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Covid 19 Puglia, da lunedì stop a lezioni in presenza per le ultime 3 classi delle superiori. I sindacati: «Emiliano ritiri l'ordinanza»

Ancora misure restrittive per limitare i contagi da Coronavirus: la decisione del governatore vale dal 26 ottobre al 13 novembre

BARI - Ancora misure restrittive per limitare i contagi da Coronavirus: il governatore Michele Emiliano ha emanato oggi l’ordinanza n. 397 relativa a Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica che dispone lo stop alle lezioni in presenza per le ultime 3 classi delle scuole superiori.  La decisione è arrivata al termine del Tavolo permanente regionale avvio anno scolastico 2020/2021, riunito questa mattina dalla direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Cammalleri, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, gli assessori alla Scuola Sebastiano Leo, ai Trasporti Gianni Giannini e alle Politiche della Salute Pier Luigi Lopalco,  insieme a tutte le componenti del tavolo.

Secondo quanto riportato nella nota della Regione «con decorrenza dal 26 ottobre - nelle more dell’adozione delle misure previste dal dpcm 18 ottobre 2020 relative alla riorganizzazione dell’attività didattica e alla rimodulazione degli orari d'ingresso e di uscita degli alunni, da presentare nella prima riunione utile del coordinamento regionale e locale previsto dal cd. Piano scuola, adottato con D.M. 26 giugno 2020, n. 39, e comunque entro e non oltre il 13 novembre 2020 - sono sospese le attività didattiche “in presenza” in tutte le scuole secondarie di secondo grado limitatamente alle ultime tre classi del medesimo ciclo scolastico».

«È fortemente raccomandato - si legge inoltre - ai datori di lavoro pubblici e privati, con esclusione del personale sanitario e socio sanitario e del personale impegnato in attività connesse all’emergenza o in servizi pubblici essenziali, utilizzare o incrementare il lavoro agile e differenziare l’orario di servizio del personale in presenza, compatibilmente con le esigenze di servizio e con particolare attenzione ai lavoratori che utilizzano mezzi di trasporto pubblici per raggiungere la sede di lavoro, articolandolo in fasce orarie scaglionate».

Nell’ordinanza è rilevato che, sulla base di quanto accertato dal competente Dipartimento, al fine di evitare i continui picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo e relativi affollamenti, sussistono condizioni oggettive per inasprire con decorrenza dal 26 ottobre 2020, le disposizioni emergenziali dirette a contenere la diffusione del virus, restando salve le ulteriori valutazioni che il competente Dipartimento della salute potrà effettuare alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica e all’esito dell’analisi dell’impatto delle misure attualmente vigenti per fronteggiare l’emergenza.

«Dopo lunghe consultazioni con tutto il sistema della scuola e dei sindacati abbiamo deciso di dare al Tavolo un termine sino al 13 novembre per disallineare gli orari di ingresso e uscita nelle scuole, passaggio necessario per riorganizzare il trasporto con i vettori e risolvere la questione delle linee sovraccariche». Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando l’ordinanza con cui da lunedì 26 ottobre e fino al 13 novembre sono sospese tutte le attività didattiche in presenza nelle scuole pugliesi secondarie di secondo grado limitatamente all’ultimo triennio.

«Come leggerete dai bollettini - ha aggiunto - i contagi continuano ad aumentare. Abbiamo avviato l’ulteriore rafforzamento della struttura ospedaliera, ma serve qualche provvedimento per tenere più bassi i numeri del contagio. Stiamo quindi chiedendo alle scuole un sacrificio particolare: quello di individuare quali sono le linee di trasporto che, secondo il giudizio dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole stesse, sono sovraccariche e quindi hanno bisogno del disallineamento degli orari, in modo tale da utilizzare più volte lo stesso mezzo, o del rafforzamento della linea con nuovi mezzi e autisti. Queste non sono risorse illimitate, ma siccome la situazione diventa sempre più complicata, abbiamo chiesto a tutte le scuole, per le ultime tre classi delle superiori, di andare da lunedì in didattica a distanza e quindi di fornirci poi questi dati, in modo tale da poter riattivare la didattica in presenza man mano che avremo meglio organizzato il rapporto tra le scuole e i vettori del trasporto scolastico. Nulla di particolarmente drammatico».

L'APPELLO DEI SINDACATI - «Totale disappunto sui piani del metodo e del merito» viene espresso dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snal-Confsal e Fgu, in relazione all’ordinanza con cui il governatore pugliese Michele Emiliano ha stabilito lo stop delle lezioni in presenza in tutte le scuole secondarie di secondo grado, limitatamente all’ultimo triennio, da lunedì al 13 novembre. I sindacati chiedono "l'immediato ritiro dell’ordinanza: ci sono ancora i margini di tempo - sottolineato - necessari a ricucire lo strappo istituzionale che si è venuto a determinare». 

Nella nota, i sindacati evidenziano che «nell’incontro di questa mattina in nessun passaggio e in nessun intervento del presidente è stata ventilata o anche solo preannunciata l’ipotesi della sospensione totale delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole secondarie di secondo grado sia pur limitatamente alle ultime tre classi del medesimo ciclo scolastico». «Tale determinazione - sottolineano - risulta pertanto essere una autonoma e discutibilissima decisione che il presidente Emiliano ha assunto con velocità disarmante».

I sindacati ricordano poi che «i contagi nella scuola pugliese non sono eccessivamente allarmanti, visto che si registrano solo 13 docenti positivi a fronte dei 4 del 24 settembre». E aggiungono che «tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso parere fortemente critico verso l’ipotesi di ricorso esclusivo alla didattica digitale integrata che alterna lezioni in presenza, figuriamoci poi rispetto alla didattica a distanza che comporta, di fatto, la sospensione immotivata di tutte le lezioni in presenza amplificando il danno formativo già accumulato lungo tutta la lunga fase del precedente lockdown».
«Sembrerebbe che con questo provvedimento, che scavalca le autonomie scolastiche che bene hanno operato sino ad ora - concludono - si vogliano coprire le responsabilità politiche di chi, al governo nazionale, regionale e locale, non si è mosso in tempo utile per arginare le criticità connesse al potenziamento dei trasporti e delle Asl, oltre che al compimento dei lavori nelle scuole, pensando di risolvere il tutto, optando per la soluzione più semplice: lasciare gli alunni a casa».

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