Sabato 14 Marzo 2026 | 13:36

Fatture false e bancarotte, scoperta la frode fiscale da 12 milioni di una società foggiana: denunciati 3 imprenditori

Fatture false e bancarotte, scoperta la frode fiscale da 12 milioni di una società foggiana: denunciati 3 imprenditori

Fatture false e bancarotte, scoperta la frode fiscale da 12 milioni di una società foggiana: denunciati 3 imprenditori

 
Redazione online

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Fatture false e bancarotte, scoperta la frode fiscale da 12 milioni di una società foggiana: denunciati 3 imprenditori

L'indagine tra Lecce e Foggia: scattano i sigilli a beni per 2 milioni di euro tra conti correnti, autovetture e immobili

Sabato 14 Marzo 2026, 11:21

Con le accuse di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e indebita compensazione, la Guardia di finanza di Lecce ha eseguito il sequestro preventivo di beni per 2 milioni di euro, conti correnti, autovetture e immobili, riconducibili a tre imprenditori e alle diverse società coinvolte nel presunto raggiro.

L’indagine dei finanzieri del comando provinciale di Lecce è stata coordinata dalla Procura di Foggia, che ha scoperto un complesso meccanismo elusivo messo in atto da un gruppo societario, con sede legale nel capoluogo dauno, amministrato di fatto da un imprenditore 50enne del Nord Italia residente a Nardò, attivo nel settore degli autotrasporti. L’inchiesta è partita dal monitoraggio su una macchina di lusso, una Ferrari intercettata a Nardò e intestata ad una società di autotrasporti di Foggia. Gli accertamenti hanno permesso di documentare come l'imprenditore, in concorso con altri due soggetti, fosse responsabile di una serie di condotte fraudolente che consistevano principalmente nell’assumere, con imprese compiacenti e fittiziamente interposte, un elevato numero di ignari lavoratori dipendenti, con l’unica finalità di consentire alle società clienti di abbattere il costo del lavoro. Le imprese coinvolte avrebbero così operato in totale evasione delle imposte, omettendo anche il versamento degli oneri contributivi, previdenziali e assistenziali.

Le fatture emesse per prestazioni di servizio ritenute fittizie ammontavano a 12 milioni di euro. Gli amministratori di fatto poi, attraverso una serie di operazioni contabili dolose, "svuotavano» le stesse società, sino a cagionarne il fallimento. Gli investigatori hanno proceduto anche all’assoggettamento alle imposte dei guadagni derivanti dalle attività illegalmente svolte, per un importo pari a 3 milioni di euro.

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