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Storie a Mezzogiorno, Bari dice addio alla ditta di giocattoli Carrassi

Lo storico negozio in via Sagarriga Visconti ad angolo con via Calefati chiuderà per sempre i battenti tra qualche giorno

18 Giugno 2022

Graziana Capurso (Video Di Santo-Bellomo ArtsMedia)*

BARI - «Giocare è una cosa seria», ma a Bari forse non è proprio così. Dopo decenni di onorato servizio lo storico negozio di giocattoli del quartiere Libertà chiude ufficialmente i battenti. 

Siamo in via Sagarriga Visconti angolo via Calefati presso la “storica ditta di giocattoli Carrassi”. Un nome e una garanzia: non c’è adulto o bambino del quartiere che non si sia fermato qui per regalare e regalarsi qualche piccola gioia. Un’istituzione, una delle assi portanti su cui si poggia il quartiere Libertà.

Tra qualche giorno il negozio dovrebbe chiudere, per sempre. Se ne parla da un po', la notizia dovrebbe essere stata assorbita e il colpo assimilato ormai, ma la chiusura delle saracinesche sempre più vicina rende il dispiacere ancora più reale. La proprietà ha deciso che quel negozio non serve, che in quel locale ci si può fare qualcos’altro, magari di più redditizio e quindi niente più giocattoli e regali al Libertà.

Siamo andati in giro tra i residenti per ascoltare il parere delle persone. Abbiamo fatto anche alcune ricerche e pare che i proprietari storici siano passati a miglior vita e che la scelta di chiudere baracca e burattini (è il caso di dirlo) sia degli eredi.

Abbassare il canone d’affitto e tenere in vita questo pezzo di storia, trovare un acquirente che lo rilevi e lo lasci intatto, chiamare la Sovrintendenza o il Genio della Lampada: il quartiere Libertà non si rassegna, tutti cercano una soluzione per evitare quello che sembra inevitabile. “Chiama Decaro” vale ancora?

Basta passeggiare vicino le vetrine del negozio che il tuffo nella nostalgia è garantito: i giochi sono lì dalla notte dei tempi, il magazzino va svuotato e dall’operazione di svendita messa in atto dal giocattolaio riemergono veri e propri gioielli di archeologia moderna.

La consapevolezza che a breve quel posto non esisterà più lascia l'amaro in bocca ad ogni acquisto: siamo vecchi, quel mondo di plastiche colorate e improbabili attività ricreative è un mondo andato e, forse, è ora di arrendersi e fare spazio a quelli che al caro negozio di giocattoli preferiscono uno spazio vuoto da trasformare nel prossimo Beauty Bar o nell’ennesimo All-you-can-eat.

«"Facit na telefonà a Decar" - dicono in dialetto - non lasciamo che questo posto scompaia e basta, non lasciamo che venga dimenticato e basta, non lasciamolo andare via» chiedono i residenti, grandi e piccini. Giocare è una cosa seria, sognare lo è  ancora di più.

*Speciali a cura di Graziana Di Santo e Fabrizio Bellomo (ArtsMedia) per la Gazzetta del Mezzogiorno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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