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emergenza

Incubo tumori nel Salento
Radon sotto accusa

Le concentrazioni medie annue di Radon sono superiori nel gruppo di cinque comuni (Castrignano del Capo, Melendugno, Minervino, Nardò e Otranto)

pericolo gas radon

di TIZIANA COLLUTO

LECCE - Sottostimata all’inizio, vera emergenza dopo: la concentrazione anomala di Radon nelle case e in molti edifici pubblici fa del Leccese un caso nazionale.
Minervino di Lecce, Campi Salentina e Otranto sono i comuni in cui è stato riscontrato il maggior numero di abitazioni con valore medio superiore al livello di riferimento di 300 Bq/m3. In corso sono le misurazioni negli appartamenti di altri dieci comuni.
Si ha urgenza di sapere e, soprattutto, di capire se nel Salento l’esposizione massiccia e continuata a questo gas naturale possa essere inquadrata come una delle cause principali dell’impennata spaventosa di tumori al polmone. Non c’è, infatti, solo il carbone dell’Ilva e di Cerano. Che il Radon sia cancerogeno è noto da almeno 28 anni. Che abbia una stretta correlazione con il carcinoma polmonare, anche nel Leccese, è la conferma che sta arrivando dai monitoraggi avviati da Arpa Puglia.
Il Salento, si sa, è al primo posto in Italia per diffusione di questa neoplasia: sono mediamente 536 i nuovi casi rilevati ogni anno e 461 i decessi. La possibilità di sopravvivenza a dodici mesi dalla diagnosi, infatti, è decisamente scarsa. Il trend è in leggero decremento negli uomini e in aumento nelle donne. E la sigaretta non è una spiegazione: studi Asl hanno dimostrato che di certo i leccesi non fumano di più rispetto agli altri. C’entra anche il Radon?

Nel giugno 2014, Arpa ha consegnato i risultati del primo monitoraggio annuale effettuato a mezzo di dosimetri posizionati all’interno del campione di 200 abitazioni selezionato secondo specifici criteri selettivi. Tra gli altri, il fatto che lì abbiano vissuto pazienti oncologici.
Si è trattato di un primo studio, che ha dato indicazioni fondamentali.
Innanzitutto, è risultato evidente che le concentrazioni medie annue di Radon sono superiori nel gruppo di cinque comuni (Castrignano del Capo, Melendugno, Minervino, Nardò e Otranto) in cui l’incidenza di carcinoma polmonare è più elevata rispetto alla media regionale. Tranne che per Melendugno, è stata dimostrata una «differenza statisticamente significativa» rispetto al gruppo degli altri cinque comuni (Campi Salentina, Leverano, Ruffano, Salve e Supersano) in cui, invece, ci si ammala di meno rispetto al resto della Puglia. L’unica anomalia risulterebbe per Campi, seconda solo a Minervino per concentrazione media annua. Qui, oltre che a Otranto e a Nardò, sono stati registrati i picchi più alti.

Un altro dato emerso riguarda i tempi: il Radon si accumula di più d’inverno che d’estate. E questo è comprensibile: aprire porte e finestre per ventilare gli ambienti è il primo metodo per bonificarli.
La ricerca in corso potrebbe confermare questi risultati. Sotto la lente ci sono ora ulteriori dieci comuni, selezionati per la seconda fase del progetto in base agli ultimi dati disponibili relativi all’incidenza del tumore polmonare in provincia. Si tratta di Casarano, Copertino, Cutrofiano, Galatina, Maglie, Poggiardo, Squinzano, Surbo, Taviano e Tricase.
Ciò che è certo, però, è che l’unico metodo sicuro per determinare quanto Radon ci sia è la misurazione diretta in ogni edificio, perché i valori possono variare anche nello stesso paese e persino nello stesso palazzo.

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