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Docente universitario

RIMINI - Paolo Fabbri, addio semiologo amico Umberto Eco

È morto a Rimini, dopo una lunga malattia, Paolo Fabbri, 81 anni, semiologo amico di Umberto Eco

RIMINI - È morto questa mattina a Rimini, dopo una lunga malattia, Paolo Fabbri, 81 anni, semiologo, docente universitario, fratello di Gianni, storico gestore della discoteca Paradiso di Covignano. Paolo Fabbri ha insegnato all’estero e in Italia, per l’Università di Bologna fino al 2002 fu docente di Semiotica delle Arti al Dams. Amico di Umberto Eco e Carlo Bo, Fabbri ha lasciato numerosi scritti ed interventi, negli anni aveva anche collaborato con il quotidiano l'Unità curando la rubrica settimanale «Parole, parole, parole». A Rimini, sua città natale è stato direttore fino al 2013 della Fondazione Federico Fellini.

In nome dell'antica amicizia e stima, Umberto Eco trasformò Paolo Fabbri, semiologo di fama mondiale, morto a 81 anni, in un personaggio de «Il nome della rosa», nelle vesti di «Paolo da Rimini», bibliotecario ed erudito soprannominato abbas agraphicus. Lo ricorda in una nota l'Università di Urbino, che piange la morte di uno dei fondatori, insieme a Carlo Bo e Pino Paioni del Centro di Semiotica dell’Ateneo, «punto di riferimento per la cultura internazionale - dice il rettore Vilberto Stocchi -. Memorabili i seminari estivi con i più importanti studiosi europei, Roland Barthes e Cvetan Todorov solo per citarne alcuni, ai quali Fabbri e Umberto Eco facevano da amabili anfitrioni e che si traducevano in pubblicazioni che hanno lasciato il segno. Di questo e della sua affabile umanità saremo sempre debitori».

Dal 2013 era diventato Direttore del Centro Internazionale di Scienze Semiotiche, «rivitalizzandone la tradizione e riportando Urbino al centro del dibattito internazionale degli studi semiotici, umanistici e sui linguaggi». Tra le sue eredità anche i «Quaderni di lavoro del Centro e la collana editoriale La tradizione del nuovo, curata da Paolo Fabbri nella consapevolezza che le tradizioni culturali debbano essere continuamente ritracciate e reinventate. Tra gli ultimi volumi quello dedicato al concetto di simbolo, che riattualizza un saggio di Umberto Eco, cui il centro di Urbino è dedicato. «Per lui la semiotica - ricorda Uniurb - era un progetto capace di creare reti e seminare idee al di là della disciplina, che ci insegna che è possibile lasciare tracce anche oltre il tempo che ci è concesso».

«Intellettuale che ha saputo innovare, esponente fra i più importanti del panorama culturale italiano e della nostra regione». È il cordoglio del presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini per la morte del semiologo Paolo Fabbri. «Se ne va un intellettuale che ha saputo innovare studio e insegnamento della parola e del linguaggio, trasmessi in ogni forma espressiva. Per 25 anni professore al Dams di Bologna, dove insieme a Umberto Eco aprì la strada a un nuovo insegnamento della semiotica, direttore dell’Istituto di cultura italiano a Parigi, insignito del Sigismondo d’Oro dal Comune di Rimini, la sua città, nel dicembre scorso, Paolo Fabbri ha rappresentato uno degli esponenti più importanti del panorama culturale italiano e della nostra terra».

«Con lui una ventata di modernità entrò negli studi umanistici all’Alma Mater facendone una fucina di talenti e creatività, protagonista assoluto della favola Dams degli anni '70 a Bologna, quando i migliori dell’industria culturale italiana entrarono nell’accademia ma senza diventare baroni». Così Mauro Felicori, assessore regionale alla Cultura in Emilia-Romagna, ricorda su Facebook il semiologo Paolo Fabbri morto questa mattina a Rimini (video Youtube - Premio Roberto Morrione).

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