Mercoledì 22 Aprile 2026 | 09:15

Foggia, estorsioni e lesioni passando per la truffa a un romano: arrestati padre e figlio

Foggia, estorsioni e lesioni passando per la truffa a un romano: arrestati padre e figlio

Foggia, estorsioni e lesioni passando per la truffa a un romano: arrestati padre e figlio

 
REDAZIONE FOGGIA

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Foggia, estorsioni e lesioni passando per la truffa a un romano: arrestati padre e figlio

Bruno Carella e il figlio 28enne finiscono in carcere: tra le accuse il raggiro per portare via un Rolex da 21mila euro

Mercoledì 22 Aprile 2026, 07:23

«Tuo figlio mi ha preso a schiaffi». «Meglio gli schiaffi di mio figlio che una cinquantina di coltellate nella pancia da parte mia». Così i foggiani Bruno Carella, 50 anni e il figlio ventottenne Mario Guglielmo avrebbero avvertito un sorvegliato speciale con precedenti per truffa, costringendolo a prestarsi a raggirare un romano pagato con un bonifico falso per sottrargli un orologio Rolex Daytona del valore di 21mila euro. Padre e figlio sono in carcere su ordinanze firmate dal gip Cecilia Massarelli su richiesta del pm Roberto Galli, eseguite dalla squadra mobile. I 2 indagati già noti alle forze dell’ordine sono accusati di stalking, estorsione, sequestro di persona e lesioni a un concittadino; Bruno Carella risponde anche di detenzione e ricettazione di una pistola “Kimar”, arma-giocattolo modificata per renderla funzionante sequestratagli a casa. I fatti vanno da settembre 2024 a febbraio 2025, quando padre e figlio scesi da una “Maserati” avrebbero raggiunto in strada la vittima presa a pugni.

Accuse che Bruno e Mario Guglielmo Carella, difesi dall’avv. Raul Pellegrini, hanno respinto ieri nell’interrogatorio di convalida rispondendo alle domande del gip. Hanno ammesso la truffa attuata con la complicità della parte offesa che non è stata perseguitata, né ricattata, né sequestrata, né picchiata, né minacciata con la pistola; e ci sono i video a dimostrarlo. “E’ una storia poco credibile quella della parte offesa” commenta l’avv. Pellegrini «un racconto quasi romanzesco proveniente da un sorvegliato speciale che si è autodefinito ‘un bravo truffatore’. Confido che l’autorità giudiziaria voglia rimeditare il suo iniziale giudizio colpevolista. Farò ricorso al Tribunale della libertà per chiedere l’annullamento dell’ordinanza cautelare».

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