Venerdì 10 Aprile 2020 | 03:09

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Informativa in Senato

Azzolina: «Anno scolastico valido. A scuola se ci saranno condizioni»

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha ribadito che l'anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità e si tornerà a scuola se e quando le condizioni lo consentiranno

La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, durante una informativa in Senato, ha ribadito: «Una misura altamente significativa è quella che sancisce la conservazione della validità dell’anno scolastico 2019-2020. L’articolo 32 del decreto-legge n. 9 recita: «Qualora le istituzioni scolastiche del sistema nazionale d’istruzione non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, l'anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche in deroga a quanto stabilito dall’articolo 74 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297». Azzolina ha ricordato che i ragazzi che non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni.

Azzolina, a scuola se e quando condizioni lo consentiranno - «Si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno». Lo ha ribadito oggi la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina durante una informativa in Senato.

Coronavirus: Azzolina, 1,5 mld nel mondo ora senza scuola - «Oltre tre quarti della popolazione studentesca mondiale è interessata da questa crisi. Un numero spaventoso: 1, 5 miliardi di studenti nel mondo in questo momento non sta andando a scuola. Si tratta di una sfida senza precedenti, che dobbiamo raccogliere. Lo stiamo facendo come Paese in raccordo con l’Unione Europea e con l’UNESCO. Molti Paesi europei - è inutile nascondercelo - sono più attrezzati di noi riguardo alle infrastrutture tecnologiche, eppure in questi giorni sono stata più volte chiamata in causa dai miei omologhi per avere informazioni su come l’Italia stia operando». Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in una informativa in Senato. «Nel nostro Paese, lo ricordo, i ragazzi che non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni e avevano bisogno di risposte», ha aggiunto.

Coronavirus: Azzolina, firmato decreto per riparto 70 mln - Nel Decreto legge n. 18/2020 sono state individuate risorse, pari a 85 milioni di Euro, per l’anno 2020, destinando: 10 milioni alla dotazione o al potenziamento - per le scuole - di piattaforme e strumenti digitali per l'apprendimento a distanza; 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme di apprendimento e per garantire la connettività di rete nei territori ove essa sia carente o mancante; lo abbiamo ripetuto più volte e lo ribadisco: nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide cioè delle differenze infrastrutturali di rete tra i territori: 5 milioni per la formazione del personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza.

«Abbiamo inoltre considerato che spesso le scuole del primo ciclo di istruzione non hanno personale tecnico competente per affrontare le problematiche legate alla gestione delle nuove tecnologie. Così abbiamo deciso, in un momento in cui le competenze digitali fanno la differenza, di mettere a disposizione di queste scuole mille nuovi assistenti tecnici informatici (profilo finora previsto solo per le scuole secondarie di secondo grado), con il compito di assicurare la funzionalità della strumentazione informatica in dotazione agli istituti e per supportare i docenti e gli alunni nell’utilizzo delle piattaforme di didattica a distanza». Nel corso della mattinata di oggi la ministra ha reso noto di aver firmato un decreto ministeriale attuativo, con il quale, individuati i criteri, «stiamo procedendo a ripartire tra le istituzioni scolastiche le risorse, con particolare attenzione a far in modo che i 70 milioni per i dispositivi digitali e la connettività intercettino maggiormente il fabbisogno delle scuole con popolazione scolastica in situazioni socio-economiche di maggior deprivazione e, quindi, più bisognose di dispositivi digitali per la didattica a distanza da dare in comodato d’uso agli studenti. Coerentemente con il dettato normativo, non ho voluto una ripartizione 'a pioggià delle risorse».

«In aggiunta agli 85 milioni, abbiamo inoltre stanziato 8,2 milioni di euro per sostenere l'incredibile lavoro di supporto che in questo momento di inedita crisi stanno svolgendo gli animatori digitali delle istituzioni scolastiche, figure strategiche per la diffusione dell’innovazione a scuola, chiamati a promuovere mai come ora, tra i colleghi, la conoscenza e la formazione circa le nuove metodologie didattiche multimediali», ha aggiunto la ministra Azzolina la quale ha assicurato che è stato inoltre garantito con il Decreto cosiddetto «Cura Italia», all’art. 121 le prime misure per favorire la continuità occupazionale dei docenti e del personale Ata con contratto a tempo determinato, «ai quali abbiamo assicurato il naturale diritto alla proroga del contratto, anche qualora fosse giunto a naturale scadenza nel corso del periodo di emergenza sanitaria, a garanzia del diritto fondamentale ed essenziale all’istruzione e allo scopo di potenziare l’attività didattica a distanza. Come ribadito più volte, lavoriamo affinché nessuno perda il lavoro a causa del COVID-19».

