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A borgo Mezzanone

Arresto gambiano a Foggia: i video e le versioni contrastanti

Le immagini diffuse sul web: Omar Jallow, ammanettato alla ruota di una volante, i migranti replicano «Nessuno ha aggredito gli agenti»

(Video Facebook Stefano Paoloni, Sindacato Autonomo Polizia, e Comitato Lavoratori delle Campagne) 

Ammanettato alla ruota di una Volante della polizia, accovacciato per terra, agitato e con un braccio sanguinante che un amico cerca di medicare come può. Accanto a lui, poggiato sull'auto, un agente affaticato con la divisa sporca di fango. Intorno a loro, nelle campagne di Borgo Mezzanone, numerosi migranti che urlano «lasciatelo stare, non è un animale». E’ ciò che si vede dell’arresto del 26enne gambiano Omar Jallow, avvenuto lo scorso 5 ottobre, nei video diffusi sul web quasi in contemporanea alle parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sulla sorte del gambiano che all’Italia aveva chiesto asilo politico mentre ora sarà espulso in tempi record: «Protezione negata! Fuori dall’Italia questi delinquenti finti profughi», ha detto il leader della Lega.


La decisione del ministro è arrivata due giorni dopo il comunicato del Sap, il Sindacato autonomo di polizia, il quale denunciava che circa 50 migranti, per impedire l’arresto del gambiano, avrebbero colpito ripetutamente con calci, pugni e oggetti contundenti due agenti, costringendoli a medicarsi in ospedale le ferite giudicate guaribili in 15 e 30 giorni.
Una versione che non coincide con le immagini dei video girati dagli stessi migranti presenti, filmati che sono stati resi pubblici dal Comitato lavoratori Campagne in lotta e dalla testata online 'Terre di Frontiera'. «Non c'è stata alcuna vile aggressione da parte dei migranti», sostiene il Comitato, «ma semplicemente un tentativo di scongiurare l’arresto brutale di una persona trascinata per diversi metri, mentre era già ammanettata, e poi legata alla ruota posteriore della volante della Polizia».


«Nessuno, giuro nessuno ha picchiato poliziotti», assicura un migrante che era presente. «Quando la polizia è arrivata - racconta a 'Terre di Frontiera' - hanno inseguito Omar e per mettergli le manette lo hanno buttato a terra, tra i cumuli di rifiuti fatti per la maggior parte da bottiglie di vetro. Lui è caduto e si è fatto male. Ha cercato di non farsi mettere le manette e si è agitato tanto». «Uno dei poliziotti - aggiunge - è caduto insieme a lui per terra. Si è fatto male pure lui alle mani, con vari tagli, si è sporcato il pantalone nell’immondizia ed è andato a finire con la faccia dentro la polvere».
Secondo la ricostruzione della polizia, il gambiano non si sarebbe fermato all’alt e avrebbe prima provato a investire gli agenti e poi sarebbe fuggito inseguito dai poliziotti di cui avrebbe più volte provato a speronare l’auto. Poco dopo, però, la sua corsa sarebbe finita nei pressi del Centro richiedenti asilo (Cara) dove gli agenti lo hanno inseguito a piedi e bloccato fino all’arrivo di circa 50 migranti che li avrebbero aggredito. Secondo la polizia, solo l’arrivo di altre volanti ha salvato gli agenti.

IL SINDACATO DI POLIZIA: I VIDEO PARLANO CHIARO
«Sottrarre con la forza un arrestato - rileva il segretario nazionale del Sap, Francesco Pulli - contravviene a qualsiasi regola di civile e pacifica convivenza. Fortunatamente ci sono i video». Video che per il segretario del Sap Foggia, Peppino Vigilante, «parlano da soli: è chiaro - commenta - che in quei video non ci sono calci e pugni, ma ci sono due poliziotti accerchiati da più di 50 persone che hanno cercato tantissime volte di sottrarre all’arresto il cittadino gambiano». «Abbiamo chiesto più volte nel corso degli anni - sottolinea Vigilante - di dotare tutte le nostre pattuglie di telecamere che possano riprendere ogni nostro servizio, in modo tale che tutti sappiano cosa facciamo quando usciamo ed espletiamo servizi di sicurezza e controllo del territorio». E conclude: «Ho incontrato personalmente i due agenti feriti e ho potuto vedere i lividi sul naso e le mani. Sono ancora sotto choc».

QUESTORE: CALCI E PUGNI AD AGENTI - In fasi «particolarmente concitate, un nutrito gruppo di extracomunitari lì presenti accerchiavano" gli agenti di polizia «colpendoli con calci e pugni, allo scopo di garantire la fuga del fermato, nel frattempo ammanettato ad un polso». E’ uno dei passaggi della ricostruzione che il questore di Foggia, Mario Della Cioppa, fa in merito alla vicenda che ha visto protagonista Omar Jallow, il cittadino gambiano di 26 anni arrestato dalla polizia e dopo le dichiarazioni del Comitato lavoratori «Campagne in lotta», che ha pubblicato su Facebook un video dei momenti dell’arresto avvenuto lo scorso 5 ottobre alle ore 14.00 in Borgo Mezzanone (Foggia), nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dalla questura, al fine di contrastare il fenomeno del caporalato.

«Un equipaggio della polizia stradale del distaccamento di Cerignola - rende noto all’ANSA il questore - si poneva all’inseguimento di un’autovettura il cui conducente, extracomunitario (poi identificato come Omar Jallow, ndr), con una condotta di guida che metteva a repentaglio l'incolumità degli operatori, tentava di sottrarsi alle operazioni di controllo. In particolare, l’extracomunitario non si fermava all’alt degli agenti, tentando di investire uno di essi che, per evitarlo, si buttava al lato della carreggiata"

«L'inseguimento - aggiunge il questore - si protraeva per circa tre chilometri, nel corso del quale il gambiano speronava l'auto di servizio, sino a giungere in prossimità del noto insediamento denominato ex-pista dove lo straniero impattava con il proprio mezzo su un manufatto, tentando di proseguire la fuga a piedi».

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