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Sabato 20 Gennaio 2018 | 06:23

due ricorsi al Tar contro l'allungamento della pista

Aeroporto di Foggia
altra grana da risolvere
il «no» dei proprietari dei suoli

Aeroporto di Foggia altra grana da risolvere il «no» dei proprietari dei suoli

di Massimo Levantaci

FOGGIA - I guai per il Gino Lisa non finiscono mai. La conferenza di servizi per la variante urbanistica (aperta nel febbraio 2012) è stata archiviata poche settimane fa a causa dei ricorsi ancora pendenti sui terreni adiacenti l’attuale sedime aeroportuale dove sono previsti i lavori di allungamento della pista. I ricorsi al Tar risalgono allo stesso anno, uno dei due proponenti si ritiene danneggiato dalla rinuncia a un “housing sociale” previsto nel cono d’ombra dello scalo e dunque cancellato dal piano dei rischi approvato dal Comune. L’altro ricorso ricade invece proprio sull’area dove avverrà il prolungamento. L’udienza a distanza di così tanto tempo non è stata ancora fissata (probabilmente anche per inerzia dei proprietari), ma tanto basta a costituire una doppia pregiudiziale sui lavori di ampliamento.

I proprietari dei terreni chiedono infatti la revoca dell’intero progetto considerandolo illegittimo: il responsabile unico del procedimento, l’ingegner Antonio Bruno, risulta infatti essere anche il progettista del prolungamento e ciò sarebbe in palese violazione con le norme urbanistiche. Un cavillo burocratico, tanto più che Aeroporti di Puglia avrebbe già risposto per vie informali agli avvocati dei due proprietari sostenendo di aver affidato il progetto definitivo ad altro progettista. Probabile che i proprietari dei suoli cerchino soltanto una buonuscita per concedere il via libera, ma intanto tengono il piede fermo sull’uscio per non far chiudere questa possibilità. Così senza variante urbanistica, si possono organizzare tutti i gruppi di lavoro che si vuole ma nemmeno un ruspa potrà entrare sui terreni opzionati. Una grana che andrebbe risolta prima o in concomitanza con l’elaborazione del progetto logistico per evitare brutte sorprese quando i lavori potrebbero effettivamente iniziare e ci si accorgerà del blocco dei ricorsi. La conferenza di servizi può infatti essere riaperta e integrata con le novità eventualmente intercorse. Il problema comunque è noto ad Aeroporti di Puglia, la notifica di mancata approvazione della commissione di Via è infatti datata settembre 2017.

«tempi brevi» Intanto è stato differito di «qualche giorno» il sopralluogo di Protezione civile e Aeroporti di Puglia al Gino Lisa, forse se ne riparlerà il 19 dicembre. Lo slittamento della data (che fonti ufficiali della Regione avevano indicato per la giornata di ieri) pare sia stato deciso su richiesta della Protezione civile che dovrà stabilire sul piano tecnico-logistico cosa bisogna fare nello scalo foggiano per farne un polo d’interesse pubblico legato alle attività di protezione civile e di soccorso. L’aspetto più rilevante della riunione convocata mercoledì scorso dall’assessore Nunziante (al di là dell’accelerazione data alla delibera regionale) è nel «gruppo di lavoro» che sarà formato da tecnici dell’assessorato ai Trasporti, della stessa Protezione civile e di Aeroporti di Puglia. E nei «tempi brevi» in cui il gruppo di lavoro dovrà organizzare le funzioni all’interno del Gino Lisa che sarà scalo regionale della Protezione civile pur continuando a essere un aeroporto civile a tutti gli effetti, con l’arrivo di voli charter e di linea che anzi la Regione promette di promuovere e incrementare. Una doppia scommessa sulla quale il comitato Vola Gino Lisa, ispiratore del tavolo convocato da Nunziante, forse opportunamente evita di pronunciarsi limitandosi a fornire un giudizio sommariamente positivo su quanto si è discusso il 13 dicembre. Il progetto è ambizioso e forse l’unico possibile per dare un futuro al Gino Lisa. Tanto più che ha già incassato il via libera del presidente Vito Riggio dell’Enac (ente nazionale aviazione civile), scettico invece sulla possibilità che i voli dallo scalo di viale degli Aviatori possano riprendere davvero. Al gruppo di lavoro la Regione affida anche il compito di «attivare la procedura di riconoscimento del Servizio di Interesse Economico Generale, utile a coprire con fondi pubblici anche la futura gestione dell'aeroporto foggiano».

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