Sabato 24 Gennaio 2026 | 19:29

Concorso infermieri Puglia, l'Ordine contro la preselettiva: «Rallenterebbe l’assunzione in tempi critici»

Concorso infermieri Puglia, l'Ordine contro la preselettiva: «Rallenterebbe l’assunzione in tempi critici»

 
Redazione online

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Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche chiedono alla Regione e all’Asl Bari di procedere direttamente alle prove scritta e pratica per 1.000 posti, evitando ritardi e costi aggiuntivi

Sabato 24 Gennaio 2026, 17:52

Gli Ordini delle Professioni infermieristiche della Puglia hanno inviato una nota ufficiale alla Regione Puglia e all’Asl Bari per chiedere di non attivare la prova preselettiva nel concorso pubblico unico regionale per infermieri, relativo a mille posti. Secondo gli Opi, la preselettiva «allunga i tempi in una fase di grave carenza di personale», «genera costi aggiuntivi per il sistema sanitario» e «non è necessaria, come già dimostrato dal precedente concorso regionale svolto senza preselezione».

Nel documento, gli Ordini spiegano che la richiesta di procedere direttamente con le prove scritta e pratica rappresenta «l'unica soluzione che coniuga l’interesse pubblico con i principi di efficienza, economicità e tempestività dell’azione amministrativa». A supporto della posizione, viene richiamata l’esperienza del precedente concorso regionale, svolto senza preselezione, che ha prodotto una graduatoria di oltre quattromila idonei completamente utilizzata.

Gli Opi sottolineano, inoltre, che l’introduzione di una fase preselettiva comporterebbe «un inevitabile allungamento dei tempi di espletamento della procedura» in un contesto segnato da carenze strutturali di personale e da un fabbisogno assistenziale crescente. Dal punto di vista economico, la preselezione determinerebbe «costi aggiuntivi rilevanti» per logistica, personale e servizi. Alla luce di pensionamenti imminenti, dell’attuazione del DM 77 e dell’assenza di graduatorie attive, gli Ordini ribadiscono che «una procedura semplice e diretta è necessaria per garantire risposte rapide e strutturali al sistema sanitario regionale».

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