Per poter meglio indirizzare le risorse alle aree del Paese più carenti di dispositivi digitali e di connettività, è stato predisposto dal Ministero un monitoraggio delle singole scuole, in continuo aggiornamento, per conoscere in che modo esse abbiano reagito all’emergenza con la didattica a distanza, quali risorse siano state attivate, quante classi e quanti alunni coinvolti, se abbiano ricevuto aiuti da altre scuole o se, invece ne abbiano forniti.

Coronavirus: Azzolina, 6,7 mln alunni raggiunti da didattica - Il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza, prevede per essa specifiche forme di valutazione; attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto, attraverso mezzi diversi, da attività didattiche a distanza. Sono alcuni dei dati del monitoraggio condotto dal ministero dell’Istruzione in queste settimane e illustrati dalla ministra Lucia Azzolina in Senato. L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità; l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con DSA; il 68% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con BES non certificati; il 48% delle scuole ha svolto riunioni degli organi collegiali a distanza. In Italia i ragazzi che non possono accedere agli edifici scolastici sono 8,3 milioni.

Coronavirus: Azzolina, 43,5 mln per pulizie e igiene scuole - E’ previsto che le scuole si dotino dei materiali per la pulizia straordinaria dei locali e di dispositivi di protezione e igiene personali. «Al riguardo, posso annunciare di aver stamani firmato il decreto ministeriale di ripartizione tra le istituzioni scolastiche delle risorse, per un totale di 43,5 milioni di euro». Lo ha detto in Senato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Azzolina, interventi su valutazioni e maturità - «Agli studenti della scuola italiana, che ci scrivono tutti i giorni e che ringrazio, soprattutto a coloro che sono proiettati mentalmente agli esami e che, per questo, vivono insicurezze dovute all’emergenza che stiamo vivendo, voglio ribadire che io, il Ministero, l’intero Governo, i docenti, il personale, i dirigenti scolastici, la scuola tutta è con loro ed è, mai come in questo momento, per loro», ha proseguito la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

«Seguiranno, dunque, nelle prossime settimane, tutti i provvedimenti relativi alle decisioni che stiamo assumendo; verranno impartite a tutti nuove indicazioni operative, pertanto nessuno si senta nell’incertezza e nessuno, soprattutto tra gli studenti, viva in ansia per la scuola», ha concluso la ministra.

Coronavirus: Azzolina, con didattica chance normalità - «Nel continuare a fare scuola a distanza, nel rispetto di tutte le prerogative professionali del personale, seppur con tutte le differenze di materiali, di connettività, di strumenti, di competenze che necessariamente denotano i singoli e i territori del Paese, noi intravediamo una chance di normalità e di prosecuzione delle relazioni interpersonali, che soprattutto tra i più piccoli e nelle situazioni familiari in cui il virus o la semplice impossibilità di uscire ha portato angoscia e dolore, è aspetto fondamentale per tenere saldo l’equilibrio e rinsaldare la convinzione sincera che tutto sarà superato». Con queste parole la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha terminato il suo intervento per una informativa al Senato.

Maturità: Azzolina, membri interni e presidente esterno - Sugli esami di Stato «abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti ai quali va il mio abbraccio più grande, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Questo approccio non vuole essere finalizzato alla rigidità formale, al contrario intende volgere alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti», ha concluso la ministra.

Coronavirus: Azzolina, didattica distanza sfida e opportunità - «La configurazione concettuale e concreta dell’attività «a distanza» rappresenta una sfida e al contempo un’opportunità nella quale anche noi ci sentiamo chiamati in prima linea. Sentiamo fortissima la responsabilità di rispondere alle aspettative che la società intera ripone nei confronti della scuola, quale avamposto essenziale delle Stato presente nei territori, specie marginali, quale presidio fondamentale di supporto». Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in Senato dove ha ricordato i suggerimenti e le indicazioni messi in campo dal Ministero per una corretta didattica a distanza.

