i manifestanti. Il consigliere regionale del M5S, Cristian Casili ha riportato lividi sulla schiena determinati - ha raccontato - dalle spinte della polizia con gli scudi. Con lui anche i consiglieri regionali Antonio Trevisi (M5S) e Cosimo Borraccino (Si). Nel corso dei tafferugli, avvenuti a più riprese, alcuni attivisti sono stati colti da malore. Tra questi anche Ippazio Luceri, 65 anni, da giorni in prima linea e da una settimana in sciopero della fame. L’uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato in ospedale.

Il presidio davanti al cantiere andrà avanti ad oltranza. In serata Emiliano ha convocato via telematica la prima riunione del tavolo tecnico-politico che è stato formato tra Regione e i sindaci interessati alla vicenda: "è ancora pendente - ricorda - un ricorso presso la Corte Costituzionale sulla autorizzazione unica. La Puglia non è mai stata messa nelle condizioni, durante le procedure preliminari, di indicare il luogo dove voleva avere l’approdo».

VIA LIBERA - Il Ministero, ieri, aveva dato il via libera a Tap all’espianto degli oltre 200 ulivi sul tracciato del microtunnel del gasdotto comunicandolo al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, che lo scorso 22 marzo aveva chiesto al Ministero di chiarire alcuni aspetti in seguito ad un incontro col sindaco di Melendugno e con altri sindaci della provincia.

Per il Ministero «sono soddisfatte le condizioni della prescrizione 'A 44' per la porzione di progetto esaminata». Per l’attività di espianto degli ulivi la nota evidenzia che «si ribadisce ancora quanto già rappresentato il 17 marzo scorso e che le attività di espianto asseriscono alla fase dei lavori convenzionalmente indicata come fase '0'». Tap ha annunciato di essere pronta a riprendere già da oggi l’espianto degli ulivi. Finora quelli espiantati e piantumati momentaneamente nel sito di stoccaggio di masseria del Capitano sono 33.

La notizia del via libero del Ministero è arrivata contestualmente a quella della sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, ha dato il via libera alla realizzazione del Tap, il gasdotto dell’Adriatico. Respingendo gli appelli proposti dalla Regione Puglia, Palazzo Spada ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione Via avesse vagliato tutte le problematiche naturalistiche. Riconosciuto anche l’avvenuto rispetto del principio di leale collaborazione tra poteri dello Stato.

Con la sentenza n. 1392, la IV Sezione del Consiglio di Stato ha respinto gli appelli proposti dal Comune di Melendugno e dalla Regione Puglia nei confronti della sentenza del Tar (l'udienza di discussione si era tenuta il 9 marzo) sul Tap - Trans Adriatic Pipeline.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale resa dalla Commissione Via avesse approfonditamente vagliato tutte le problematiche naturalistiche e che anche la scelta dell’approdo nella porzione di costa compresa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri (all’interno del Comune di Melendugno) fosse stata preceduta da una completa analisi delle possibili alternative (ben undici).

Inoltre è stato escluso che l’opera dovesse essere assoggettata alla c.d. «Direttiva Seveso» ed è stato riconosciuto l’avvenuto rispetto del principio di leale collaborazione tra Poteri dello Stato nella procedura di superamento del dissenso espresso dalla Regione alla realizzazione dell’opera.

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