Martedì 14 Agosto 2018 | 17:38

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Spariscono 1.500 metri di cavi elettrici

Foggia, nuovo casello
già depredato dai ladri

Autostrade: li rimetteremo solo quando potremo aprire

Foggia, nuovo casello  già depredato dai ladri

di Massimo Levantaci

FOGGIA - Era illuminato fino a pochi giorni fa il nuovo casello di Foggia Sud, ancora inaccessibile alle auto ma pieno di luci che ne presupponevano l’imminente apertura. Oggi è desolatamente spento, ancora con l’ingresso sbarrato per una questione di autorizzazioni ministeriali non ancora rilasciate e di pagamenti da effettuare. Ma già cannibalizzato dagli implacabili predoni del rame che durante il lungo ponte natalizio hanno rubato 1500 metri di fili della corrente elettrica. Autostrade così ha deciso di non rimettere a posto i cavi e di tenere spento il casello, almeno fino a quando non potrà essere aperto. Quando questo accadrà è difficile stabilirlo oggi - rispondono così dalla società Autostrade - ma comunque si ritiene che il conto alla rovescia possa cominciare dal prossimo 9 gennaio quando molti uffici riapriranno e si verrà a capo finalmente di questa ennesima incompiuta.

La storia del secondo casello di Foggia sull’A14 va avanti infatti da nove anni, da quando l’allora ministro dei Lavori pubblici Antonio Di Pietro annunciò un’apertura dedicata sull’autostrada all’area industriale di borgo Incoronata, pressato com’era dall’allora presidente degli industriali Eliseo Zanasi. Ma ora che tutto è pronto, gli automobilisti passano increduli senza potervi entrare e non ne capiscono le ragioni. Al Comune l’intoppo lo spiegano con la «diffidenza di Autostrade» a prendere per buone le rassicurazioni sul pagamento già fornite da Palazzo di città. Ieri anche dall’Asi è partito un altro sollecito alla società: si chiede se la bozza aggiuntiva, sottoscritta prima di Natale da Comune di Foggia, Confindustria e dallo stesso consorzio industriale sia stata recepita da Autostrade e girata al ministero delle Infrastrutture per la controfirma. Tutto si sistemerà - l’impressione che circola - non appena l’Italia si rimetterà in moto dopo la Befana. Sta di fatto però che il casello e il GrandApulia dovevano aprire insieme, il 30 novembre. Ma poi, come molti ricorderanno, c’è stato lo “stop and go” della Procura al centro commerciale per il presunto inquinamento ambientale (capitolo ancora aperto), mentre il casello continua a essere inutilizzabile.

Nel frattempo dal Comune assicurano che i soldi per Autostrade ci sono (778mila euro), ma saranno pronti a marzo per i tempi tecnici del bilancio: «Abbiamo fornito ad Autostrade le più ampie garanzie sul pagamento - risponde l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Bove alla Gazzetta - Autostrade oltre alla delibera chiede ulteriori garanzie e non gliele forniremo: entro il 31 gennaio il sindaco si è impegnato a rilasciare un ulteriore impegno di spesa, la nota è stata già trasmessa al dirigente, Carlo Dicesare per gli adempimenti formali. Il Comune si è impegnato anche ad anticipare anche la quota della Provincia, come prevede la convenzione. Cosa vogliono di più? Davvero inspiegabile tutta questa diffidenza».

Il Comune (e la Provincia) devono quei 778mila euro ad Autostrade per i lavori eseguiti al servizio del casello. Parliamo di tutte le strade di interconnessione dall’area industriale al nuovo “Foggia Sud” fino alla statale 16, tutte rese aperte e transitabili la mattina all’alba del 20 dicembre dopo la lettera di sollecito spedita dall’Asi il giorno prima in vista dell’inaugurazione del GrandApulia. Non era difficile, infatti, prevedere un massiccio afflusso di visitatori al centro commerciale così Autostrade la mattina del 20 tolse i blocchi. «Ora - ricorda il presidente dell’Asi, Franco Mastroluca - è inaccessibile solo la strada che porta al casello, ma ci auguriamo che la bozza aggiuntiva già firmata da noi, Comune e Confindustria venga al più presto controfirmata anche da Autostrade e che il ministero possa darci finalmente il via libera. Quell’opera è fondamentale per la viabilità interna e esterna e non soltanto per il centro commerciale».

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