Riguardano cosa si intende per attività didattica a distanza, indicando gli strumenti validi, le metodologie, ma soprattutto gli elementi necessari affinché un’attività possa essere considerata didattica a tutti gli effetti, ossia l’interazione docente-alunno che accompagni la costruzione del sapere, ma che dia anche senso e risposta alle domande esistenziali che gli alunni, soprattutto i più piccoli, si pongono in un contesto nel quale colgono direttamente e indirettamente segnali che li disorientano; i provvedimenti che le istituzioni scolastiche, nel rispetto della normativa vigente in materia, se non già fatto, devono adottare per garantire il diritto alla privacy degli studenti e delle famiglie; una serie di azioni volte a rimodulare la progettazione delle attività di inizio anno, sulla base delle nuove attuali esigenze, adattandola alla didattica a distanza, possibilmente senza che diventi un ulteriore aggravio per le famiglie; le azioni di coordinamento che le scuole, attraverso i singoli docenti e i consigli di classe hanno dispiegato per garantire anche agli alunni con disabilità, con DSA o con bisogni educativi speciali non certificati, di essere pienamente inclusi nelle attività a distanza; così come per le situazioni di alunni ricoverati presso strutture ospedaliere o in cura presso la propria abitazione, nonché per gli alunni che versano in condizione di detenzione; - indicazioni puntuali sulla valutazione delle attività a distanza, lasciando libertà ai docenti di esercitare la valutazione, contemperando secondo un criterio di tipo formativo le diverse necessità di acquisire elementi valutativi per ciascun alunno.

Verrà attivato a breve anche un apposito servizio, a livello nazionale, di help desk a distanza a supporto delle istituzioni scolastiche.

Coronavirus:Versace,Azzolina deludente su studenti disabili - «L'informativa del ministro Azzolina al Senato è stata deludente, poche parole sul sostegno alla didattica per i ragazzi con disabilità e nessuna per le educatrici, per il personale ATA e per gli insegnanti precari. Ci aspettavamo qualcosa di più rispetto alle percentuali di risposta pervenute al ministero sull'attività delle scuole». Così Giusy Versace, deputata di Forza Italia, capo del dipartimento nazionale pari opportunità e disabilità del partito.

«Sono migliaia prosegue - le famiglie con ragazzi disabili che si sforzano di non rimanere indietro e le educatrici sono figure essenziali al buon funzionamento delle attività scolastiche. È inaccettabile che un ministro non riferisca su tali aspetti e ancora peggio che non agisca in tal senso in modo incisivo. Quello che serve oggi sono chiarezza sui metodi per garantire la didattica agli alunni più fragili e certezza sul futuro di chi nella scuola ci lavora garantendo prestazioni essenziali».

Coronavirus: Ronzulli (Fi), no studenti di serie A e B - «Ormai a tutti appare scontato che l'anno scolastico è finito, ma il ministro dell’Istruzione ed il governo non hanno avuto il coraggio di comunicarlo agli alunni e alle loro famiglie. Lei, ministro, deve dire ora cosa accadrà dopo il 3 aprile, perché studenti e famiglie possano organizzarsi». Lo ha detto la vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Licia Ronzulli, dopo le comunicazioni al Senato del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sugli effetti dell’epidemia Coronavirus sulla Scuola.

«Non possiamo accettare - ha aggiunto Ronzulli - che ci siano studenti di serie A che hanno la possibilità, anche economica, di avere strumenti adeguati per seguire le lezioni on line, e studenti di serie B che invece non hanno mezzi adeguati. Non comprendiamo come il ministro dell’Istruzione abbia potuto oggi affermare che il 94 per cento degli studenti stia proseguendo a seguire le lezioni da casa attraverso i pc. E’ un monitoraggio con tutta evidenza non rispondente alla realtà», ha concluso.

Maturità: Uds, bene ministra, ora si decida su seconda prova - «Sono state parzialmente soddisfatte le proposte dell’Unione degli Studenti». A dirlo è la coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti, Giulia Biazzo, dopo l’informativa della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha riguardato anche le novità sulla maturità. «Dopo settimane di pressione, il ministero sta iniziando a darci ragione: la commissione interna è necessaria ad assicurare che ogni studente svolga l’esame sulla base degli argomenti che è riuscito ad affrontare; le differenze nell’applicazione e le disuguaglianze nell’accesso alla didattica a distanza hanno ormai reso impossibile lo svolgimento di un unico programma nazionale».

Gli studenti però aspettano anche altre risposte: «Il ministero deve chiarire definitivamente come sarà svolto l'esame, solo la commissione interna non basta - continua Biazzo - sono ancora troppe le differenze nelle modalità di didattica a distanza: ci sono classi in cui vengono soltanto assegnati compiti ma non sono svolte le lezioni e studenti che, non potendosi permettere un pc o dovendolo dividere con la famiglia, sono totalmente esclusi dalla scuola». «Così non si può fare una seconda prova scritta uguale per tutti - sostiene il sindacato studentesco - abbiamo proposto di sostituirla con una tesina sulla materia d’indirizzo: in questo modo ogni studente potrebbe valorizzare ciò che è riuscito a svolgere. Molti poi non hanno avuto modo di recuperare le insufficienze e di restare al passo con le lezioni: per questo proponiamo di ammettere tutti all’esame; non devono essere requisito per accedere neanche i PCTO e i test Invalsi, al rientro a scuola non ci sarà tempo per svolgerli».

Maturità: Rete studenti, bene Commissione ma servono risposte - «Le dichiarazioni del Ministro Azzolina vanno nella direzione chiesta dalle organizzazioni, ma ancora siamo in una fase embrionale della risoluzione». Lo afferma Federico Allegretti, coordinatore della Rete degli Studenti Medi. «Le nostre proposte sono da tempo sul tavolo della Ministra, ora servono risposte chiare e indirizzi precisi», aggiunge.

Per quando riguarda l’esame di Stato, è confermata la composizione tutta interna della commissione, con l’eccezione del presidente. Nulla invece è stato detto sullo svolgimento delle prove, sulle simulazioni o sui criteri di ammissione, sottolineano gli studenti. E aggiungono: troppe domande restano irrisolte: come si dovrà svolgere l’esame di stato? Quali saranno i criteri di valutazione? Come sarà ridefinito il calendario scolastico? Il Ministero ha il dovere di fare chiarezza, subito.

«Dall’inizio dell’emergenza chiediamo che l’alternanza scuola lavoro e i test Invalsi non siano requisiti di ammissione all’esame, che siano tutti ammessi. Chiediamo di rivedere la seconda prova anche mettendone in discussione l’esistenza stessa. Chiediamo chiarezza su un orale che migliaia di maturandi ancora non sanno come affrontare. Chiediamo che ne sarà della valutazione, quotidiana e relativa all’esame. Ancora oggi non abbiamo risposte. Gli studenti non possono restare sospesi senza sapere cosa li aspetta.

Dal Ministero servono risposte in tempi stretti. Solo così riusciremo a dare un senso ad un anno scolastico ormai compromesso», conclude Allegretti.

Coronavirus: Verducci (Pd), ragazzi continuino a studiare - «È nostro compito permettere ai ragazzi di continuare a studiare. Quello che sta avvenendo può destabilizzare una generazione. La scuola pubblica ci insegna ad entrare nella società. La scuola è emancipazione, ti può indicare un percorso di vita, ti forma. Non possiamo inceppare questo motore che fa crescere i nostri figli. E allora in questa situazione la didattica a distanza deve diventare fondamentale. Perché la scuola fa comunità». Lo dice il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, nel suo intervento sull'informativa del ministro Azzolina.

«E con la didattica a distanza oggi possiamo tenere unito un paese. Dovremo continuare ad investire sulla scuola pubblica, come sulla sanità pubblica. Perché è dalla scuola pubblica che vengono i medici, gli infermieri e gli operatori che stanno salvando questo paese. Dobbiamo mandare avanti la scuola, in tutti i modi: è la vita che prosegue. Facendo attenzione allora a che la didattica a distanza diventi oggi, in questa tragedia, una opportunità e non un problema. Perché un rischio c'è: noi dobbiamo pensare a qui bambini e ragazzi che non hanno la possibilità di avere connessioni, rete e tecnologia. Perché c'è il rischio che ci siano poi ragazzi di serie A e di serie B. È per questo che nel decreto prevediamo risorse per portare la rete la dove non c'è. Questo deve essere il nostro rovello. Perché nessuno deve vedere interrotto il proprio percorso formativo, anche in questa tragedia che stiamo vivendo», conclude.

Coronavirus: Faraone, servono certezze per la scuola - «Sappiamo che uno dei compiti essenziali della scuola è quello di accorciare le distanze sociali e distribuire uguali opportunità a tutti. La quarantena ha messo in stand -by uno dei principi costituzionalmente garantiti. Perché i nostri figli non stanno studiando tutti allo stesso modo: ci sono ragazzi che fanno la foto e mandano su whatsapp i compiti agli insegnanti. Occorre dotare subito tutti degli strumenti per studiare: fate presto, spendete i soldi stanziati e se non bastano, e non basteranno, troviamone subito altri. Lo Stato non può far indebitare famiglie per compare giga e pc. Tanto più che questa emergenza purtroppo durerà fino a non essere più un’emergenza». Così il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone intervenendo in aula al Senato a seguito dell’informativa del ministro Azzolina.

«Non possiamo continuare a gestirla con un filo sottile. Ed è necessario - ha aggiunto - avere una strategia: sfruttiamo la tv pubblica per coprire 5 ore al giorno 5 giorni a settimana la fascia 6-16 anni,capiamo come valutare gli studenti e come svolgere gli esami di fine anno. Pensiamo anche di adottare gli stessi libri di quest’anno. Desidero ringraziare gli insegnanti che stanno dando normalità, scandendo giornate eccezionali ed anche i nostri ragazzi che hanno imparato la lezione più importante: la vita può cambiare in un attimo».

Coronavirus: Maiorino (m5S), emergenza diventi opportunità - «Mai come in questo frangente tutta la classe docente di ogni ordine e grado, da nord a sud del Paese, sta dimostrando l’immenso cuore e la grande dedizione con cui svolgono il proprio lavoro. Il Ministero sta affrontando questa emergenza mettendo in campo ogni mezzo possibile per garantire la continuità didattica e il regolare svolgimento degli esami di Stato, sostenendo lo sforzo di insegnanti e famiglie, e supportando gli studenti che ora più che mai hanno bisogno di sentire la «presenza» della comunità scolastica nella loro vita. La ministra Azzolina è consapevole del digital divide che ancora impedisce ad alcune aree geografiche o istituiti scolastici o singole famiglie di avvalersi a pieno degli strumenti di didattica a distanza, ma questa esperienza sarà la molla per superare quest gap. Le misure prese dal governo vanno esattamente in questa direzione. Sono certa che la scuola italiana uscirà da questa esperienza, ora certamente piuttosto traumatica, arricchita e più efficace di prima». Così Alessandra Maiorino, vicepresidente del gruppo Movimento 5 Stelle in Senato durante il suo intervento in Aula. 

Coronavirus: Pittoni, mondo della scuola vuole chiarezza - Esami a distanza o come in Olanda valutazione in base a crediti (ANSA) - ROMA 26 MAR - «Il mondo della scuola vuole chiarezza. Due proposte per quest’anno: esami a distanza oppure il modello Olanda, che ha già disposto lo stop agli esami e la valutazione finale in base ai crediti conseguiti durante l’anno». Così il senatore Mario Pittoni, presidente della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, dopo l’informativa del ministro Azzolina.

«Un piano di stabilizzazioni del corpo docente - prosegue - che tenga conto dell’esperienza maturata e dei titoli di studio" e «un piano per il sostegno scolastico, che preveda l’immissione in ruolo di chi è già abilitato, con tre anni di servizio alle spalle, e l’attivazione di uno specifico percorso universitario».

«Va inoltre ritirata - conclude - l’ordinanza ministeriale sulla mobilità, che obbliga molti operatori a spostamenti in tempi di blocchi, ripensandola dopo un confronto sindacale».

Coronavirus: M5s, didattica a distanza opportunità per futuro - «Se è vero che il Paese sta vivendo una fase particolarmente delicata, in cui a ciascuno sono richiesti attenzione e senso di responsabilità, altrettanto vero è il fatto che ci si può adeguare alle misure emergenziali introducendo nel nostro quotidiano degli elementi di innovazioni utili anche per il futuro, quando ci saremo lasciati alle spalle la paura del contagio. Conoscere o prendere maggiore dimestichezza con il cosiddetto e-learning è sicuramente una competenza e una modalità di apprendere e insegnare utile. Per questo, in questa fase drammatica, la comunità educante è un prezioso esempio per tutti noi: studenti, docenti, famiglie - insieme - stanno portando a compimento l’anno scolastico grazie agli strumenti digitali, non senza difficoltà ma con dedizione ed entusiasmo». Lo dichiara in una nota Gianluca Vacca, deputato del MoVimento 5 Stelle e capogruppo in Commissione Cultura.

«Io, come docente di lettere, la didattica digitale la sperimentavo nella mia attività - aggiunge - Avevo un blog con le mie classi su italiano storia e geografia, con il quale gestivo l’attività didattica con i miei alunni. Non è un mezzo sostitutivo, è un mezzo complementare: un arricchimento delle metodologie didattiche usate nelle prassi educative».

«Non posso che esprimere soddisfazione per l’impegno messo in campo dalla ministra Azzolina e dal governo che con il decreto #CuraItalia ha stanziato 85 milioni per la didattica a distanza: 10 milioni per favorire l’utilizzo di piattaforme e-learning, 70 milioni per la distribuzione di dispositivi digitali e 5 milioni per formare il personale scolastico. Questi fondi saranno prioritariamente destinati alle famiglie e ai territori più in difficoltà», conclude.

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